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Danneggiamento al patrimonio storico o artistico nazionale

del 14/10/2016
CHE COS'È?

Danneggiamento al patrimonio storico o artistico nazionale: definizione

Il danneggiamento al patrimonio storico o artistico nazionale è un reato previsto dall'articolo 733 del Codice Penale italiano, che stabilisce l'arresto fino a un anno o una sanzione di non meno di 2.065 euro per chiunque danneggi, deteriori o distrugga un monumento o una cosa propria che abbiano un pregio rilevante nel caso in cui dal fatto derivino conseguenze negative per il patrimonio artistico, storico o archeologico del nostro Paese. Si tratta di un reato proprio, dal momento che può essere unicamente dal proprietario, dal possessore o dal detentore.


COME SI FA

Qual è la ratio legis?

Lo scopo dell'articolo 733 del Codice Penale è quello di proteggere l'interesse della collettività rispetto alla fruizione dei beni culturali.

Che cosa si intende con "cosa propria"?

Per capire cosa si intenda con "cosa propria" si può fare riferimento alla sentenza n. 7701 del 1991 della Cassazione, che specifica che debbano essere ritenute proprie le cose di cui si ha una disponibilità concreta: per esempio, il bene che appartiene a una società di cui sia amministratore l'agente.

Cosa succede se a essere danneggiati sono beni di valore artistico o storico non notificati?

Per rispondere a questa domanda si può prendere in esame la sentenza n. 9196 del 1989 della Cassazione, secondo cui il danneggiamento di beni privati di interesse archeologico, storico o artistico non notificati può essere punito nel caso in cui il possessore o il detentore degli stessi, commettendo il danneggiamento, sia a conoscenza del loro pregio. 


CHI

Un avvocato penalista.


FAQ

1. Cosa dice la sentenza n. 7083 del 1988 a proposito del danneggiamento al patrimonio storico o artistico nazionale?

La sentenza in questione precisa che l'ipotesi di reato prevista dall'articolo 733 del Codice Penale può formalmente concorrere con l'ipotesi di reato prevista dagli articoli 11 e 59 della legge n. 1089 del 1° giugno del 1939, relativa alla violazione delle disposizioni per la sicurezza, l'integrità e la conservazione delle cose di interesse storico o artistico. Le due norme, infatti, sono differenti non solo dal punto di vista di ciò che deve essere tutelato, ma anche per la funzione tutoria specifica che il legislatore attribuisce loro. Nel dettaglio, l'articolo 733 del Codice Penale intende tutelare in linea generale il patrimonio artistico e storico della nazione nei confronti del privato che è eventualmente proprietario delle cose che contribuiscono a formare quello stesso patrimonio; ecco perché la condizione di punibilità è rappresentata dal nocumento arrecato al patrimonio nazionale. La legge n. 1089 del 1° giugno del 1939, invece, fa sì parte di una regolamentazione complessiva del patrimonio nazionale, ma sanziona anche quei comportamenti commissivi da cui può non derivare un danno del patrimonio stesso. 

2. Quali sono gli obblighi di chi dispone dei beni oggetto di tutela?

Nella parte precettiva dell'articolo 733 del Codice Penale è contemplato l'obbligo, per chi dispone dei beni oggetto di tutela, di evitare e di prevenire qualsiasi tipo di danneggiamento di tali beni: insomma, è necessario fare di tutto affinché i beni siano conservati nel migliore dei modi, e la violazione di questo obbligo presuppone un reato di danno a forma libera. L'oggetto materiale può essere danneggiato sia in conseguenza di un semplice atto istantaneo che con un comportamento prolungato nel tempo e continuo: per esempio, lo stato di abbandono di un bene può renderlo privo di tutela rispetto agli agenti atmosferici o ad altri fattori naturali.
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