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Responsabilità oggettiva

del 08/06/2016
CHE COS'È?

Responsabilità oggettiva: definizione

Quando si parla di responsabilità oggettiva, in diritto, si fa riferimento a una situazione nella quale il soggetto può essere ritenuto responsabile di un illecito pur non avendolo determinato direttamente con il suo comportamento: l'illecito, insomma, può non essere riconducibile a una sua colpa o a un suo dolo. Si tratta, quindi, di un'ipotesi per la quale si prescinde dalla colpa per l'imputazione di responsabilità, poiché è implicata unicamente l'esistenza del nesso causale. Il danneggiante è chiamato a rispondere del danno che ha provocato come immediata conseguenza della sua condotta, ma può liberarsi dalla responsabilità se è in grado di dimostrare che tra la condotta e l'evento non c'è rapporto di causalità. 


COME SI FA

Quali sono i casi più frequenti di responsabilità oggettiva?

Un caso tipico è quello della responsabilità per danni cagionati da cose in custodia, secondo quanto previsto dall'articolo 2051 del Codice Civile che specifica che ognuno è responsabile del danno provocato da ciò che ha in custodia se non riesce a dimostrare il caso fortuito. Lo stesso dicasi per la responsabilità per i danni cagionati da animali: in questo caso la responsabilità oggettiva viene applicata anche se l'animale si è smarrito o è sfuggito al controllo del suo padrone. Viene ritenuta una responsabilità oggettiva, poi, la responsabilità dei genitori, dei precettori, dei tutori e dei maestri d'arte per i danni provocati dai minori, secondo l'articolo 2048 del Codice Civile. Infine, vale la pena di menzionare l'articolo 2053, che riguarda la responsabilità per i danni provocati dalla rovina degli edifici: in tale circostanza, il proprietario può essere considerato non responsabile unicamente nel caso in cui sia capace di dimostrare che non è stato un difetto di costruzione o un difetto di manutenzione a causare la rovina. 


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Che cos'è la responsabilità per l'esercizio di attività pericolose?

Anche con la responsabilità per l'esercizio di attività pericolose si può parlare di responsabilità oggettiva: l'articolo 2050 del Codice Civile specifica che chiunque provochi un danno ingiusto ad altri nello svolgimento di un'attività considerabile pericolosa per i mezzi impiegati o per sua natura sia da ritenersi responsabile tranne nei casi in cui sia in grado di dimostrare di aver messo in atto tutte le misure necessarie a impedire il danno.

2. Come funziona con i danni causati in strada?

La responsabilità oggettiva nella prassi viene adottata di frequente con l'applicazione dell'articolo 2054 del Codice Civile che disciplina la responsabilità per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli: il conducente è tenuto a risarcire i danni, sia che questi riguardino le persone sia che questi riguardino le cose, ed è esentato dal farlo solo se dimostra di avere fatto tutto il possibile per impedire l'evento, e quindi che il fatto è avvenuto o per cause di forza maggiore, o per un caso fortuito o per una ragione imputabile a un terzo o al danneggiato stesso. Per esempio, in presenza di un incidente che coinvolge due o più veicoli, è in vigore la presunzione in funzione della quale ognuno dei conducenti ha contribuito a provocare il danno nella stessa misura, fino a prova contraria. Non solo: se un veicolo coinvolto in un sinistro è guidato da una persona diversa dal proprietario, il proprietario del veicolo risponde in solido con chi era alla guida del mezzo, a meno che non dimostri che il veicolo stesse circolando contro la sua volontà.
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