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Punibilità

del 12/01/2017
CHE COS'È?

Punibilità: definizione

La punibilità, in ambito giudiziario, corrisponde alla potenzialità di applicare una pena a chi si è reso protagonista del compimento di un reato. Essa dipende dalle condizioni obiettive di punibilità, dalle cause di estinzione della pena e dalle cause di estinzione del reato.


COME SI FA

Che cosa sono le condizioni obiettive di punibilità?

Le condizioni obiettive di punibilità non vengono definite in maniera esplicita dal codice penale italiano, che si limita semplicemente a stabilirne due caratteri, agli articoli 44 e 158. Tali condizioni devono essere estranee rispetto alla condizione illecita e devono consistere in un evento del mondo esterno, non per forza desiderato o voluto dal soggetto agente. La dottrina ritiene le condizioni obiettive di punibilità degli eventi incerti e futuri il cui verificarsi, estraneo all'azione illecita, non è necessario per l'esistenza del reato ma per la sua punibilità. Possono essere reputati elementi costitutivi i fatti che riguardano l'offesa del bene protetto, senza i quali l'avvenimento mancherebbe dell'offesa tipica, accentrando la ragione dell'incriminazione in sé.


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Quali accadimenti possono essere annoverati tra le condizioni di punibilità?

Rientrano nelle condizioni di punibilità gli eventi che arricchiscono la sfera dell'offesa del reato, anche se non accentrano tutta la portata offensiva del fatto in sé dal momento che implicano unicamente una progressione e un aggravamento ulteriore dell'offesa tipica; sono considerati come condizioni di punibilità anche gli accadimenti che, essendo estranei rispetto all'offesa del reato, fanno sì che la punibilità di un evento offensivo sia opportuna.

2. Quali sono le cause di non punibilità?

Le cause di non punibilità sono le ragioni che escludono la sussistenza della colpevolezza o direttamente del fatto stesso. Tra le cause di esclusione del fatto tipico ci sono le cause interruttive del nesso causale o eziologico. Secondo la giurisprudenza dominante, il caso fortuito non può chiamare in causa la colpevolezza. Vi sono, poi, le cause di esclusione della suitas, che corrisponde alla coscienza e alla volontà del fatto. Tale coscienza può non essere presente per un caso fortuito o per cause di forza maggiore: il caso fortuito è da interpretare come un avvenimento che non poteva essere previsto dal soggetto agente, e che di conseguenza ha causato il danno. Anche le cause di costringimento fisico possono entrare nel novero delle cause di esclusione della suitas. 

3. Cosa sono le cause di giustificazione?

L'elenco delle cause di non punibilità include anche le cause di giustificazione, che escludono l'antigiuridicità. In pratica, il fatto viene reso da tali cause non conforme rispetto alla fattispecie incriminatrice, in funzione di una valutazione che considera i principi che governano l'ordinamento. L'esercizio del diritto, il consenso dell'avente diritto, l'adempimento del dovere, l'uso legittimo delle armi, la legittima difesa e lo stato di necessità sono tutte cause di giustificazione. A proposito dello stato di necessità, per esempio, l'articolo 54 del codice penale italiano stabilisce che non possa essere punito per il compimento di un reato un soggetto che sia stato obbligato a farlo dalla necessità di salvare sé stesso o un'altra persona dal rischio di un danno grave. Per quel che riguarda la legittima difesa, invece, l'articolo 52 del codice penale parla della necessità di difendere contro il pericolo di un'offesa ingiusta un diritto proprio o altrui, a condizione che la difesa possa essere considerata proporzionata rispetto all'offesa subita. 
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