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Separazione giudiziale

del 03/11/2015
CHE COS'È?

Separazione giudiziale: definizione

La separazione giudiziale è il procedimento tramite cui un coniuge chiede al tribunale competente di pronunciare una sentenza di separazione al fine di regolare il rapporto con l'altro coniuge, visto che la convivenza si è conclusa. Può avvenire che sia solo uno dei due coniugi a presentare il ricorso, oppure che siano tutti e due a farlo: in questo secondo caso, ogni ricorso è autonomo e indipendente, e di conseguenza si è in presenza di due iniziative separate che saranno riunite in seguito. A differenza di quel che accade con la separazione consensuale, nella separazione giudiziale i coniugi non sono d'accordo nel richiedere la separazione al tribunale o sulle modalità di gestione dell'assegnazione della casa coniugale, dell'affidamento dei figli e delle questioni patrimoniali ed economiche.


COME SI FA

Quando si richiede una separazione giudiziale?

La separazione giudiziale viene richiesta nel momento in cui si verificano degli eventi, indipendenti o dipendenti dalla volontà di uno o di tutti e due i coniugi, che rendono la convivenza non più tollerabile o che possono compromettere l'educazione della prole. In passato, non era prevista la possibilità di presentare una domanda di separazione basata unicamente sulla volontà di non passare il resto della propria vita con il coniuge, e la separazione poteva essere ottenuta solo se un coniuge imputava all'altro una colpa, consistente per esempio in adulterio, violenze, volontario abbandono, minacce, sevizie, ingiurie gravi, eccessi, condanna a pene per reati gravi, fissaazione di una residenza con convivente o mancata fissazione delle residenze. Ora, invece, grazie al nuovo testo dell'articolo 151 del Codice Civile, la separazione può essere richiesta in tutti i casi in cui si reputi intollerabile la prosecuzione della convivenza, per uno solo o per entrambi i coniugi. 

Che cosa si intende con intollerabilità della convivenza?

Su tale questione, a dire la verità, si è dibattuto molto. La tesi minoritaria vuole che l'intollerabilità dipenda dalla violazione dei doveri che derivano dal matrimonio; secondo la tesi prevalente, invece, essa può dipendere anche da situazioni che non hanno niente a che fare con eventuali violazioni di obblighi coniugali, ma che sono determinate, per esempio, da modi di vivere differenti, da abitudini diverse o da incompatibilità di carattere. Per esempio, si può ricorrere alla separazione giudiziale se uno dei due coniugi prova, nei confronti dell'altro, un distacco spirituale e una disaffezione. 


CHI

Un avvocato matrimonialista


FAQ

Quali conseguenze comporta l’eventuale pronuncia di addebito della separazione giudiziale a carico di uno dei coniugi?

La conseguenza principale è che per il coniuge al quale è stato attribuita la responsabilità del fallimento dell’unione matrimoniale viene meno il diritto di vedersi riconosciuto un assegno per il proprio mantenimento che, se ci sono i requisiti (mancanza o insufficienza di redditi propri), avrebbe dovuto corrispondergli l’altro coniuge,  

E’ possibile che l’addebito della separazione giudiziale sia pronunciato a carico di entrambi i coniugi?

Sì, in teoria (e anche in pratica) è possibile che ciò si verifichi.

Chi è competente per la separazione giudiziale?

Per la domanda di separazione dei coniugi, la competenza è del tribunale del luogo dell'ultima residenza comune della coppia. Nel caso in cui tale ipotesi dovesse essere esclusa, la competenza è del tribunale del luogo in cui il coniuge convenuto risiede o è domiciliato. Nel caso in cui anche tale ipotesi dovesse essere esclusa, la competenza è del tribunale del luogo in cui il ricorrente risiede o è domiciliato, se il coniuge convenuto non è reperibile o risiede all'estero. Nel caso in cui, infine, anche persino tale ipotesi dovesse essere esclusa, la competenza è di qualsiasi tribunale italiano. Ovviamente, non si può prescindere dalla competenza, poiché il procedimento comporta l'obbligo dell'intervento da parte del pubblico ministero, che ha facoltà di produrre nuove prove in ogni fase del procedimento, ma anche di impugnare la sentenza se ritiene che essa sia in contrasto con gli interessi dei figli.

Come si propone la domanda di separazione?

Bisogna presentare un ricorso per proporre la domanda di separazione: esso deve includere l'esposizione dei fatti su cui la domanda si basa, con allegate le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni dei coniugi. Una volta che il ricorso è stato accolto dal presidente del tribunale, nei cinque giorni seguenti al deposito del ricorso viene stabilita la data dell'udienza di comparizione dei due coniugi, entro 90 giorni dalla data in cui il ricorso è stato depositato.
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