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Mediazione circolazione natanti

del 23/11/2017
CHE COS'È?

Mediazione circolazione natanti: definizione

La mediazione per la circolazione dei natanti è una procedura diventata obbligatoria dal 9 febbraio del 2015: chi è intenzionato ad agire in giudizio con l'obiettivo di domandare il risarcimento dei danni provocati dalla circolazione di natanti è tenuto a invitare la controparte - in maniera preventiva - a stipulare una convenzione di negoziazione che preveda la presenza di avvocati, in modo tale che si possa provare a dirimere in maniera amichevole la controversia, in sede stragiudiziale. Nel caso in cui non si percorra questa strada, non è possibile procedere con la domanda giudiziale. La mediazione è stata introdotta con il decreto legge n. 132 del 2014 nel nostro ordinamento.


COME SI FA

In che cosa consiste la mediazione?

La mediazione è un istituto che rientra nel novero degli strumenti di alternative dispute resolution: lo scopo è quello di provare a favorire la risoluzione in sede stragiudiziale delle controversie, così che sia possibile tentare di decongestionare e alleggerire il sistema della giustizia civile. Le parti in lite sottoscrivono una convenzione, vale a dire un accordo attraverso cui esse convengono di cooperare con lealtà e in buona fede con l'intento di risolvere la controversia in maniera amichevole, con l'assistenza e l'ausilio di avvocati. I legali, a loro volta, sono tenuti a rispettare il dovere deontologico di informare i propri clienti, nel momento in cui essi conferiscono loro l'incarico, a proposito della possibilità di stipulare la convenzione.


CHI

Il mediatore, che - per essere tale - non deve aver mai riportato sanzioni disciplinari (eccezion fatta per l'avvertimento, la sola sanzione ammessa) e non deve essere incorso, in passato, in interdizione temporanea o perpetua dai pubblici uffici. Il mediatore, inoltre, non deve aver riportato condanne definitive per delitti non colposi né essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza. 


FAQ

1. Qual è la differenza tra la mediazione obbligatoria e quella facoltativa?

La mediazione obbligatoria, secondo l'articolo 1 del Decreto Legislativo n. 28 del 2010, è un'attività svolta da un terzo imparziale che si pone l'obiettivo di assistere due soggetti nel conseguimento di un accordo amichevole in relazione alla composizione di una controversia, formulando una proposta che favorisca la sua risoluzione. La mediazione è obbligatoria nel caso in cui rappresenti una condizione di procedibilità per il giudizio civile eventuale, ma può essere anche facoltativa o disposta dal giudice, nel caso in cui proprio il giudice imponga di esperire il tentativo di mediazione, in sede di appello: il tentativo diventa, anche in tale circostanza, condizione di procedibilità.

2. Quali sono gli aspetti procedurali della mediazione?

Per introdurre la mediazione è necessario presentare un'istanza all'organismo di mediazione, che deve essere presente nello stesso luogo del giudice a cui spetta la competenza territoriale per il giudizio. Il mediatore deve essere in possesso di un titolo di studio pari almeno a un diploma di laurea universitaria triennale, a meno che non risulti a un ordine professionale o a un collegio. L'organismo di mediazione, a sua volta, deve risultare iscritto in un registro del Ministero della Giustizia, all'interno del quale gli organismi sono ordinati in base al numero di iscrizione. L'organismo può essere operativo nello stesso momento in più luoghi; occorre, però, che la domanda per la mediazione sia presentata presso la sede legale dell'organismo. Per quel che riguarda gli incontri di mediazione, invece, essi possono avvenire in una delle sedi operative dell'organismo che si è scelto. 
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