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Separazione consensuale

del 02/11/2015
CHE COS'È?

Separazione consensuale: definizione

La separazione consensuale è lo strumento con cui due coniugi decidono di separarsi di comune accordo. Essa, di conseguenza, è possibile solo nel caso in cui vi sia un accordo tra marito e moglie a proposito di tutte le questioni in gioco: l'assegnazione della casa coniugale, i diritti di visita dei figli, i diritti sul patrimonio, il mantenimento della prole e il mantenimento del coniuge più debole dal punto di vista economico. L'introduzione del decreto legge numero 132 del 2014, entrato in vigore il 13 settembre dello stesso anno e convertito nella legge numero 162 del 10 novembre del 2014, ha permesso di snellire il processo civile, introducendo nuove procedure per la separazione consensuale.


COME SI FA

Come si ottiene la separazione consensuale?

Alla separazione consensuale si ricorre nel momento in cui marito e moglie non solo sono d'accordo per la richiesta di separazione, ma anche sulle modalità di gestione dei loro rapporti al termine della convivenza: il che vuol dire che sono concordi su tutte le questioni patrimoniali ed economiche. Dal punto di vista pratico, si tratta della forma di separazione legale più consigliata, sia per il minor grado di conflittualità che la caratterizza rispetto alle altre separazioni, con evidenti benefici anche sul piano dei rapporti con i figli, se presenti, sia perché le procedure sono più snelle e, di conseguenza, più veloci. La legge numero 162 del 2014 ha permesso di porre in atto la separazione consensuale, oltre che con l'omologazione (vale a dire un provvedimento emesso dal tribunale seguente un ricorso avanzato da marito e moglie in cui entrambi manifestano la propria volontà di separarsi stabilendo le condizioni per farlo), anche con una dichiarazione davanti al sindaco da parte di entrambi i coniugi o con una convenzione di negoziazione, con il sostegno di un avvocato.


CHI

Un avvocato matrimonialista.


FAQ

1. Che cos'è la conciliazione?

Il procedimento di omologazione è una delle procedure a cui possono ricorrere i coniugi intenzionati a ottenere la separazione consensuale. Si tratta di una realtà disciplinata da un solo articolo del Codice di Procedura Civile: di conseguenza, è indispensabile che vengano applicate alcune norme riguardanti la separazione giudiziale. Per avere l'omologazione, è necessario proporre una domanda con ricorso: a quel punto, il presidente del tribunale è tenuto a emanare un decreto, nei cinque giorni successivi al deposito in cancelleria, in cui fissa la data di comparizione delle parti. Quel giorno verrà tentata la conciliazione, e i coniugi saranno obbligati a comparire davanti al presidente di persona, non necessariamente con l'assistenza di un avvocato difensore. In occasione dell'udienza di comparizione, il presidente sente marito e moglie sia separatamente che insieme, allo scopo di tentare la conciliazione. Nel caso in cui il tentativo abbia buon esito, viene fatto redigere il verbale di conciliazione; nel caso in cui il tentativo non abbia buon esito, viene messa a verbale l'intenzione dei coniugi di separarsi, con l'indicazione di tutte le condizioni relative. 

2. In cosa consiste il procedimento di omologazione?

Una volta che la cosiddetta fase presidenziale è esaurita, il tribunale in camera di consiglio decide a proposito dell'omologazione, e avuto il parere del pm emette il decreto di omologazione, a patto che le condizioni stabilite dai coniugi siano considerate legittime e, soprattutto, in linea con l'interesse e le esigenze dei figli. Il decreto ha efficacia di titolo esecutivo, e viene annotato dall'ufficiale di stato civile in calce all'atto di matrimonio. Se il giudice ritiene che le condizioni concordate non siano rispettose delle norme del codice, indica quali modifiche devono essere apportate: nell'eventualità in cui esse vengano rifiutate, l'omologazione può non essere concessa. L'omologazione, in sintesi, non è altro che un atto di controllo riguardante la legittimità della separazione, cioè la compatibilità delle sue condizioni rispetto alla legge. 
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