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Usurpazione di titolo

del 18/01/2016
CHE COS'È?

Usurpazione di titolo: definizione

L'articolo 498 del Codice Penale stabilisce che commette il reato di usurpazione di titolo chi porta i segni distintivi o la divisa di un impiego pubblico, di un ufficio pubblico, di un corpo giudiziario, di un corpo amministrativo, di un corpo politico o di una professione che presuppone una abilitazione specifica dello Stato in maniera abusiva. Tale reato si configura anche nel caso in cui si indossi in pubblico in maniera abusiva l'abito ecclesiastico. La pena prevista è una sanzione amministrativa che può andare da un minimo di 154 euro a un massimo di 929 euro. La stessa sanzione può essere applicata a chi sostiene di essere in possesso di pubbliche insegne onorifiche come decorazioni, titoli o gradi accademici o di qualità che riguardano gli impieghi e gli uffici pubblici citati in precedenza.


COME SI FA

Che differenza c'è tra usurpazione di titolo e usurpazione di funzioni pubbliche?

In sostanza, si parla di illecito amministrativo dell'usurpazione di titoli od onori e non di reato di usurpazione di funzioni pubbliche nel momento in cui si verifica solo una attribuzione indebita della qualifica di funzionario pubblico ma la persona non svolge alcun atto relativo alla qualifica stessa. In effetti, affinché si possa individuare il reato di usurpazione di funzioni pubbliche è indispensabile che avvenga un esercizio indebito di funzioni pubbliche non legittimato da alcuna investitura; viceversa, per l'usurpazione di titoli quello che rileva è l'attribuzione di una qualifica di funzionario pubblico, per esempio con l'uso abusivo di un contrassegno, anche senza che gli atti riguardanti le funzioni pubbliche vengano effettivamente compiuti.


CHI

L'avvocato penalista, visto che si tratta di un reato contemplato dal Codice Penale.


FAQ

1. Chi si spaccia per investigatore privato può essere punito per usurpazione di titolo?

No, secondo la sentenza numero 1069 del 24 novembre del 2010 del Tribunale di La Spezia, relativa al caso di un uomo che era entrato in un settore riservato di uno stadio spacciandosi come appartenente alle forze di polizia davanti agli steward. Il soggetto, che in realtà era penetrato nel settore solo per guardare la partita, dopo essere stato interpellato dal servizio di vigilanza e dai carabinieri aveva spiegato di essere impegnato come investigatore privato e di essere al lavoro su un caso di infedeltà coniugale; quindi aveva mostrato una placca su cui era presente la scritta "Investigatore privato". Ebbene, per la sentenza non si può parlare, in questo caso, di usurpazione di titolo, e non si configurano altri illeciti, né dal punto di vista amministrativo né dal punto di vista penale: il motivo è che non esiste alcun segno distintivo ufficiale che caratterizzi in maniera univoca gli investigatori privati.

2. Che differenza c'è tra l'usurpazione di titolo e l'esercizio abusivo di una professione?

L'esercizio abusivo di una professione, come specificato dall'articolo 348 del Codice Penale, si verifica nel momento in cui una persona esercita una professione che richiede una abilitazione speciale dello Stato in maniera abusiva, e presuppone una multa fino a 516 euro o la reclusione fino a 6 mesi. L'articolo 348, in sostanza, riguarda tutti i casi in cui una professione venga esercitata in assenza dell'abilitazione dello Stato, ma non le circostanze per le quali la persona sostiene di essere in possesso di requisiti che in realtà non ha. L'usurpazione di un titolo specialistico, per l'appunto, chiama in causa l'articolo 498 del Codice Penale. 
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