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Abusivismo di intermediari

del 28/03/2017
CHE COS'È?

Abusivismo di intermediari: definizione

L'abusivismo di intermediari consiste nell'esercizio dell'attività di intermediario effettuato senza disporre di un preventivo provvedimento di autorizzazione fornito dall'autorità di vigilanza del settore, che ha lo scopo di accertare che l'operatore abbia i requisiti che la legge prevede a prova della sua affidabilità sul piano morale, su quello patrimoniale e su quello professionale.


COME SI FA

Qual è il riferimento normativo a proposito di questo argomento?

Le disposizioni di legge su questo tema sono incluse nel d. lgs. n. 58 del 24 febbraio del 1998 all'articolo 166: si tratta del Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria. Oltre a ciò, è opportuno tenere in considerazione quanto prescritto dal d. lgs. n. 385 del 1° settembre del 1993 agli articoli 130, 131 e 132: è il Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia. 


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Qual è stata l'evoluzione nel tempo della fattispecie di abusiva attività finanziaria?

Tale fattispecie di reato, che include anche l'abusivismo di intermediari, è stata segnalata in un primo momento con il d. lgs. n. 415 del 23 luglio del 1996, che all'articolo 64 puniva con la reclusione da un minimo di sei mesi a un massimo di quattro anni e con una multa da un minimo di quattro a un massimo di venti milioni di lire chi prestasse servizi di intermediazione in cambi (o altre attività finanziarie, come per esempio la concessione di finanziamenti in qualsiasi forma) nei confronti del pubblico pur non risultando registrato negli elenchi previsti. Nel caso in cui il fatto venisse compiuto tramite l'adozione di modalità operative in grado di trarre il pubblico in inganno a proposito della legittimazione allo svolgimento dell'attività bancaria, era previsto un aumento della pena fino al doppio. In seguito, con l'articolo 39 della legge n. 262 del 28 dicembre del 2005, le pene edittali di questo reato sono state raddoppiate.

2. In che cosa consiste l'attività di intermediazione dei cambi?

Quando si parla di intermediazione dei cambi si fa riferimento all'attività di negoziazione di una valuta con un'altra a termine o a pronti. Qualsiasi forma di compravendita di titoli rappresentativi di una moneta legale, ovviamente anche straniera, o della moneta stessa rientra in questa nozione. Secondo la giurisprudenza, l'esercizio abusivo dell'intermediazione deve essere considerato un reato di pericolo che può essere commesso sia in maniera abituale nell'ambito di un'organizzazione strutturata professionalmente che in maniera abituale senza far parte di alcun tipo di organizzazione.

3. Che cosa prevede la nuova disciplina dell'abusiva attività finanziaria e dell'abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento?

Il d. lgs. n. 141 del 13 agosto del 2010, che è entrato in vigore a partire dal 19 settembre dello stesso anno, ha modificato in maniera significativa la disposizione incriminatrice per ciò che concerne l'attività finanziaria abusiva. L'articolo 106 del Testo unico bancario, in particolare, è stato riformulato con la prospettiva della creazione di un albo unico a cui dovranno registrarsi tutti gli intermediari finanziari autorizzati, e cioè i soggetti che si propongono, pur agendo sul mercato dei capitali, di prestare attività che non sono riservate in modo esclusivo alle banche o ad altri intermediari abilitati. Gli intermediari finanziari, dunque, avranno la possibilità in un futuro prossimo di concedere finanziamenti sotto qualunque forma: va detto, comunque, che la figura dell'intermediario è ancora oggetto di dibattito e di discussione anche dal punto di vista delle norme.
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