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Abusivo bancario e finanziario

del 02/12/2016
CHE COS'È?

Abusivo bancario e finanziario: definizione

L'accesso al mercato nel settore bancario e in quello finanziario è disciplinato da norme penali che sono finalizzate a contrastare l'abusivismo. Quando si fa riferimento all'abusivismo, si pensa all'esercizio di specifiche attività in assenza di un'autorizzazione rilasciata dall'autorità di vigilanza competente nel settore. Lo scopo di questo provvedimento autorizzatorio è quello di garantire che l'operatore disponga dei requisiti previsti dalla legge e che, quindi, sia affidabile dal punto di vista morale, dal punto di vista patrimoniale e dal punto di vista professionale. Chi è abusivo, dunque, non è autorizzato, e quindi è potenzialmente pericoloso.


COME SI FA

Come si riconosce l'abusivismo bancario e finanziario?

I canali di vigilanza conoscitiva a disposizione della Banca d'Italia permettono di acquisire una vasta mole di informazioni. Tali canali si basano su controlli strettamente connessi con l'attività di vilanza regolamentare, di vigilanza ispettiva e di vigilanza informativa. Sono quattro le aree di competenza della vigilanza regolamentare: quella che riguarda l'adeguatezza patrimoniale, quella che riguarda il contenimento dei rischi di mercato o creditizi, quella che riguarda l'organizzazione contabile e amministrativa e quella che riguarda i controlli interni. L'efficienza degli assetti organizzativi viene monitorata con attenzione dalla Banca d'Italia così che possa essere garantito il rispetto di regole giuridiche.


CHI

I canali di vigilanza della Banca d'Italia, la cui attività di controllo è coordinata con quella della Consob, che con i propri regolamenti si occupa di disciplinare le procedure che riguardano i servizi prestati.


FAQ

1. Quali sono le attività finanziarie che possono rientrare nell'abusivismo?

A dir la verità, il legislatore non fornisce una definizione generale di attività finanziaria e, quindi, non specifica in modo esplicito quali attività possano essere considerati tali, al di là di quelle che risultano iscritte nel catalogo formulato dall'articolo 101 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. Sono, di sicuro, attività finanziarie quelle che contemplano la trasmissione e la ricezione delle proposte di negoziazione degli investitori e quelle di consulenza. Le attività di consulenza hanno a che fare con la fornitura di informazioni su mercati, prodotti e prezzi, con il collocamento di prodotti, con la comunicazione di notizie su portafogli titoli e con la gestione degli stessi.

2. In cosa consiste il reato di esercizio abusivo?

L'esercizio abusivo dell'attività di raccolta del risparmio tra il pubblico può essere punito con un'ammenda compresa tra 12.911 e 51.645 euro e un periodo di reclusione da un minimo di uno a un massimo di tre anni; l'esercizio abusivo dell'attività bancaria, che consiste nell'esercizio del credito e nella raccolta del risparmio, può essere punito con un'ammenda compresa tra 4.130 e 10.329 euro e un periodo di reclusione da un minimo di uno a un massimo di otto anni; l'esercizio abusivo dell'attività di prestazione di servizi di pagamento può essere punito con un'ammenda compresa tra 2.066 e 10.329 euro e un periodo di reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di quattro anni; l'esercizio abusivo di una o più attività di concessione di finanziamenti in qualunque forma, infine, può essere punito con un'ammenda compresa tra 2.065 e 10.329 euro e un periodo di reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di quattro anni. Tutti questi reati sono di tipo comune, costruiti sulla base della tecnica del rinvio e concepiti con lo scopo di sanzionare e punire la violazione di specifiche disposizioni di carattere amministrativo.
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