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Licenziamento ad nutum

del 10/01/2011
CHE COS'È?

Licenziamento ad nutum: definizione

Il licenziamento costituisce una forma di recesso dal contratto di lavoro attuata unilateralmente dal datore di lavoro. Partendo dal presupposto che il licenziamento deve essere, generalmente, sorretto da un motivo, sia esso di natura soggettiva (licenziamento per giusta causa, licenziamento per giustificato motivo soggettivo) ovvero di natura oggettiva (licenziamento per giustificato motivo oggettivo), con il presente intervento analizziamo le ipotesi di licenziamento che, invece, non devono essere sorrette da un motivo (recesso ad nutum ovvero regime c.d. di libera recedibilità).
In primo luogo la facoltà di recedere ad nutum (letteralmente “con il cenno del capo”) è concessa al datore di lavoro ed al lavoratore durante il periodo di prova (se questo sia stato stipulato legittimamente), in questo caso senza necessità di dare il preavviso contrattualmente previsto.
Essa è concessa inoltre, nel semplice rispetto del periodo di preavviso, al termine del periodo di apprendistato, per il lavoro dirigenziale, per il lavoro domestico ed in caso di licenziamento di lavoratore che abbia raggiunto i requisiti per la pensione di vecchiaia (e non abbia optato per la prosecuzione del rapporto di lavoro).
Il fatto che manchi l’obbligo di motivare il licenziamento a carico del datore di lavoro non esonera il giudice dal valutare la liceità del licenziamento e cioè a stabilire che il licenziamento non sia stato intimato in presenza di un divieto o di una causa illecita (art. 1418 cod. civ. la causa è illecita quando risulta contraria a norme imperative, all’ordine pubblico o la buon costume).
Il lavoratore che intenda far dichiarare l’invalidità (rectius, la nullità) del licenziamento ad nutum per una causa illecita, dovrà provare la causa del licenziamento e la sua illegittimità.
Per i dirigenti è possibile il licenziamento ad nutum ma sono fatte salve le diverse clausole contrattuali collettive di maggior tutela (tra le quali indennità risarcitorie).

Dott. Gabriele Arveda
Ordine dei Consulenti del lavoro di Reggio Emilia
Bartoli & Arveda Associazione Professionale


COME SI FA

Per intimare un licenziamento ad nutum, è necessario, al fine di prevenire qualsiasi discussione in merito all’ onere probatorio, inviare una lettera raccomandata con avviso di ricevimento, di solito anticipata a mano, al lavoratore. Trattandosi di atto recettizio si presume conosciuto una volta che sia giunto all’indirizzo del lavoratore. Grava sul datore di lavoro l’onere di provare la ricezione.


CHI

Il professionista a cui rivolgersi per le valutazioni relative alla possibilità di procedere con un licenziamento ad nutum è il consulente del lavoro o l’avvocato. Quest’ultimo può garantire l’assistenza nel caso in cui il licenziamento sia impugnato.


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