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Affidamento dei figli

del 11/11/2015
CHE COS'È?

Affidamento dei figli: definizione

L'affidamento dei figli ha a che fare con la ripartizione della responsabilità genitoriale sui figli minorenni nel caso in cui i genitori non vivano insieme. Essa riguarda qualsiasi circostanza che comporti il termine della convivenza dei genitori, sia per le separazioni e i divorzi di coppie sposate, sia per le coppie di fatto. L'ordinamento italiano, in seguito alla riforma del 2006, privilegia l'affidamento condiviso, in base al quale, quando i genitori smettono di convivere, entrambi si vedono attribuiti in maniera stabile l'esercizio della responsabilità genitoriale. Per la legge, il giudice che pronuncia la separazione e i provvedimenti che ne conseguono è tenuto a valutare la soluzione che prevede l'affidamento a tutti e due i genitori; nella realtà, invece, la prassi comporta la necessità di pensare soprattutto all'interesse del minore, il che vuol dire che in alcuni casi si può arrivare anche all'affidamento a uno solo dei genitori. 


COME SI FA

In cosa consiste l'affidamento?

Molto semplicemente, esso rappresenta il provvedimento tramite cui il giudice che si occupa della separazione dei coniugi stabilisce a quale dei due i figli debbano essere affidati, tenendo conto unicamente dell'interesse materiale e dell'interesse morale dei figli stessi, a prescindere dall'esito di un giudizio eventuale relativo all'addebitabilità della separazione. Ciò vuol dire, per esempio, che una moglie che tradisce il marito, inducendolo quindi alla separazione, può comunque ottenere l'affidamento dei figli se il giudice ritiene che, con l'affidamento al marito, i minori non verrebbero tutelati in maniera adeguata.


CHI

Un avvocato, possibilmente specializzato in diritto minorile.


FAQ

1. Quali sono le tipologie di affidamento previste dalla legge?

Prima del 2006 nel nostro Paese la regola generale faceva riferimento unicamente all'affidamento esclusivo, per cui l'esercizio della potestà del genitore non affidatario era limitata; era prevista, poi, la possibilità di un affidamento congiunto, che in ogni caso costituiva un'eccezione piuttosto rara. Nel 2006, invece, è stato introdotto l'affido condiviso, ed è stato sancito il principio della bi-genitorialità: in pratica, i figli hanno il diritto di mantenere rapporti equilibrati con tutti e due i genitori anche dopo che questi hanno smesso di convivere. Oggi, quindi, la principale forma di affidamento dei figli è rappresentata dall'affido condiviso.

2. Il minore può esprimere la propria opinione?

Il giudice, nel momento in cui si trova a emanare i provvedimenti riguardanti i figli, può decidere di utilizzare qualunque mezzo di prova reputi necessario. Il decreto legislativo numero 154 del 2013 ha reso l'ascolto del minore obbligatorio, a meno che tale circostanza non sia ritenuta evidentemente inutile o possa creare dei danni nei suoi confronti. L'audizione può avvenire in sale di ascolto specifiche, con vetri a specchio che consentano ai genitori, ed eventualmente ai loro avvocati, di assistere. Nel caso in cui non vi siano strutture dotate di queste caratteristiche, i genitori hanno la possibilità di prendere parte ai colloqui unicamente se ricevono, in proposito, un'autorizzazione da parte del giudice. Prima del decreto legislativo del 2013, l'audizione del minore era prevista se questi aveva più di dodici anni o comunque se veniva considerato in grado di capire la situazione dei genitori: in realtà, la prassi era ben diversa da quel che era prescritto dalla legge. Per questo la novità del 2013 si è rivelata molto utile, anche perché quello di ascoltare il figlio è un bisogno da cui non si può prescindere, anche per conoscere la sua volontà.

3. Cosa succede in caso di affidamento congiunto?

Con la presentazione della domanda di separazione vengono stabiliti anche i vincoli relativi alla permanenza del figlio con i genitori, in modo tale che il rapporto possa essere mantenuto costante con entrambi. Si può optare per intere settimane alterne, per week end lunghi o per alternanze di giorni, a seconda dei casi.
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