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La banca è responsabile se non informa sui rischi dell'investimento

del 10/05/2012

La banca è responsabile se non informa sui rischi dell'investimento
Una recente sentenza della Corte di Cassazione (sentenza n. 6142 del 19/04/2012) conferma la responsabilità della banca per non aver rispettato l’obbligo previsto dalla legge (TUF) di informare in modo specifico ed adeguato i risparmiatori che acquistano bond a rischio, come ad esempio i bond argentini.
Questa, assieme ad altre pronunce rese dalla Cassazione negli ultimi anni in materia bancaria, rappresenta un’importante affermazione dei principi già espressi da molti Tribunali di merito soprattutto a partire dal 2004 a seguito delle note vicende di cosiddetto "risparmio tradito" (Cirio, Parmalat, Argentina, Lehman Brothers, eccetera).
La Cassazione ha confermato l’importanza della adeguatezza oggettiva dell’investimento. Ciò significa che la banca ha l’obbligo di fornire all’investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione in maniera tale da consentire ai risparmiatori di effettuare consapevoli scelte di investimento.
Tale dovere è inderogabile e deve in ogni caso essere rispettato a prescindere dal profilo di rischio, alto o basso, del cliente. Tanto è vero che, come dice la Cassazione, l’eventuale sottoscrizione da parte del cliente di moduli predisposti dalla banca che contengano una dichiarazione di aver ricevuto informazioni sulla rischiosità dell’investimento non costituisce una dichiarazione confessoria dell’investitore, né la banca è esonerata dalla prova di aver fornito informazioni specifiche ed adeguate.
Tuttavia, nella vendita di bond argentini ai risparmiatori italiani tale obbligo è spesso stato disatteso dalle banche. La massiccia diffusione in Italia di obbligazioni argentine ha riguardato circa 450.000 risparmiatori e ha rappresentato un caso paradigmatico della scarsa professionalità del sistema dell’intermediazione finanziaria italiano. Le obbligazioni argentine, infatti, erano, sin dalla loro emissione, titoli molto rischiosi, speculativi, concepiti per essere destinati ad investitori istituzionali in grado di sopportare rischi speciali (come si trova scritto nei documenti relativi alle emissioni sin dai primi anni ’90). Ed, infatti, dal 1999, i bond argentini sono stati oggetto di una serie continua di downgrading (declassamenti) da parte delle agenzie di rating, sino al default alla fine del 2001.
Nell’esaminare le responsabilità della banca possono essere rilevanti anche altre criticità quali, ad esempio, gravi irregolarità formali nei contratti di acquisto, il mancato rispetto degli obblighi informativi previsti in caso di conflitti di interesse e l’inadeguatezza del prodotto finanziario.
Nei casi in cui venga accertata la responsabilità della banca il risarcimento che può essere riconosciuto dal Giudice all’investitore per i danni subiti in conseguenza di un investimento è pari al capitale andato perso, oltre agli interessi legali decorrenti dalla data dell’acquisto (secondo la Cassazione e molti Tribunali) oppure dalla data della domanda giudiziale.

Avv. Silvia Savigni
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