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Imputabilità

del 21/03/2011
CHE COS'È?

Imputabilità: definizione

L'articolo 85 del Codice Penale definisce l'imputabilità come "capacità di intendere e di volere".
Per sottoporre un soggetto ad una sanzione penale, infatti, è necessario che egli abbia compiuto la condotta che integra il reato in maniera libera ed autonoma.
Secondo l'opinione più diffusa, la capacità di intendere va intesa come maturità psicologica di colui che compie il reato, la quale consente di poter muovere un "rimprovero" al soggetto proprio perché in grado di distinguere un comportamento lecito da un comportamento illecito e di comprendere il significato del trattamento punitivo che consegue alla commissione del reato. Essa viene generalmente definita come capacità di comprendere il significato delle proprie azioni e di valutare le conseguenze positive o negative che possono avere sulle altre persone.
La capacità di volere consiste, invece, nella capacità di determinarsi in maniera autonoma e di controllare i propri impulsi di agire.
L'imputabilità manca se difetta anche solo una delle due capacità suddette.

Avv. Carlo Melzi d'Eril 
Ordine degli Avvocati di Milano
ACCMS Studio Legale


COME SI FA

Il Codice Penale prevede alcune ipotesi che escludono o comunque diminuiscono l'imputabilità (cosiddetta semi-imputabilità).
Non si tratta di un elenco tassativo, nel senso che la capacità di intendere e di volere potrebbe essere esclusa anche in presenza di cause non espressamente previste dal codice (ad esempio, soggetti non propriamente malati di mente, ma che hanno uno sviluppo intellettivo gravemente limitato in quanto, ad esempio, tenuti in stato di segregazione dalla nascita).
La cause che escludono o limitano la capacità di intendere e di volere previste dal codice penale sono:

  • minore età: gli articoli 97 e 98 Codice Penale prevedono rispettivamente che "non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni" e che "è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, aveva compiuto i quattordici anni, ma non ancora i diciotto, se aveva capacità di intendere e volere; ma la pena è diminuita". In questi casi la non imputabilità è stabilita in ragione della situazione di immaturità che caratterizza i soggetti minori. I giovani minori di 14 anni sono ritenuti dalla legge in ogni caso incapaci in intendere e di volere, mentre per quelli di età compresa tra i 14 anni e 18 la valutazione di tale capacità spetta al giudice. Al compimento del diciottesimo anno la capacità di intendere e di volere viene invece presunta dal legislatore, nel senso che viene ritenuta esistente, salvo che venga dimostrato il contrario.
  • infermità di mente: l'articolo 88 Codice Penale stabilisce che "non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da escludere la capacità di intendere e di volere"(cosiddetto vizio totale di mente). L'articolo 89 stabilisce che colui il quale "nel momento in cui ha commesso il fatto, era, per infermità, in tale stato di mente da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità di intendere o di volere, risponde del reato commesso; ma la pena è diminuita" (cosiddetto vizio parziale di mente).
  • ubriachezza e intossicazione da stupefacenti (articoli 92 e 93 Codice Penale): l'ubriachezza e l'intossicazione da stupefacenti escludono o diminuiscono (in tale ultimo caso la pena è diminuita) la capacità di intendere e di volere solo se dovute a caso fortuito o forza maggiore. Si tratta della cosiddetta ubriachezza o intossicazione accidentale, ossia determinata da un fattore del tutto imprevedibile o da una forza esterna inevitabile. Classico esempio è quello dell'operaio che lavora in una distilleria e si ubriaca a causa di vapori alcolici dovuti ad un guasto dell'impianto. La legge stabilisce invece che l'ubriachezza/intossicazione volontaria o colposa non escludono né diminuiscono la capacità di intendere e di volere, anzi. Tuttavia, secondo la giurisprudenza, il giudice è in ogni caso tenuto ad accertare in concreto la colpevolezza del soggetto agente attraverso l'indagine sull'atteggiamento psicologico da questi tenuto al momento della commissione del reato. Tale accertamento può condurre ad escludere la capacità di intendere e di volere.
  • sordomutismo: l'articolo 96 Codice Penale stabilisce che "non è imputabile il sordomuto che, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva, per causa della sua infermità, la capacità di intendere e di volere". La pena è diminuita nel caso in cui la capacità di intendere e di volere è grandemente scemata, ma non esclusa. Nel caso del sordomutismo, non si tratta di una presunzione di non imputabilità stabilita dalla legge. Il giudice, infatti, è in ogni caso tenuto ad accertare in giudizio la sussistenza o meno della capacità di intendere e di volere in capo al soggetto affetto da sordomutismo.


CHI

L'imputabilità è presupposto per l'applicazione della pena all'autore del reato. Tranne nel caso di minori infraquattrodicenni (ritenuti dalla legge in ogni caso non imputabili), essa viene accertata, anche con l'ausilio di esperti (quali, ad esempio, medici), dal giudice nel corso del processo.


FAQ

Quali sono le conseguenze penali se l'autore del reato viene ritenuto non imputabile?

La colpevolezza presuppone la sussistenza della capacità di intendere e volere del soggetto al momento della commissione del fatto illecito.Conseguentemente, se il soggetto al momento del fatto non si trova in detta situazione, non potrà essere considerato imputabile (e quindi non gli si potrà applicare la sanzione penale) e ciò anche in presenza di un suo comportamento illecito.Tuttavia i soggetti non imputabili o semi-imputabili possono essere destinatari di misure di sicurezza, qualora abbiano commesso un reato e siano ritenuti socialmente pericolosi (cioè quando il giudice, in base alla personalità del soggetto, accerti che sia probabile che in futuro commetta altri reati). Le misure di sicurezza detentive di tipo personale possono consistere, ad esempio, nel ricovero in una casa di cura e di custodia, in un ospedale psichiatrico giudiziario, in un riformatorio giudiziario eccetera.

Cosa significa infermità di mente?

Secondo l'opinione prevalente il concetto di "infermità" va inteso in senso ampio, ossia  comprensivo non solo di alterazioni psichico-fisiche riconducibili a vere e proprie malattie mentali.Infatti, ai fini del riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, anche i disturbi della personalità, che non sempre sono inquadrabili nel ristretto novero delle malattie mentali, possono rientrare nel concetto di "infermità", purché siano di consistenza, intensità e gravità tali da incidere concretamente sulla capacità di intendere o di volere, escludendola o scemandola grandemente.In ogni caso il reato commesso deve essere stato determinato dal disturbo di mente. 

Gli stati emotivi e passionali possono escludere la capacità di intendere e di volere?

Gli stati emotivi e passionali, a norma dell'articolo 90 Codice Penale, non escludono né diminuiscono la capacità di intendere e di volere.Tuttavia, in concreto, è possibile che uno stato emotivo e passionale (quale, ad esempio, la gelosia) escluda l'imputabilità  nel caso in cui esso derivi da un vero e proprio squilibrio psichico, il quale deve presupporre uno stato maniacale, delirante, o comunque provenire da un'alterazione psico-fisica consistente e tale da incidere sui processi di determinazione del soggetto agente. In tali casi, infatti, lo stato emotivo/passionale assume il significato e il valore di una infermità, seppur momentanea.
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