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Bond irlandesi: un altro caso di risparmio tradito?

del 03/11/2011

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Bond irlandesi: un altro caso di risparmio tradito?
I risparmiatori titolari di obbligazioni della Bank of Ireland, della Allied Irish Bank e della Anglo Irish Bank, le principali banche irlandesi, si sono trovati quest’estate a perdere i loro risparmi investiti in tali obbligazioni.
Le banche irlandesi avevano deciso, infatti, una ristrutturazione del debito obbligazionario, consentendo ai risparmiatori di recuperare parte dei loro investimenti tramite lo scambio dei vecchi bond con nuovi titoli garantiti dall’Irlanda.
I risparmiatori che non aderivano a tale scambio sarebbero stati rimborsati con un centesimo di euro per ogni mille euro di investimento.
L’offerta di scambio è stata chiusa ma la stragrande maggioranza dei risparmiatori italiani non hanno potuto dare la loro adesione in quanto non sono stati avvertiti di tale operazione.
La maggior parte delle banche italiane, venditrici dei bond irlandesi, non hanno informato, nonostante che le banche irlandesi abbiano dichiarato di aver comunicato tempestivamente tramite Clearstream ed Euroclear (due casse di compensazione europee) agli intermediari l’operazione di scambio, gli investitori che così hanno perso i loro risparmi, ritrovandosi sul conto 1 cent per ogni mille euro.
La Consob è intervenuta sulla vicenda con una comunicazione del 20.10.2011 nella quale si afferma che “sussiste, in ogni caso, il dovere dell’intermediario, che svolge per il proprio cliente, specie al dettaglio, il servizio accessorio di custodia ed amministrazione titoli di operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati”.
Proprio in merito al comportamento omissivo della banca in ordine all’obbligo di informativa circa l’avvio di una operazione di offerta di scambio da parte dell’emittente, si è, poi, pronunciato recentemente anche l’Arbitro Bancario Finanziario il quale, con suo provvedimento del 19.01.2010, ha affermato che “la prestazione gestoria deve essere ispirata alla miglior cura degli interessi del soggetto gerito, in primis attraverso la comunicazione al medesimo di tutte le circostanze per lui rilevanti, e cioè di tutte le circostanze suscettibili di influenzare in un modo o nell’altro l’esercizio del suo potere di istruzione e di indirizzo nei riguardi del gestore (artt. 1710, comma 2, e 1711 comma 2 codice civile)”. 
Alla luce di ciò, pertanto, al fine di richiedere il risarcimento dei danni agli istituti di credito italiani, occorre verificare caso per caso se la banca ha rispettato l’obbligo di informare il cliente dell’offerta di scambio, anche ex articolo 1838 codice civile che impone all’intermediario di provvedere alla tutela dei diritti inerenti ai titoli.
In ogni caso, occorrerà, poi, controllare, come già accaduto per i crac Argentina, Parmalat, Cirio, e Lehman Brothers, sempre al fine di procedere giudizialmente contro le banche venditrici dei bond irlandesi, se l’intermediario ha consigliato tali titoli, strumenti finanziari subordinati ad alto rischio, senza adeguata informativa e senza tenere conto della propensione al rischio e delle caratteristiche dell’investitore risultanti dalla profilatura Mifid.

Avv. Fabio Benatti
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