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Canone di locazione

del 27/01/2012
CHE COS'È?
Il canone di locazione è il corrispettivo che viene versato dal conduttore al locatore per poter godere del bene di proprietà del locatore stesso.
In genere il canone è corrisposto mediante denaro, ma nulla vieta che le parti si possano accordare diversamente (ad esempio nella locazione di un terreno agricolo il locatore potrebbe pretendere, come contropartita, una parte dei frutti del terreno stesso, articolo 1639 codice civile).
Il canone di locazione normalmente viene versato in più rate (mensili, trimestrali o semestrali) determinate dalle parti in sede di stipulazione del contratto di locazione.
In caso di mancato pagamento, il conduttore moroso è tenuto a corrispondere, oltre al canone, anche gli interessi legali o di mora, se previsti nel contratto.
Nel caso in cui il conduttore accumuli un ritardo nel pagamento del canone superiore ai venti giorni dalla scadenza della rata, il locatore potrà chiedere la risoluzione del contratto ai sensi dell’articolo 1455 codice civile.

Avv. Vanda Cappelletti
Ordine degli Avvocati di Como
Studio Legale Avvocato Vanda Cappelletti

COME SI FA
Il canone di locazione è stabilito contrattualmente dalle parti in sede di stipulazione del contratto.
Il canone di locazione può essere aggiornato annualmente, qualora previsto dal contratto, fino ad un importo massimo pari al 75% dell’aumento del costo della vita in base alle rilevazioni effettuate dall'ISTAT su base annua.

CHI
Al calcolo dell’aggiornamento provvede il locatore che si occuperà poi di evidenziare l’aumento del canone rispetto all'anno precedente solamente nella prima ricevuta di pagamento soggetta ad aumento; nelle successive il canone sarà già comprensivo dell’aumento.

FAQ
E’ sempre dovuto l’adeguamento annuale del canone in base ai dati ISTAT sull’inflazione?
L’adeguamento del canone può essere effettuata soltanto se previsto dal contratto. In mancanza di clausola specifica il canone deve rimanere invariato per tutta la durata del contratto.Può infine essere prevista una percentuale di adeguamento inferiore al 75% che la legge pone come limite massimo.
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