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Conciliazione consob contratti finanziari

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Conciliazione consob contratti finanziari: definizione

La procedura di conciliazione stragiudiziale presso la Camera di Conciliazione e Arbitrato della Consob è uno strumento alternativo di risoluzione delle controversie in ambito finanziario insorte tra investitori e intermediari, nei casi di violazione da parte degli intermediari degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con gli investitori. Il procedimento è disciplinato con il decreto legislativo 179/2007 e dal regolamento Consob n. 16763/2008. La conciliazione stragiudiziale così strutturata ha la duplice natura, da un lato, di svolgere una funzione deflattiva del contenzioso e, dall'altro, di fornire uno strumento di tutela del risparmio. Infatti il procedimento speciale così regolamentato, presenta delle condizioni di accesso molto restrittive: 
  1. è riservato alla sola categoria di investitori non professionali; 
  2. può essere percorso solo nei casi di violazione da parte degli intermediari di alcune delle regole di condotta disciplinate dall'articolo 21 del Testo Unico della Finanza (T.U.F); 
  3. è riservato alle controversie su attività di servizi di investimento e di gestione collettiva del risparmio di cui all'articolo 23 TUF. 
Le regole di condotta a cui gli intermediari devono attenersi sono: comportamentali (diligenza, correttezza e trasparenza), informative (acquisire informazioni necessarie dai clienti e mantenere attivo il flusso informativo), comunicative (utilizzando comunicazioni pubblicitarie e promozionali chiare, corrette e non fuorvianti), strutturali (dotandosi di risorse e procedure anche di controllo interno idonee ad assicurare efficienza nello svolgimento dell’attività), di gestione del conflitto di interessi (identificandolo e adottando misure organizzative idonee a preservare gli interessi del cliente), di diligenza e prudenza, di gestione indipendente e volta a salvaguardare i diritti dei clienti sui beni affidati. 

L’articolo 2 comma 1 del decreto legislativo 179/2007 individua la violazione degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza come ambito di applicazione della procedura riservata. Quindi non anche, ad esempio, alle violazioni degli obblighi di gestione del conflitto di interessi, oppure di diligenza e prudenza o ancora di quelli strutturali. La violazione degli obblighi richiamati (informazione, correttezza e trasparenza) consente al risparmiatore o investitore non professionale di attivare la procedura di conciliazione stragiudiziale presso la Consob; questa procedura non può essere invece attivata su iniziativa dell’intermediario. 

Il decreto legislativo n.28/2010 disciplina la mediazione in generale e prevede come ambito di applicazione anche i contratti bancari e finanziari. Si può quindi trovare per le sole condizioni di applicabilità più restrittive del decreto legislativo n.179/2007 una sovrapposizione con il decreto legislativo n.28/2010, lasciando alla discrezionalità dell’investitore confliggente decidere se scegliere il procedimento generale, che può essere esperito presso qualunque organismo di conciliazione, purchè iscritto nel registro ministeriale, oppure il procedimento riservato in materia di intermediazione finanziaria presso la Consob. Tale facoltà viene meno invece in capo all’intermediario, in quanto non potendo attivare la procedura di conciliazione avanti la Consob, può chiedere la conciliazione presso altro organismo di conciliazione ma solo se l’investitore vi acconsenta, altrimenti, in caso di mancato consenso, l’investitore è libero di rivolgersi comunque alla Camera di Conciliazione della Consob. Tale disparità di trattamento appare in contrasto con i principi generali della mediazione, ma ha ragione d’essere nella tutela che il legislatore ha voluto dare alla parte debole “investitore non professionale” nella più generale tutela del risparmio. Comunque ai fini del verificarsi della condizione di procedibilità, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, decreto legislativo n.28/2010 che prevede che per intraprendere l’azione giudiziaria debba essere esperito il tentativo obbligatorio di conciliazione, è indifferente che ci si avvalga della procedura speciale di conciliazione presso la Consob (decreto legislativo 179/2007) oppure quella generale avanti ad altro organismo di conciliazione (decreto legislativo 28/2010). 

