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VOCI DI CONSULENZA

Argomento: Cessazione del rapporto di lavoro

Aggiornato al 31/08/2011

Lavoro: preavviso

CHE COS'È
La parte che esercita il diritto di recesso dal contratto di lavoro deve rispettare un periodo di preavviso (articolo 2118 codice civile) intercorrente tra la comunicazione del recesso ed il momento in cui lo stesso ha effetto, al fine di evitare che la risoluzione immediata del contratto possa determinare un pregiudizio all'altra parte.
Di norma durante il periodo di preavviso la prestazione lavorativa si svolge regolarmente ed il contratto di lavoro resta pienamente efficace.
La durata del preavviso è affidata dal codice civile ai contratti collettivi che ne stabiliscono la durata minima in misura differente in base alle diverse categorie di lavoratori (operai, impiegati, dirigenti, eccetera), al livello d'inquadramento, all'anzianità e, a volte, a seconda che si tratti di licenziamento o di dimissioni.
In sede di contratto individuale è possibile stabilire termini di durata del preavviso più lunghi rispetto al contratto collettivo. L'obbligo di rispettare il periodo di preavviso non è generalizzato in quanto esistono situazioni in cui è previsto il recesso con effetto immediato (per esempio: risoluzione rapporto per giusta causa, recesso durante o al termine del periodo di prova, eccetera).

Rag. Bruno Bertocchi
Consulente del Lavoro - Associato
Studio Galaverni Consulenza del Lavoro Amministrativa e Tributaria

COME SI FA
Il periodo di preavviso decorre dal momento in cui la parte che subisce il recesso ne viene a conoscenza e termina allo scadere dei giorni (solitamente di calendario) previsti dalla contrattazione collettiva o dall'accordo individuale.
La decorrenza del preavviso è interrotta nel caso intervengano le seguenti assenze:

  • richiamo alle armi;
  • malattia;
  • ferie;
  • maternità;
  • infortunio sul lavoro.
In caso di recesso con obbligo di preavviso, la parte che non lo rispetta deve corrispondere alla parte che subisce il recesso una indennità sostitutiva a meno che l'inadempienza sia dovuta a forza maggiore. La corresponsione dell'indennità sostitutiva del preavviso non è sempre automatica in quanto non può essere imposta al lavoratore senza il suo consenso.
La normativa vigente e la giurisprudenza hanno individuato ipotesi in cui l'indennità sostitutiva del preavviso è dovuta in assoluto per situazioni di sopravvenuta impossibilità di svolgere la prestazione lavorativa o altre situazioni particolari (es. morte del lavoratore, dimissioni per giusta causa, eccetera).
L'indennità sostitutiva deve essere calcolata sulla retribuzione normalmente spettante al lavoratore al momento del recesso.
CHI
Per qualsiasi chiarimento e per la gestione di situazioni concrete si consiglia di rivolgersi a un Consulente del Lavoro.

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