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Frode nelle pubbliche forniture

del 16/09/2016
CHE COS'È?

Frode nelle pubbliche forniture: definizione

La frode nelle pubbliche forniture è un reato previsto dall'articolo 356 del Codice Penale, che stabilisce una pena corrispondente a un periodo di reclusione da uno a cinque anni abbinato a una sanzione di non meno di 1032 euro per chi commetta frode nell'adempimento di obblighi contrattuali e nell'esecuzione dei contratti di fornitura. Va detto che l'elemento della frode è un concetto dibattuto e non riconosciuto in maniera univoca: alcuni, infatti, considerano che possa essere identificato nei raggiri finalizzati a raggirare la controparte, mentre per altri è sufficiente una modifica dolosa dell'esecuzione del contratto da parte del fornitore in danno della controparte.


COME SI FA

Qual è la ratio legis?

Lo scopo della legge è quello di tutelare il buon andamento della pubblica amministrazione rispetto alle frodi e agli inadempimento, tenendo conto in particolare di contratti che hanno determinati beni ad oggetto e che sono di interesse pubblico rilevante.

CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Quali sono le principali sentenze della Corte di Cassazione a cui fare riferimento?

La sentenza n. 38346/2014 specifica che il reato di frode nelle pubbliche forniture, perché venga configurato, non presuppone una condotta che comporti dei raggiri o degli artifici, come avviene quando si è in presenza di un reato di truffa, e tantomeno un evento di danno per la parte offesa: è sufficiente, invece, che il contratto pubblico di fornitura di servizi o cose non venga eseguito in modo doloso. Ovviamente, può sussistere il concorso tra il reato di truffa e quello di frode nelle pubbliche forniture. Secondo un'altra sentenza della Cassazione, però, il mero inadempimento del contratto non può essere considerato sufficiente per la configurabilità del delitto: la sentenza n. 5317/2011, infatti, parla di un "quid pluris" che può essere identificato nella malafede contrattuale, vale a dire nella presenza di un inganno o di un espediente malizioso che faccia sembrare l'esecuzione del contratto in linea con gli obblighi presi. Il reato, pertanto, sotto il profilo soggettivo si contraddistingue per il semplice dolo generico, che ha a che fare con la volontà e l'intenzione di consegnare cose differenti rispetto a quelle decise: non è necessario che l'agente abbia il proposito di ottenere un profitto indebito o di provocare un danno all'acquirente. Se l'esecuzione del contratto è compiuta da un imprenditore commerciale, si può parlare di un fatto colposo solo se vengono scoperti elementi che tolgono significato all'oggettivo inadempimento. 

2. Il reato di frode nelle pubbliche forniture è un reato di evento?

No: si tratta, invece, di un reato di pura condotta, in quanto non è ipotizzabile una responsabilità da causalità omissiva in relazione ad esso. A stabilirlo è la sentenza n. 771/2007 della Cassazione, relativa al caso del direttore della mensa di una società appaltatrice dei servizi di ristorazione di alcuni ospedali, il quale era stato chiamato a rispondere per violazione degli obblighi di controllo riguardanti la funzione e per l'omesso impedimento della fornitura di alimenti di qualità inferiore rispetto a quanto stabilito nel contratto di appalto: ebbene, gli ermellini hanno escluso che il soggetto dovesse rispondere di tale violazione. 

3. Il reato di frode nelle pubbliche forniture può configurarsi solo in seguito alla consegna dell'opera?

No, anzi: per ciò che concerne la fornitura di opere, tale reato può consumarsi anche prima che l'opera venga consegnata nel caso in cui la pubblica amministrazione abbia, durante l'esecuzione dell'opera, contestato le inadempienze contrattuali e i vizi accertati alla parte.
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