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Leggere gli estratti conto bancari

del 03/09/2012

Leggere gli estratti conto bancari
Si può chiedere alla propria banca la restituzione degli interessi addebitati in conto corrente, se nel loro calcolo è stato superato un certo tasso?
E’ sempre attuale la questione del metodo di calcolo degli interessi adottato dalla generalità delle banche nei confronti dei clienti ai quali è stato concesso un fido.
Tale concessione, stante il suo sostanziale carattere di finanziamento, ha alcune affinità con il contratto di mutuo.
La disciplina del mutuo prevede che al mutuante sia riconosciuta dal mutuatario una certa remunerazione per il prestito concesso, sotto forma di interesse, e che il mancato pagamento degli interessi da parte del mutuatario determini la facoltà per il mutuante di chiedere la risoluzione del contratto.
Tuttavia, la pattuizione di interessi ad un tasso superiore a quello consentito dalla legge (cd. tasso usurario) determina la nullità della relativa clausola e quindi la non debenza da parte del mutuatario di tali interessi. In tal caso questi potrà rifiutarsi di corrisponderli, se non ancora versati, o chiederne la restituzione al mutuante, se a questi li avesse già corrisposti.
L’apertura di credito in conto corrente (fido) è un contratto con cui la banca si obbliga a tenere a disposizione del cliente una somma di denaro per un dato periodo di tempo o a tempo indeterminato.
Si tratta della più comune forma di finanziamento a cui ricorrono le imprese per aumentare la loro liquidità e far fronte agli impegni a breve termine che assumono nell'esercizio della loro attività.
A fronte del finanziamento concesso dalla banca al cliente, la prima dev’essere remunerata sotto forma di interesse.
La pattuizione tra banca e cliente di interessi ad un tasso eccedente il limite legalmente consentito determina la nullità della clausola, con le conseguenze citate.
L’attenzione va posta sulle condizioni di contratto e sulle modalità di calcolo degli interessi adottate dalla banca, le cui risultanze si leggono negli estratti conto periodicamente inviati ai clienti.
La L. 108/96 ha dato base normativa al criterio di determinazione del tasso usurario, che ricorre quando gli interessi superano il cd. tasso soglia.
La Banca d'Italia aveva impartito direttive alle banche nel senso di escludere dalla determinazione del tasso soglia costi accessori, commissioni ed oneri di altro tipo connessi al rapporto.
La giurisprudenza, nella sua evoluzione, ha tuttavia ritenuto che tali costi dovessero essere conteggiati ai fini della verifica del tasso di interesse applicato dalla banca rispetto al limite posto dal tasso soglia.
Si è così accertato che, nella generalità dei casi, le banche, spingendo l'interesse applicato ai clienti quasi al limite del superamento del tasso soglia, una volta ricalcolato il tasso effettivo, integrato dalle voci di costo normalmente escluse, hanno addebitato ai clienti tassi di interesse illegittimi.
Ci sono stati casi di clienti che avevano un debito nei confronti della banca secondo le risultanze dell'estratto conto, ma che in realtà erano creditori verso di essa per gli interessi a questa indebitamente versati nel corso del rapporto.
Altri clienti, che avevano chiuso il rapporto con la loro banca da non oltre dieci anni, hanno avviato un’azione per ottenere la restituzione degli interessi versati nel corso degli anni, trovando le loro istanze accolte da parte di vari tribunali in tutta Italia.
E’ oggi quanto mai opportuno che i clienti verifichino la reale situazione di dare / avere nei confronti della propria banca e che abbiano il coraggio di rivendicare il rispetto dei propri diritti.
Vi sono studi di professionisti in grado di effettuare il ricalcolo degli estratti conto bancari e di fornire il supporto di consulenza necessario alla clientela per affrontare il confronto con la banca.
Si è aperta una nuova era nel rapporto tra banche e clienti, che spetterà a questi ultimi consolidare nell'ottica di una perfetta parità di diritti.
Avv. Fabio Gabrieli


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