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Reati commessi all'estero

del 01/12/2017
CHE COS'È?

Reati commessi all'estero: definizione

Per conoscere le normative italiane relative ai reati commessi all'estero è necessario fare riferimento all'articolo 10 del codice di procedura penale, secondo il quale nel caso in cui un reato venga interamente compiuto in un Paese straniero la competenza viene stabilita in successione dal luogo della residenza, dal luogo della dimora, dal luogo del domicilio, dal luogo dell'arresto o dal luogo della consegna dell'imputato. Se gli imputati sono più di uno, interviene il giudice competente per il maggior numero di imputati. La competenza è del tribunale o della corte di assise di Roma nel caso in cui il reato sia stato commesso a danno del cittadino e non sia possibile individuarla in altro modo. In tutte le altre circostanze in cui non si ha la possibilità di determinare la competenza, essa è di pertinenza del giudice del luogo in cui si trova l'ufficio del pubblico ministero che per primo ha iscritto la notizia di reato.


COME SI FA

Che cosa prevede l'articolo 7 del codice penale a proposito dei reati commessi all'estero?

Secondo tale dispositivo, deve essere punito secondo la legge italiana il cittadino - italiano o straniero che sia - che in un Paese straniero commetta un delitto contro la personalità dello Stato italiano, un delitto di contraffazione del sigillo dello Stato e di utilizzo di questo sigillo contraffatto, un delitto di falsità in monete che hanno corso legale nel territorio dello Stato o un delitto di falsità in carte di pubblico credito o in valori di bollo. Rientrano in questa casistica anche i delitti che sono stati commessi da pubblici ufficiali al servizio dello Stato e che hanno comportato una violazione dei doveri relativi alle loro funzioni o un abuso dei poteri.


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Come si valuta la competenza per territorio nel caso di reati associativi?

Per trovare una risposta a questo interrogativo è necessario fare riferimento alla sentenza n. 44369 del 2014 della Cassazione, secondo la quale in tema di reati associativi per determinare il territorio di competenza non è rilevante tanto il luogo in cui il pactum sceleris è costituito ma il luogo in cui l'operatività della struttura si manifesta e si realizza. Sempre sullo stesso tema, la sentenza n. 19177 del 2013 della Cassazione penale ha specificato che la competenza per territorio deve essere stabilita in funzione del luogo nel quale si trova la base in cui avvengono la programmazione delle attività criminose, la loro ideazione e la loro direzione.

2. Che cosa è il principio di territorialità?

In diritto penale, il principio di territorialità delimita la sfera di applicazione della normativa penalistica dal punto di vista territoriale. Il dettato dell'articolo 6 del codice penale riporta che chiunque compia un reato sul territorio italiano deve essere punito sulla base della legge italiana. Non è rilevante la cittadinanza del soggetto attivo del reato, che - quindi - può essere italiano, straniero o apolide: una condotta criminosa può comunque essere punita se è stata messa in atto nel territorio italiano, in tutto o in parte. 

3. Come ci si regola con i reati compiuti tramite Internet?

Come è facile intuire, nel caso in cui una persona utilizzi dei sistemi telematici (vale a dire Internet) per portare a termine un reato non è facile identificare il locus commissi delicti, poiché il luogo in cui il reato informatico si consuma può non coincidere con un territorio identificabile in concreto.
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