Il procedimento di conciliazione stragiudiziale presso la Consob è riservato alle sole controversie insorte su servizi e attività di investimento, quindi aventi ad oggetto strumenti finanziari: 
  1. negoziazione per conto proprio; 
  2. esecuzione di ordini per conto dei clienti; 
  3. sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente; 
  4. gestione di portafogli; 
  5. ricezione e trasmissione di ordini; 
  6. consulenza in materia di investimenti; 
  7. gestione di sistemi multilaterali di negoziazione.   
La procedura di conciliazione è caratterizzata dalla riservatezza, dall’imparzialità, dalla celerità e dalla garanzia del contraddittorio (articolo 4 decreto legislativo 179/2007) a cui si aggiungono anche i principi di immediatezza, concentrazione e oralità individuati come ulteriori principi definiti dall'articolo 11 del regolamento Consob 16763/2008. 
La realizzazione dei principi di celerità e immediatezza condiziona le fasi di svolgimento. La Camera vaglia entro 5 giorni dal deposito l’ammissibilità dell’istanza; l’intermediario, ricevuta comunicazione dalla Consob della presentazione dell’istanza da parte dell’investitore, deve comunicare la propria adesione entro i 5 giorni dal ricevimento; la Camera senza indugio nomina un conciliatore che deve trasmettere la propria dichiarazione di accettazione sempre entro cinque giorni dalla notizia della nomina. Il conciliatore fissa la data e la sede della prima riunione non prima di 5 giorni dall’accettazione e non oltre i 10 giorni. La procedura deve concludersi entro 60 giorni dall'avvio e, solo in casi particolari quando ricorrano oggettivi impedimenti del conciliatore o delle parti, oppure sia necessario acquisire informazioni e documenti indispensabili ai fini dell’esperimento del tentativo di conciliazione, oppure vi sia una ragionevole possibilità di un esito positivo, può essere prorogato il termine di ulteriori 60 giorni su valutazione del conciliatore e con il consenso delle parti. 
Ulteriore elemento di disparità della procedura a favore della parte debole “investitore non professionale” è la competenza territoriale del luogo ove si svolge il procedimento. La procedura si svolge nel luogo in cui è il domicilio del conciliatore; la Camera nel nominare il conciliatore deve considerare la “vicinanza territoriale dell’investitore”. Anche qui la tutela della parte debole interviene a monte dello svolgimento del tentativo di conciliazione, poiché una volta iniziato il procedimento vige il principio dell’imparzialità. 
La riservatezza garantita dalla procedura rende inutilizzabili le dichiarazioni rese dalle parti negli atti di causa successivi qualora non si raggiunga un accordo o nell’eventuale procedimento sanzionatorio nei confronti dell’intermediario disposto dall’autorità di vigilanza competente (Consob e Banca d’Italia). 

Dott.ssa Grazia Ticozzelli 
Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Milano 
Studio Grazia Ticozzelli & Partners - Dottori Commercialisti

COME SI FA
Nella procedura di conciliazione non è necessario avvalersi della difesa di un legale. 
Per attivare la procedura l'investitore deve preliminarmente presentare reclamo presso l'intermediario. 
Solo qualora, o l'intermediario non risponda nei 90 giorni successivi, o la risposta data non sia ritenuta idonea dall'investitore a soddisfare la propria richiesta, può essere presentata la domanda di conciliazione. 
La domanda deve essere inoltrata compilando on line un modulo sul sito www.camera-consob.it. 
L'esigenza di compilazione del modulo on line è dettata dalla necessità di uniformare le tipologie di richieste e di raccogliere correttamente tutte le informazioni necessarie alla presentazione della domanda, tuttavia è da ritenersi che non sia obbligatorio. Il modulo compilato on line deve essere stampato e inviato con mezzo idoneo a dimostrarne l'avvenuta ricezione (raccomandata o pec) all'intermediario, al fine di informarlo della richiesta dell'avvio della procedura. 
Nei successivi 30 giorni la domanda, la prova dell'avvenuta comunicazione all'intermediario oltre che la ricevuta del pagamento di 30 euro devono essere depositati presso la Camera. 
Qualora l'intermediario non aderisca alla richiesta di conciliazione, la Camera attesterà, ai fini del verificarsi della condizione di procedibilità, all'investitore la mancata adesione dell'Intermediario al tentativo di conciliazione. 
Nel caso invece in cui l'intermediario aderisca al tentativo di conciliazione, presenta dichiarazione di impegno a osservare gli obblighi di riservatezza, procede al versamento delle spese di avvio della procedura (30beuro) e la documentazione relativa al rapporto contrattuale con l'investitore oggetto della controversia; la Camera quindi nomina il conciliatore e dall'accettazione di quest'ultimo si dà inizio alla procedura. La procedura ha luogo presso il domicilio del conciliatore, che definisce le modalità di svolgimento, senza formalità di procedura, senza obbligo di verbalizzazione e nel modo che ritiene più opportuno, tenendo conto delle circostanze del caso, della volontà delle parti e della necessità di trovare una rapida soluzione. 
Nel caso di esito positivo del tentativo di conciliazione viene redatto il verbale con i contenuti dell'accordo raggiunto. 
Nel caso di esito negativo, se le parti lo richiedono il conciliatore può formulare una proposta. Le parti sono comunque libere di non accettarla. 
Verrà comunque redatto verbale che attesterà il mancato raggiungimento dell'accordo, l'eventuale proposta formulata dal conciliatore e la posizione contraria della o delle parti.

CHI
Il procedimento è riservato all'iniziativa di investitori non professionali definiti all'articolo 1 del regolamento Consob 16763/2008 investitori diversi dalle controparti qualificate e dai clienti professionali.
Nella procedura di conciliazione non è necessario avvalersi della difesa di un legale.

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