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Omessa custodia di animali

del 16/09/2011
CHE COS'È?

Omessa custodia di animali: definizione

L’omessa custodia di animali configura, nel nostro ordinamento giuridico, un ipotesi di reato contravvenzionale previsto dal codice penale all’articolo 672 comma 1: “Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258”. La stessa norma sanziona altresì il comportamento di chi abbandona animali da tiro, da soma o da corsa lasciandoli incustoditi, nonché il comportamento di chi “aizza o spaventa animali in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone". La norma è inserita nella sezione II del codice penale che sancisce le contravvenzioni concernenti l’incolumità pubblica e in particolare il paragrafo 1 riguarda proprio l’incolumità delle persone nei luoghi di pubblico transito o nelle abitazioni.
Il precetto penale si completa sistematicamente con la norma di cui all’articolo 2052 codice civile in materia di responsabilità extracontrattuale: “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.”

Avv. Antonio Lamarucciola
Ordine degli Avvocati di Como
Studio Legale Associato Lamarucciola-Gualano

COME SI FA
In tema di omessa custodia di animali, il destinatario del precetto di cui alla norma citata è anzitutto il proprietario dell’animale: egli non è esente da responsabilità in caso di assenza provvisoria in quanto ciò non implica di per sé che abbia affidato la custodia ad altri nè che questi fosse di fatto idoneo a custodirlo. La giurisprudenza ha altresì precisato che ogni volta che si configuri la semplice relazione di possesso di un animale o anche solo di detenzione nasce l'obbligo della custodia per il proprietario, ovvero per colui che detiene l'animale (Cassazione penale n. 25474/2007; Cassazione penale 16 dicembre 1998). Di conseguenza non solo il proprietario dell’animale ma anche colui che è di fatto custode dello stesso è esposto a sanzioni penali, salvo che il proprietario abbia affidato l’animale a persona evidentemente inesperta. In tal caso, come previsto dall’articolo 672 codice penale, sarà punito esclusivamente il padrone.
Sotto un profilo oggettivo, è bene precisare che devono ritenersi “pericolosi per l’altrui incolumità” non soltanto gli animali in cui la ferocia è caratteristica naturale e istintiva ma tutti quelli che, sebbene domestici, possono diventare pericolosi in determinati casi e determinate circostanze. Ebbene, dal novero di questi ultimi non si può escludere un animale normalmente mansueto, in quanto la pericolosità dello stesso va accertata in concreto prendendo in considerazione vari parametri, tra cui la razza di appartenenza, le condizioni di vita e più in generale tutte le caratteristiche oggettive e/o soggettive dello stesso animale.

CHI
Il reato di tipo contravvenzionale è di competenza della Procura della Repubblica presso il Tribunale del luogo ove si è verificato il fatto. La figura professionale a cui fare riferimento per la difesa dall’accusa di omessa custodia di animali è l’avvocato o un praticante avvocato abilitato al patrocinio per le difese penali. L’eventuale parte offesa che intenda chiedere l’eventuale risarcimento dei danni ai sensi dell’articolo 2052 codice civile dovrà rivolgersi ad un avvocato che dovrà valutare l’eventuale costituzione di parte civile nell’ambito del procedimento penale o la promozione di autonoma causa davanti al Tribunale civile.

FAQ

Ci possono essere altri soggetti responsabili e/o corresponsabili?

L’evoluzione giurisprudenziale in materia (e in particolare della Corte di Cassazione) ha esteso la responsabilità penale dell’omessa custodia di animali anche ai familiari del proprietario presenti al momento del fatto, evidenziando che l'obbligo di risarcimento dei danni procurati da un animale domestico incombe su tutti i componenti del nucleo familiare presenti in quel momento e non solo sul proprietario dell'animale, in quanto tutti i componenti del nucleo nel quale vive l’animale hanno con lo stesso una relazione di possesso che li obbliga a non lasciarlo libero e a custodirlo con le debite cautele (Cassazione penale, sez. IV, 03/02/2011, n. 8875).
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

