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Trasferimento d'azienda

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Trasferimento d'azienda: definizione

L’art. 2112 del Codice Civile definisce come trasferimento d’azienda qualsiasi operazione che comporti il mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata (azienda) e tutela, a tal fine, la posizione dei lavoratori coinvolti mediante la continuazione del rapporto di lavoro presso il cessionario. Rientrano, quindi, nella nozione descritta le operazioni di fusione, di scorporo e cessione dell’azienda. L’attività economica organizzata deve, tuttavia preesistere rispetto al compimento dell’operazione che modifica l’assetto proprietario.
L’art. 2112 viene applicato anche all’ipotesi di trasferimento di ramo d’azienda, inteso come articolazione funzionalmente autonoma di una attività economica organizzata preesistente al trasferimento e, che in seguito ad esso, conserva la propria identità, nonché in caso di affitto e usufrutto d’azienda. Secondo la giurisprudenza, il trasferimento di azioni o quote di una società, anche se da questo trasferimento derivi un cambiamento nel controllo della società stessa non costituisce operazione rilevante ai fini dell’applicazione dell’art. 2112 c.c. e della particolare procedura prevista dalla legge per la comunicazione preventiva del trasferimento.
La disciplina civilistica è volta ad assicurare ai dipendenti coinvolti dall’operazione, la continuità del rapporto di lavoro col cessionario e la conservazione di tutti i diritti maturati al momento del trasferimento (ad es. inquadramento, anzianità, retribuzione, TFR accantonato eccetera).
Normativa: Art. 2112 c.c.; l. 29 dicembre 1990, n. 428, art. 47



COME SI FA

La legge prevede un iter procedurale che il datore cedente ha l’obbligo di attivare ogni volta che ha intenzione di effettuare un trasferimento della proprietà di una azienda, a prescindere dallo strumento contrattuale (vendita, affitto eccetera) che le parti intendono utilizzare.
Il datore di lavoro che ha alle dipendenze più di quindici dipendenti, deve inoltrare, almeno venticinque giorni prima che sia perfezionato l’atto, una comunicazione alle RSU o, in loro assenza, alle RSA e comunque alle organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL applicato dalle aziende interessate dall’operazione, concernente la data proposta per il trasferimento, i motivi del programmato trasferimento d’azienda, le conseguenze giuridiche, economiche e sociali per i lavoratori nonché le misure previste nei loro riguardi. I sindacati coinvolti possono richiedere un esame congiunto della questione entro sette giorni dal ricevimento di tale comunicazione.
La procedura si intende esaurita se entro dieci giorni dall’inizio non è stato raggiunto un accordo.


CHI

Data la complessità della materia e della procedura e la numerosità delle parti sociali coinvolte, è opportuno avvalersi di avvocati professionisti esperti di diritto del lavoro e diritto sindacale.


FAQ

I dipendenti possono opporsi al trasferimento?

Di regola, non è necessario il consenso del dipendente per la prosecuzione del rapporto di lavoro col cessionario, poiché tale effetto è automatico per il solo perfezionarsi del trasferimento. E’ però prevista la possibilità che il dipendente possa risolvere il rapporto e dimettersi entro tre mesi dal trasferimento nell’ipotesi di una sostanziale modifica delle condizioni di lavoro.  

Quali sono le garanzie previste dalla legge per il rispetto della disciplina in materia di trasferimento d’azienda?

E’ prevista una garanzia rafforzata per i diritti dei lavoratori coinvolti dall’operazione, essendo sancita una responsabilità solidale tra cedente e cessionario. Il dipendente potrà, quindi, agire sia nei confronti dell’uno sia nei confronti dell’altro.

Quale CCNL viene applicato in seguito al trasferimento?

L’art. 2112 del Codice Civile prevede che in caso di trasferimento d’azienda continuino a trovare applicazione i contratti collettivi vigenti alla data del trasferimento, sino alla loro scadenza, a meno che non siano sostituiti da quelli applicati dal cessionario. In questo caso la sostituzione avviene tra contratti collettivi dello stesso livello (ad esempio il contratto collettivo nazionale applicato dal cedente viene sostituito con quello applicato dal cessionario. L’operazione a volte può comportare la necessità di armonizzare alcuni trattamenti economici o normativi).
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