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Giochi d'azzardo

del 16/09/2011
CHE COS'È?

Giochi d'azzardo: definizione

Il codice penale italiano prevede due fattispecie distinte in relazione al gioco d’azzardo ovvero l’“esercizio” e la “partecipazione”, disciplinate rispettivamente dagli articoli 718 e 720.
Il primo punisce chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico o in circoli privati di qualunque specie, tiene un gioco d’azzardo o lo agevola. La pena prevista è l’arresto da tre mesi a un anno e l’ammenda non inferiore a euro 206.
Il secondo, invece, punisce chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico o in circoli privati di qualunque specie, senza esser concorso nella contravvenzione prevista dall’articolo 718, è colto mentre prende parte al gioco d’azzardo. In questo caso la sanzione comminata è l’arresto fino a sei mesi o l’ammenda fino a euro 516.
Inoltre, in caso di condanna per l’una o l’altra contravvenzione, è sempre ordinata la confisca del denaro esposto nel gioco e degli oggetti ad esso destinati.
Per entrambi i reati sono poi previste delle circostanze aggravanti.
Per l’“esercizio del gioco d’azzardo” la pena è raddoppiata:
  1. se il colpevole ha istituito o tenuto una casa da gioco;
  2. se il fatto è commesso in un pubblico esercizio;
  3. se sono impegnate nel gioco poste rilevanti;
  4. se fra coloro che partecipano al gioco ci sono persone minori degli anni diciotto.
Per la “partecipazione” la pena è aumentata:
  1. nel caso di sorpresa in una casa da gioco o in un pubblico esercizio;
  2. per coloro che hanno impegnato nel gioco poste rilevanti.
Secondo parte della dottrina, tali contravvenzioni, collocate tra quelle “concernenti la polizia dei costumi”, mirano a tutelare il buon costume in quanto il gioco d'azzardo rappresenta un’attività immorale e socialmente dannosa e dunque in contrasto con i boni mores. Esso diffonderebbe, infatti, l’avidità, l’avversione al lavoro e al risparmio e sarebbe causa di tragedie individuali e familiari nonché di delitti.
Per altro verso, si è sostenuto invece che dette norme siano poste a presidio dell’ordine pubblico, che potrebbe essere turbato da giochi che, per le pulsioni che smuovono, possono essere facilmente causa di disordini e incidenti.

Avv. Carlo Melzi d'Eril
Ordine degli Avvocati di Milano
Dott. Emanuele Maschi
Praticante Avvocato Ordine degli Avvocati di Milano
ACCMS Studio Legale

COME SI FA
Affinchè un gioco possa considerarsi “d’azzardo” è necessario che ricorrano due elementi essenziali: il fine di lucro e il fatto che la vincita o la perdita siano interamente o quasi interamente aleatorie. Occorre dunque la volontà di trarre dal gioco un’utilità economica, sia essa denaro o altro bene (elemento soggettivo), e che l’esito del gioco medesimo non sia frutto dell’abilità dei giocatori ma dipenda esclusivamente (o quasi) dalla sorte (elemento oggettivo).
Venendo alle modalità concrete della condotta, “tiene” il gioco d’azzardo chi ponga in essere tutte quelle attività di organizzazione, istituzione, dirigenza, vigilanza e amministrazione del gioco in modo da differenziarsi in tutto o in parte da quelle dei giocatori. Mentre lo “agevola” chi lo rende possibile o lo facilita in qualsiasi maniera, ad esempio prestando i locali, il denaro o gli attrezzi per il gioco. Si precisa, inoltre, che la condotta può assumere anche forma omissiva, nel caso in cui l’agente sia titolare di un obbligo giuridico di impedire l’evento (lo svolgersi del gioco).
Con riferimento invece alla partecipazione al gioco (articolo 720), la condotta può consistere tanto nel puntare o nel tenere il banco, quanto nello scommettere sul gioco altrui, senza una partecipazione diretta.

CHI
Sia l’esercizio, sia la partecipazione al gioco d’azzardo appartengono alla famiglia dei reati comuni, potendo infatti essere commessi da chiunque.
Entrambe le fattispecie sono perseguibili d’ufficio, non essendo quindi necessaria la richiesta di punizione da parte del soggetto offeso (querela) perché si celebri il processo. L’autorità giudiziaria competente è il Tribunale in composizione monocratica avente sede nel luogo ove è commesso il fatto di reato.
Come tutte le volte che si ha anche solo il sospetto di essere indagati o di avere subito un reato, è consigliabile contattare un avvocato penalista al fine di ricevere chiarimenti sul caso concreto e compiere gli eventuali “passi” che, insieme al legale, venissero giudicati necessari o anche solo opportuni. Più precisamente, e solo per fare un esempio, per valutare se formulare una richiesta alla Procura della Repubblica per essere informati dell’esistenza di procedimenti a proprio carico, oppure per verificare la sussistenza dei presupposti per una denuncia.

FAQ

Per la configurabilità del reato di cui all’articolo 718 codice penale è necessario l’inizio del gioco?

La giurisprudenza prescinde totalmente dalla presenza di tale elemento, ritenendo sufficiente ad integrare la condotta la semplice predisposizione di ciò che è necessario all’apertura del gioco, pur se questa non si sia in concreto verificata o che i partecipanti vengano sorpresi in flagrante.

Si può considerare circolo privato un’abitazione?

La giurisprudenza ha riconosciuto come tali le abitazioni di diversi giocatori organizzate a turno per lo svolgimento quotidiano di giochi di carte così ritenendo che per essere considerata circolo privato è sufficiente che l’abitazione sia adibita al gioco d’azzardo, sia pure parzialmente ed occasionalmente, anche in assenza di una particolare attrezzatura o organizzazione.

Può costituire agevolazione la semplice tolleranza dello svolgimento del gioco?

A meno che non ricorra in capo all’agente un obbligo giuridico di impedire il gioco, il fatto di tollerarne lo svolgimento non potrà essere fonte di una responsabilità penale.

Posso essere incriminato anche se vengo sorpreso ad assistere al gioco in qualità di spettatore?

No, occorrerà, per la sussistenza del reato di cui all’articolo 720 codice penale, se non una partecipazione diretta, quantomeno che si punti o si scommetta sul gioco di altri.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

antonio

09/04/2012 18:03:09

Per farla breve, se inizio un'attività di raccolta scommesse con concessione europea,e quindi senza concessione AAMS, con le leggi attuali,rischio di cadere nel reato di gioco d'azzardo? E se si,rischio effettivamente la galera? O me la cavo con un'ammenda? E in tal caso l'ammenda a quanto ammonterebbe? Grazie per la cortese attenzione.

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