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Responsabilità civile del medico

del 07/06/2011
CHE COS'È?

Responsabilità civile del medico: definizione

La professione medica, su cui hanno compiti di vigilanza gli ordini professionali all'uopo costituiti, è da sempre inquadrata nella categoria codicistica delle professioni intellettuali. Il contratto col medico è quindi un contratto con un professionista intellettuale. La prestazione medica, definita come prestazione d'opera intellettuale, è regolata dall'articolo 2230 codice civile, che rinvia alle norme sul lavoro autonomo in quanto compatibili.
Il medico, come ogni professionista, è soggetto, nell'esercizio della propria attività, a responsabilità civilepenale. Questo vuol dire che egli risponderà in sede civile dei danni causati al paziente nell’esercizio della propria attività ed in sede penale per i reati eventualmente commessi nell’esercizio dell’attività stessa.
La responsabilità civile del medico è connotata da alcuni aspetti peculiari che risentono della particolare considerazione che il legislatore annette all'attività medica. La responsabilità civile, ove riferita ad un soggetto, è la conseguenza giuridica di un comportamento illecito.
Essa viene ravvisata ove sia rinvenibile un rapporto fra fatto illecito ed evento ed è caratterizzata dall'aspetto patrimonialistico-risarcitorio. Il rimedio tipico della responsabilità civile è dunque il risarcimento del danno.
Si dovrà quindi fare riferimento a tre fondamentali tipi della problematica responsabilità medica: 
  1. responsabilità contrattuale; 
  2. responsabilità extracontrattuale; 
  3. tertium genus: responsabilità da contatto sociale. 
Ciò che dovrà essere provata è l’esistenza nesso causale tra attività medica e fatto lesivo, ciò che si tratti di responsabilità contrattuale o extracontrattuale, o da contatto sociale, dal punto di vista probatorio per dimostrare la lesione dell'interesse protetto ex articolo 1174 codice civile (carattere patrimoniale della prestazione), sia che si richieda un risarcimento ex articolo 1223 codice civile (inadempimento contrattuale) o 2043 codice civile (responsabilità extracontrattuale).

Avv. Elisabetta Fedegari
Ordine degli Avvocati di Pavia
Studio Fedegari

COME SI FA
Responsabilità contrattuale
La responsabilità contrattuale, quale tipo del genus della responsabilità civile, sulla base del disposto di cui all'articolo 1173 codice civile, si applica nei casi di convenzione contrattuale fra ente (o medico) e paziente. Va qui evidenziato che, come risultato dello sforzo di offrire maggiori tutele ai pazienti, in alcuni casi la giurisprudenza ha ravvisato un accordo espresso nel caso di sottoscrizione del cosiddetto "consenso informato", ovvero quel documento sul quale è riportata una dichiarazione liberatoria del paziente nei confronti del medico, nella quale si attesta che quegli si ritiene avvertito del trattamento sanitario e delle conseguenze relative. In termini generali, la norma di riferimento per determinare la responsabilità del medico sarà quindi quella di cui all'articolo 1218 codice civile, con i temperamenti offerti dall'articolo 2236 codice civile, che dispone che il medico risponde, in caso di problemi tecnici di speciale difficoltà, solo in caso di dolo o colpa grave.
Perché sorga la responsabilità contrattuale, risarcitoria, è necessario anzitutto che il danno sia configurato come conseguenza immediata e diretta del comportamento negligente del medico. Il nesso di causalità, va ravvisato ove il danno sia conseguenza immediata e diretta. Con conseguenza diretta si fa riferimento all'orientamento causale. In sostanza, la responsabilità sorge ove il medico abbia prodotto l'evento in maniera che questo sia riconducibile direttamente alla sua condotta. 

Responsabilità extracontrattuale
La responsabilità extracontrattuale, a differenza di quella ora insegnata, presenta differenze anzitutto in ordine al regime della prova, ove la prima risente di un regime probatorio di favore, mentre la seconda richiede l'adempimento dell'onere su ciascuno degli elementi fondanti. È dunque richiesta la prova del danno ingiusto, dell'evento dannoso, del nesso causale, del fatto.

Responsabilità da contatto sociale
E’ la forma di responsabilità che si pone ai limiti del contratto e del fatto illecito, figura ricostruita dalla giurisprudenza sulla base di norme ritenute un tempo non direttamente applicabili, alle quali oggi si fa sempre più ricorso, alla ricerca di tutele da offrire a situazioni giuridiche particolarmente bisognevoli.
Il contatto sociale, come detto, nasce da un fatto integrato in un negozio. Tale negozio è costituito dalla richiesta di erogazione di un servizio e dall'accettazione di tale richiesta, d'altra parte.
Da tale rapporto, che si sustanzia in una relazione negoziale fra i soggetti coinvolti, sorgono da una parte il contratto di spedalità con l'ente ospedaliero, d'altro canto una relazione negoziale, che la giurisprudenza ancora stenta a definire compiutamente come obbligatoria, con il medico.
Ove sia integrato il contatto, il relativo onere probatorio sarà posto a carico della parte che intende provarlo. La disciplina applicabile rimane quella vista a proposito del contratto.

CHI
Nei casi di presunta responsabilità civile del medico, tanto il medico quanto il soggetto leso, è opportuno che si rivolgano ad un avvocato competente in materia.

FAQ

Per affermare la responsabilità della struttura sanitaria è sempre necessario accertare la responsabilità del medico?

No, in quanto trattandosi di un contratto di spedalità tra clinica e paziente, la responsabilità della clinica prescinde dalla responsabilità o dall'eventuale mancanza di responsabilità del medico in ordine all’esito infausto di un intervento o al sorgere di un danno che non ha connessione diretta con l’esito dell’intervento chirurgico.

Ha rilevanza il fatto che il paziente si sia rivolto ad una struttura del Servizio Sanitario Nazionale piuttosto che ad una convenzionata o privata?

No, non assume più rilevanza ai fini della individuazione della natura della responsabilità della struttura sanitaria se il paziente si sia rivolto direttamente ad una struttura sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, o convenzionata, oppure ad una struttura privata o se, invece, si sia rivolto ad un medico di fiducia che ha effettuato l’intervento presso una struttura privata. In tutti i predetti casi è ipotizzabile la responsabilità contrattuale dell’Ente.

Come è inquadrato il rapporto struttura-paziente e medico-paziente?

La giurisprudenza ha costantemente inquadrato la responsabilità della struttura sanitaria nella responsabilità contrattuale, sul rilievo che l’accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto. A sua volta, anche l’obbligazione del medico dipendente dalla struttura sanitaria nei confronti del paziente, ancorché non fondata sul contratto, ma sul “contatto sociale”, ha natura contrattuale.

Se un paziente ha subito un intervento chirurgico da definirsi inutile a causa di una diagnosi errata come si può intervenire?

In questo caso si delineano due errori da parte del medico: l’errore di diagnosi per cui è possibile richiedere il relativo risarcimento del danno, e l’errore dovuto ad un intervento non necessario che aggrava la posizione del sanitario e che determinerà sicuramente, in ambito giudiziale, una responsabilità dello stesso sia in campo penale che civile.
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