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Comunione legale fra coniugi

del 08/07/2016
CHE COS'È?

Comunione legale fra coniugi: definizione

Nel caso in cui i coniugi non stipulino alcuna convenzione matrimoniale, si applicherà automaticamente la comunione dei beni o comunione legale, in forza della quale tutti i risparmi fatti dall'uno e dall'altro coniuge durante il matrimonio, saranno di proprietà comune, in parti uguali.

Oggetto della comunione dei beni sono, dunque, i risparmi, i risultati delle attività produttive svolte in comune dai coniugi e tutti i beni acquistati dagli stessi, insieme o separatamente, durante il matrimonio.

Sono esclusi dalla comunione dei beni, e pertanto rimangono di proprietà esclusiva di ciascun coniuge, i beni di carattere strettamente personale, tra i quali si ricomprendono: i beni che appartenevano a ciascun coniuge prima del matrimonio, i beni acquistati successivamente per effetto di donazione o successione, i beni d'uso personale, quelli relativi all'esercizio della professione del coniuge e ciò che viene ottenuto a titolo di risarcimento del danno o a titolo di pensione derivante da una diminuzione della capacità lavorativa.
Per la spiegazione di questa voce vedi anche: regime patrimoniale tra i coniugi.

COME SI FA

Comunione dei beni: come si applica

La comunione legale si applica automaticamente, qualora i coniugi non effettuano una scelta differente.
L'amministrazione della comunione dei beni è attribuita ad entrambi i coniugi con eguali poteri. In merito all'amministrazione si distingue tra gli atti di ordinaria amministrazione, per i quali ciascun coniuge può agire autonomamente, e quelli di straordinaria amministrazione, per i quali è previsto il consenso e la partecipazione congiunta dei coniugi.

In mancanza di accordo, ciascun coniuge può rivolgersi al giudice per ottenere l'autorizzazione al compimento dell'atto, al quale verrà concessa solo qualora il giudice ritenga che l'atto sia compiuto nell'esclusivo interesse della famiglia e soddisfi pienamente le esigenze della stessa.

Nel caso uno dei coniugi compia un atto di straordinaria amministrazione senza il consenso dell'altro, se si tratta di beni immobili o beni mobili iscritti ai pubblici registri, l'atto può essere annullato, mentre se riguarda bene mobili non registrati, l'atto è comunque valido ma il coniuge che lo ha posto in essere è tenuto a reintegrare la comunione, riportandola allo stato precedente l'atto o, se questo non è più possibile, sorgerà un'obbligazione avente ad oggetto una prestazione in denaro di valore corrispondente a quello del bene alienato.

CHI
È opportuno rivolgersi a un avvocato.

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