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Il diritto alle ferie

del 24/06/2013

Il diritto alle ferie risponde alla finalità di assicurare ai lavoratori subordinati un periodo di riposo nel corso dell'anno, durante il quale reintegrare le proprie energie psico-fisiche.

A tal fine, la Costituzione all'art. 36, 3° comma, stabilisce l'irrinunciabilità del diritto alle ferie annuali retribuite. Il codice civile all'art. 2109 prescrive a sua volta che tale periodo deve essere "possibilmente continuativo" e goduto "nel tempo che l'imprenditore stabilisce, tenendo conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro" e che la sua durata è stabilita dalle leggi, dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità.

L'art. 10, comma 1 del D.Lgs. n. 66/2003, nel confermare la disciplina dell'art. 2109 del codice civile, fornisce precisazioni riguardo alle modalità di fruizione delle ferie.
In particolare il citato art. 10, comma 1, del D.Lgs. n. 66/2003 stabilisce che, fermo restando quanto previsto dall'art. 2109 cod. civ., il prestatore di lavoro ha diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite non inferiore a 4 settimane. Tale periodo va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, entro i 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione.

Fino periodo anteriore all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 66/2003 era possibile monetizzare (cioè sostituire con apposita indennità) le ferie maturate e non godute, se ed in quanto previsto dal CCNL applicabile e sempre nel rispetto dei principi costituzionali. Dalla data di entrata in vigore del suddetto decreto, il periodo minimo di quattro settimane non può essere monetizzato, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno

Ciò premesso, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro nel corso dell'anno, deve essere corrisposta al lavoratore per i giorni di ferie sino a quel momento maturati e non goduti la relativa indennità sostitutiva. A tal fine i giorni di ferie maturati saranno individuati nella misura di tanti dodicesimi del periodo di ferie annuale spettante, per quanti sono i mesi di servizio prestati presso l'azienda nel corso dell'anno di cessazione. Generalmente è il CCNL di riferimento a stabilire le condizioni affinché un mese non interamente lavorato possa effettivamente essere considerato utile alla maturazione del rateo.

E’ sempre importante ricordare, a tal proposito che, come stabilito dal citato art. 10 del D.Lgs. n. 66/2003, salvo il caso di risoluzione del rapporto di lavoro, la sostituzione dell'effettiva fruizione delle ferie con l'indennità sostitutiva di ferie non godute può riguardare solo il periodo di ferie che eventualmente eccede il periodo minimo di quattro settimane.

Per i contratti a tempo determinato è possibile sostituire le ferie non godute con la relativa indennità, mentre non è corretta la scelta di programmare anticipatamente la mancata fruizione delle ferie mediante il pagamento dell'indennità sostitutiva con maggiorazioni retribuite pagate mensilmente. L'indennità in oggetto deve essere pagata al termine del rapporto di lavoro.

Per quanto concerne la valorizzazione delle ferie residue e non godute, in caso di risoluzione del rapporto di lavoro (sia che la stessa derivi da dimissioni che da licenziamento per qualunque ragione) le stesse dovranno essere liquidate sempre per un ammontare pari al 100% di ciò che è stato accantonato e maturato dal dipendente interessato.

Pertanto, nel caso di lavoratore con retribuzione “mensilizzata”, (ovvero slegata dal numero delle ore di lavoro effettivamente svolte) la valorizzazione delle ferie avviene in 26esimi della retribuzione erogata (ovvero pari ad un giornata di lavoro prestata con l’utilizzo del divisore convenzionale). Il valore determinato dividendo la retribuzione mensile per 26 e moltiplicata per il numero delle giornate di ferie residue, determinerà il valore lordo della indennità sostitutiva delle ferie non godute.

Naturalmente tale importo dovrà essere assoggettato alla normale contribuzione in capo all’azienda.

Nel caso invece trattasi di un lavoratore la cui retribuzione viene basata sulle ore di lavoro effettivamente svolte, la determinazione delle ore di ferie non godute da liquidare avviene utilizzando il divisore orario stabilito dal CCNL in uso presso l’azienda. Nulla cambia in merito al diritto alla maturazione e alla liquidazione della indennità sostitutiva che è sempre pari al 100% del valore maturato dal dipendente.

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