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Locazione: morosità

del 19/05/2011
CHE COS'È?

Locazione morosità: definizione

Nell'ambito del contratto di locazione il conduttore è moroso quando, decorsa la scadenza della rata pattuita tra le parti, non ha provveduto al pagamento del canone di locazione o degli oneri accessori, ma solo se questi non superano l’importo pari a due mensilità di canone. 
In questi casi il locatore ha la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto, per ottenere la restituzione dell’immobile, in via giudiziale, mediante il procedimento di sfratto per morosità. 

Avv. Vanda Cappelletti 
Ordine degli Avvocati di Como 
Studio Legale Avvocato Vanda Cappelletti

COME SI FA
La morosità può essere sanata in sede giudiziale per non più di tre volte nell'arco di quattro anni se il conduttore alla prima udienza versa l’importo dovuto per tutti i canoni scaduti e gli oneri accessori maturati sino a tale data, maggiorato degli interessi legali e delle spese processuali liquidate dal Giudice. 
Nel caso in cui il pagamento non avvenga all'udienza, il Giudice può assegnare al conduttore moroso, su sua richiesta, un termine “di grazia” per il pagamento non superiore ai novanta giorni. In questo caso rinvia l’udienza a non oltre dieci giorni dalla scadenza stabilita, per verificare se è intervenuto l’adempimento.

CHI
La morosità non può che essere sanata dal debitore-conduttore o in sede giudiziale, come sopra esposto, oppure in via stragiudiziale, ossia mediante accordo con il locatore, senza che questi instauri una causa contro il debitore.
Consigliamo, in ogni caso ed in qualunque posizione ci si trovi, di contattare un legale per tentare in via preliminare una soluzione bonaria alla situazione o, in caso di mancato accordo, per poter essere assistiti nel recupero del credito.

FAQ

Quale termine deve decorrere per poter chiedere la risoluzione anticipata del contratto di locazione nel caso in cui il conduttore risulti moroso?

Per poter chiedere la risoluzione contrattuale è necessario che decorrano almeno venti giorni dalla scadenza della rata di canone contrattualmente prevista. Nel contratto, tuttavia, possono essere previsti tempi più lunghi.Termini di durata inferiore non possono essere previsti, rendendo nulla la clausola contrattuale che quindi si ha per non apposta.
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