Il Professionista su misura per te
o richiedi una
Chiedi una Consulenza o Preventivo Gratuito

Emendabilità della dichiarazione dei redditi

del 03/05/2012
CHE COS'È?

Emendabilità della dichiarazione dei redditi: definizione

Il principio di emendabilità della dichiarazione consente al contribuente di poter correggere una dichiarazione dei redditi che presenti errori od omissione, sia prima della scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione stessa (presentando la cosiddetta “dichiarazione correttiva”) che successivamente alla presentazione della dichiarazione stessa (presentando la cosiddetta “dichiarazione integrativa”). 
Sia le dichiarazioni correttive che le dichiarazioni integrative presuppongono comunque che la dichiarazione originaria sia stata a suo tempo validamente e tempestivamente presentata. Consegue che, mentre le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza possono formare oggetto di integrazione essendo considerate valide, quelle presentate oltre tale termine, che costituiscono solo titolo per la riscossione dell’imposta, non potranno essere corrette o integrate. 


COME SI FA
Dichiarazione correttiva: se la rettifica interviene prima della scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione, il contribuente non subisce l’applicazione di sanzioni. Nella dichiarazione correttiva deve essere riprodotto il contenuto della dichiarazione originaria con le necessarie correzioni o integrazioni. Inoltre, occorre barrare la casella “Correttiva nei termini” posta sul rigo “Tipo di dichiarazione” nella seconda facciata del frontespizio del Modello Unico. 
Se la rettifica è a sfavore del contribuente (maggior debito o minor credito), occorre versare la maggiore imposta (o la differenza rispetto al credito originario). 
In caso di rettifiche a vantaggio del contribuente, la maggiore imposta versata o il maggior credito possono essere richiesti a rimborso o portati in diminuzione da ulteriori importi a debito (compensazione). 
Dichiarazione integrativa: se la rettifica interviene dopo il termine di presentazione occorre in genere redigere una dichiarazione integrativa utilizzando il modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta cui si riferisce. In tal caso, il contribuente deve barrare la casella “Dichiarazione integrativa” posta sul rigo “Tipo di dichiarazione” nella seconda facciata del frontespizio del Modello Unico. Bisogna, inoltre, distinguere se la rettifica è a favore o a sfavore del contribuente. 
Nel primo caso (rettifica a credito del contribuente) se la rettifica interviene non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo non si applicano le sanzioni e il credito risultante dalle predette dichiarazioni può essere utilizzato in compensazione. Se invece l’errore o l’omissione sono riscontrati dal contribuente successivamente al termine suddetto non è possibile presentare una dichiarazione integrativa, ma è possibile presentare apposita istanza di rimborso entro 48 mesi dal versamento. 
Nel secondo caso (rettifica a debito del contribuente) se la rettifica interviene entro i limiti temporali previsti per il cosiddetto ravvedimento sono previste delle sanzioni ridotte variabili in funzione del tipo di errore. Se invece interviene decorsi i termini previsti per il ravvedimento (ma comunque non oltre i termini di decadenza dell’azione di accertamento) sono applicate le sanzioni in misura intera.

CHI
Avvocati e commercialisti.

FAQ

La dichiarazione dei redditi è sempre emendabile e ritrattabile?

Corte Cassazione, Sezioni Unite, 25 ottobre 2002, n. 15063 ha stabilito che “la dichiarazione dei redditi è, in linea di principio, sempre emendabile e ritrattabile”.

Qual è il termine per l’emendabilità della dichiarazione Iva?

Corte Cassazione, 2 marzo 2004, n. 4236 si è pronunciata anche in materia di Iva, rilevando che la dichiarazione del contribuente non costituisce la fonte dell’obbligo tributario, né produce effetti assimilabili a quelli di una confessione, osserva che “il termine ragionevole per l'emendabilità della dichiarazione (che deve essere necessariamente fissata, altrimenti verrebbe gravemente violato il principio della certezza dei rapporti giuridici), va individuato, nel silenzio del legislatore, in quello quadriennale stabilito per la rettifica della dichiarazione da parte dell’ufficio di cui all'art. 57 DPR 633/1972, termine da considerare, nel contesto del principio di parità e di bilanciamento delle posizioni, validamente operante anche per il contribuente”.
vota  

Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c

FISCO: VOCI CORRELATE

Bonus mobili e ristrutturazioni

di Redazione Professionisti del 04/09/2015

L'impatto positivo che ha avuto il bonus mobili e ristrutturazioni sull'economia sta spingendo il Go..

Compensazione somme iscritte a ruolo

di Avv. Gabriella Antonaci del 19/05/2011

La compensazione rappresenta una forma sia di pagamento che di rimborso, in quanto consente al contr..

Dichiarazione di intento

di Dott.ssa Patrizia Martino del 01/07/2016

La dichiarazione d’intento, detta anche lettera di intenti, è la manifestazione espressa da parte di..

Spending review

di Dott.ssa Antonella Simone del 07/05/2012

La spending review è un termine che sta ad indicare l’attività di revisione della spesa pubblica al ..

Fisco telematico

di del 23/01/2017

Il fisco telematico consente, attraverso il sito dell'Agenzia delle Entrate, di adempiere a numerosi..