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Custodia di materie esplodenti

del 30/11/2017
CHE COS'È?

Custodia di materie esplodenti: definizione

La custodia di materie esplodenti deve essere denunciata alle autorità: nel caso in cui tale denuncia non venga effettuata, ci si rende autori di un reato punito dall'articolo 679 del codice penale. Il dispositivo in questione prevede una ammenda fino a 371 euro o l'arresto fino a 12 mesi per chi omette di denunciare la detenzione di qualsiasi tipo di materie esplodenti e materie infiammabili, da ritenersi pericolose per la loro quantità o per la loro qualità. L'omissione di denuncia da parte di chi è consapevole di abitare in un luogo in cui sono presenti materie esplodenti comporta, invece, una ammenda fino a 247 euro. Nel caso in cui non venga rispettato l'ordine delle autorità di consegnare le materie esplodenti secondo i termini prescritti è prevista una ammenda da un minimo di 37 a un massimo di 619 euro (o l'arreso da 3 a 36 mesi).


COME SI FA

A chi deve essere denunciata la custodia di materie esplodenti?

La denuncia deve essere presentata nel momento in cui si venga in possesso di materie esplodenti per eredità o per acquisto personale. A tale scopo ci si deve rivolgere al commissariato di zona o alla questura, richiedendo il modulo apposito.


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Qual è il riferimento normativo in materia?

La classificazione giuridica delle materie esplodenti si basa sull'articolo 53 del TULPS11, che distingue gli esplosivi tra quelli che vengono riconosciuti dal Ministero dell'Interno e quelli che non vengono riconosciuti. L'articolo in questione specifica il divieto di fabbricare, di vendere, di trasportare e di tenere in casa o in altro luogo prodotti esplodenti non riconosciuti a livello ministeriale (per la classificazione di tali prodotti si fa riferimento al parere di una commissione tecnica). 

2. Come avviene il riconoscimento delle materie esplodenti?

La Commissione consultiva per le armi da sparo rilascia un parere per il riconoscimento e la classificazione dei prodotti esplodenti, pronunciandosi a proposito della loro composizione e della loro natura, oltre che delle potenzialità delle materie infiammabili, con riferimento in particolare all'incolumità e alla sicurezza pubblica. Per quel che concerne gli esplosivi che non vengono riconosciuti, essi non possono essere usati per nessuna attività.

3. Come vengono distinti gli esplosivi riconosciuti?

Sono cinque le categorie in cui vengono classificati gli esplosivi riconosciuti: la prima comprende le polveri e i prodotti affini negli effetti esplodenti; la seconda comprende le dinamiti e i prodotti affini negli effetti esplodenti; la terza include i detonanti e i prodotti affini negli effetti esplodenti; la quarta include gli artifici e i prodotti affini negli effetti esplodenti; la quinta comprende le munizioni di sicurezza e i giocattoli pirici.

4. Cosa prevede la legge a proposito delle autorizzazioni di polizia?

Le autorizzazioni di polizia devono essere considerate propedeutiche rispetto a qualsiasi tipo di attività che riguardi i materiali esplodenti: esse non possono essere rilasciate a chi in passato abbia riportato una condanna per porto abusivo di armi, per diserzione in tempo di guerra, per furto, per estorsione, per rapina, per sequestro di persona a scopo di rapina o per delitti contro l'ordine pubblico o contro la personalità dello Stato. L'autorità di pubblica sicurezza può richiedere a chi vuole custodire materie esplodenti un certificato medico che attesti l'assenza di vizi in grado di diminuire la capacità di intendere e di volere, anche se solo in maniera temporanea, o di malattie mentali.
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