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Cassa Integrazione guadagni straordinaria

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Cassa Integrazione guadagni straordinaria: definizione

La Cassa integrazione guadagni straordinaria o CIGS è uno strumento di sostegno del reddito o “ammortizzatore sociale” che ha la funzione di integrare la retribuzione persa dai lavoratori in seguito a sospensioni o riduzioni dell’attività dell’impresa dovute a situazioni di crisi, ristrutturazione o riorganizzazione aziendale.
La Cassa integrazione guadagni straordinaria si qualifica, quindi, come strumento di sostegno del reddito in favore dei lavoratori sospesi in tutto o in parte dal lavoro nelle aziende che abbiano occupato, in media, nei sei mesi precedenti, più di 15 lavoratori, al sopravvenire di uno degli eventi specifici previsti dalla legge e dai quali può anche conseguire, alla conclusione del periodo di CIGS, la mancata ripresa dell’attività.
Il presupposto per il suo riconoscimento è la predisposizione di un articolato programma di intervento volto, comunque, al rilancio dell’attività e alla salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione.
(Normativa: L. 23 luglio 1991, n. 223)

Avv. Luca Failla
Ordine degli Avvocati di Milano
LabLaw Studio Legale Failla Rotondi & Partners


COME SI FA

L’imprenditore che intende richiedere l’intervento della CIGS, direttamente o tramite l’associazione imprenditoriale cui aderisce o conferisce mandato, deve darne tempestiva comunicazione alle RSU o, in mancanza di queste, alle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori comparativamente più rappresentative operanti nella provincia. Entro 3 giorni dalla comunicazione ai sindacati, l’imprenditore o gli organismi rappresentativi dei lavoratori, devono presentare la richiesta di esame congiunto della situazione aziendale al competente ufficio della Regione nel cui territorio sono ubicate le unità aziendali interessate dalla CIGS o alla direzione generale della tutela delle condizioni di lavoro del Ministero del lavoro, se l’intervento riguarda unità aziendali situate in più regioni. Oggetto dell'esame congiunto sarà il programma che l'azienda intende attuare, comprensivo delle informazioni sulla durata e sul numero dei lavoratori interessati alla cassa integrazione, le misure previste per gestire eventuali eccedenze di personale, i criteri e l'individuazione dei lavoratori da sospendere, le modalità di rotazione e le motivazioni tecnico-organizzative nel caso in cui non sia possibile effettuare la rotazione.
L'intera procedura di consultazione si esaurisce entro i 25 giorni successivi a quello in cui è stata avanzata la richiesta di esame congiunto, tale termine è ridotto a 10 giorni nei casi di aziende che occupano fino a 50 dipendenti.
Esaurito l’esame congiunto la domanda all’INPS, su appositi moduli, si presenta nei medesimi termini previsti per la CIGO alla cui voce si fa rinvio.


CHI

Data la complessità della materia e della procedura, è opportuno avvalersi di avvocati professionisti esperti di diritto del lavoro e di consulenti del lavoro per la gestione degli aspetti amministrativi connessi alla domanda.


FAQ

Quali sono le cause che prevedono il ricorso alla CIGS?

Il trattamento di CIGS è concesso quando ricorrono le seguenti cause: crisi aziendale, nella quale è ricompresa anche l’ipotesi della cessazione dell’attività dell’intera azienda, di una parte di essa e/o di uno o più stabilimenti; processi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale; procedure concorsuali.

Quale è il campo di applicazione della CIGS?

La CIGS si applica in generale alle imprese industriali e artigiane, incluse le cooperative di produzione e lavoro, che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti nell’ultimo semestre. La CIGS trova applicazione, inoltre, in base a specifiche previsioni di legge, alle imprese del settore commercio con oltre i 50 dipendenti, alle agenzie di viaggio e turismo, alle imprese di vigilanza, alle imprese appaltatrici dei servizi di mensa e di pulizia e ad altri settori più specifici identificati dalla normativa speciale. Hanno diritto alla CIGS gli operai, impiegati e i quadri che abbiano un’anzianità di servizio di almeno 90 giorni alla data della richiesta del trattamento. Sono da ricomprendere anche i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato, di inserimento, part-time e gli apprendisti il cui rapporto sia stato trasformato, anche durante l’anno di contribuzione agevolata.

Vi sono dei lavoratori esclusi dalla CIGS?

Dai trattamenti di CIGS sono esclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio, se non espressamente inclusi nel provvedimento di concessione e gli apprendisti durante il rapporto di apprendistato. A talune categorie di lavoratori escluse, la legge ha tuttavia concesso, a seguito della crisi economica del 2008, delle forme di sostegno al reddito denominate “ammortizzatori in deroga”.  

Qual è la durata del trattamento di integrazione salariale?

La durata del programma per crisi aziendale non può essere superiore a 12 mesi continuativi. La durata dei programmi di ristrutturazione, riorganizzazione o conversione aziendale non può essere superiore a 24 mesi, con possibilità di 2 proroghe di 12 mesi l’una per ragioni di particolare complessità e per le particolari caratteristiche tecniche dei processi produttivi e la rilevanza delle conseguenze occupazionali che i programmi possono comportare.  In caso di procedure concorsuali la durata del trattamento è di massimo 12 mesi, con possibilità di proroghe per un massimo di 6 mesi qualora sussistano fondate prospettive di continuazione o ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli occupazionali, tramite cessione, a qualunque titolo, dell’azienda.           
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