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Colpa

del 10/03/2016
CHE COS'È?

Colpa: definizione

La colpa, in diritto, presuppone che un atto giuridico avvenga nonostante la volontà di chi l'ha compiuto. In altri termini, si può definire colposo un atto giuridico nel caso in cui l'agente non mirasse alla realizzazione di un evento giuridico che si è comunque verificato per cause differenti. Le cause possono essere di vario tipo, e si distingue, in particolare, tra colpa generica e colpa specifica. Quest'ultima è presente nel momento in cui non vengono osservati dei regolamenti (gli atti del potere esecutivo), delle leggi (gli atti del potere legislativo), degli ordini (gli atti di altre autorità pubbliche) o delle discipline (gli atti che vengono emanati da privati che esercitano attività ritenute pericolose). La colpa generica, invece, può essere dovuta a imprudenza (nel caso in cui non venga rispettato un divieto assoluto di agire o comunque un divieto di agire sulla base di modalità specifiche), a negligenza (nel caso in cui non venga compiuta un'azione che avrebbe dovuto essere compiuta) o a imperizia (nel caso in cui, in un'attività che presuppone il ricorso a particolari cognizioni o particolari abilità, ci siano state imprudenza o negligenza). 


COME SI FA

Come viene definita in Italia la colpa?

Sono tre i requisiti che possono essere ritenuti necessari per la colpa: l'esigibilità della condotta; la violazione della regola di condotta; la mancanza della volontà del fatto materiale tipico. L'articolo 42 del Codice Rocco, cioè il Codice Penale italiano, al secondo comma stabilisce che nessuna persona può essere punita per un evento che la legge considera un delitto nel caso in cui l'evento stesso non sia dovuto a dolo, eccezion fatta per i casi di delitto preterintenzionale o di delitto colposo che la legge prevede in maniera esplicita. Sempre il Codice Rocco precisa, al secondo capoverso dell'articolo 43, che il reato deve essere considerato contro l'intenzione, e cioè colposo, nel momento in cui un evento, pur previsto, non è voluto dall'agente e avviene - appunto - per imprudenza, per negligenza o per imperizia. 


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Qual è la "struttura" della colpa?

La struttura della colpa - che costituisce una tecnica di imputazione soggettiva del reato ed è, di conseguenza, un elemento della colpevolezza - è negativa nel senso che l'evento criminoso non è voluto dall'agente (se, invece, è voluto, si parla di dolo, che corrisponde alla volontà di arrecare danni ad altri): ciò non toglie che l'evento possa comunque essere previsto dall'agente. Quello che conta, in sostanza, è che la prospettazione non sia seguita dalla volizione. Se l'evento è stato previsto si parla di colpa cosciente: l'avere agito a dispetto di questa previsione integra un'aggravante. Come si può intuire, la discussione in proposito è notevole, nel senso che non manca chi ritiene che anche il prospettarsi dell'accadimento debba rientrare nella volizione dell'evento: nella maggior parte dei casi, tuttavia, si propende per considerare la prospettazione non in grado di integrare il concetto di volontà e coscienza sotteso al dolo. Vi è, poi, anche un elemento positivo della colpa, che va individuato nella condotta imprudente, negligente o frutto di imperizia.

2. Che cosa si intende con colpa specifica?

Quando si parla di colpa specifica si fa riferimento a quella forma di volontà colpevole che si verifica nel momento in cui un reato viene posto in essere dall'agente in seguito all'inosservanza di una legge, di un ordine, di un regolamento o di una disciplina.
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