aky

01/02/2013 11:59:09

Stamane i sono stata chiamata dai carabinieri chiamati dalla mia vicina perchè il mio cane avrebbe azzannato le alcune sue galline. Pur avendo risarcito il danno e legato il cane mi hanno detto che laddove dovesse ancora accadere che ci sia un suo scavalcamento nel confine della vicina sarò citata per danni penali per omessa custodia. Io non so a cosa si va incontro e se il cane inavvertitamente si dovesse sciogliere e ritornare dalla vicina? E poi visto che ne ho 2 e solo uno è saltato dall'altra parte si può parlare di mancata custodia? Non sarebbe meglio dire che ho un cane particolarmente esuberante e forse molto giovane che ama andare in giro? Non ci sono delle attenuanti, non so come dire... comprensione per un cucciolo di quasi 2 anni?

risposta del Professionista

02/02/2013 09:56:32

Gentile Signora, comprendo le sue perplessità, ma la legge italiana è molto attenta alla custodia di animali e prevede due norme che sanciscono le responsabilità per chi trascura la loro custodia. Come ho scritto, l’articolo 672 comma 1 prevede la punizione di chi commette questo reato contravvenzionale con una ammenda: “Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258”. Ma la norma che forse più la riguarda è proprio quella prevista dall'articolo 2052 codice civile in materia di responsabilità civile: “Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall'animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.” Questo vuol dire che non conta ad esempio che solo uno dei due animali ha invaso l'altrui proprietà ed ha aggredito altri animali: chi possiede i cani deve sapere che l'animale ha comunque ancora un istinto predatore e quindi deve assicurarsi che non possa in alcun modo aggredire altri animali domestici o da allevamento. Il caso fortuito di cui parla la legge potrebbe configurarsi, ad esempio, se la liberazione dell'animale è avvenuta per fatti non controllabili dal padrone, come la rottura della catena (purché questa fosse comunque adeguata a contenere la forza dell'animale).
Anni fa capitò di assistere ad un procedimento ove un motociclista era deceduto a seguito di una caduta provocata da una capretta che aveva saltato il recinto ed invaso la strada pubblica. Gli eredi della vittima furono risarciti proprio in base al principio sopra enunciato.
Spero di essere stato esaustivo.
Cordiali saluti
avv. Antonio Lamarucciola

elia

20/03/2015 10:58:18

Salve,io abito in un piccolo condominio composto dà 3 famiglie,tutti possediamo un cane,
il problema sorge proprio dà una famiglia.
Tale abitato è annesso ad un spazio verde anchesso di proprietà di tutti i condomini,
in tale spazio io e una delle famiglie abbiamo "concordato a voce" di nn tenere
i cani liberi onde evitare problemi di qualsiasi genere perchè essendoci bambini nn vogliamo che
succeda niente e anche per un quieto vivere visto che tale spazione e di proprietà
condominiale,però la terza famiglia nn importa questo dopo numerose sollecitazione verbali
dà entrambe le famiglie il cane del medesimo viene lasciato libero quasi tutto il giorno
lasciato solo anche in assenza dei proprietari,purtroppo questo cane ha già aggredito
il cane del mio vicino e rincorre le macchine che entrano nello spazio condominiale e
non solo,visto che tale spazio è costeggiato dalla strada comunale,
Tale comportamento del cane a volte pregiudica lo scendere delle persone,
visto che è di taglia grossa.
Vorrei sapere come posso fare per risolvere questo problema,dato che la colpa
è dei proprietari e non del cane.
Mi scuso per il disturbo.
Grazie Mille

risposta del Professionista

24/03/2015 14:50:02

Salve mi pare evidente che i suoi vicini sono ad alto rischio di responsabilità civile e penale nel caso il cane provocasse danni ad altri a causa della libertà di cui gode e che potrebbe in effetti configurare l'ipotesi di omessa custodia di animale.
consiglierei di segnalare le circostanze sia all'ASL locale ed alla Polizia Locale (dovrebbe esserci un regolamento comunale vigente che dovrebbe aiutarvi); infine, potrebbe essere utile far intervenire un legale per l'invio di una prima diffida finalizzata a mutare il comportamento dei suoi vicini.
Cordiali saluti
avv. Antonio Lamarucciola

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