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Eredità: diritti dei figli naturali

del 08/03/2012
CHE COS'È?

Eredità diritti dei figli naturali: definizione

La successione dei figli naturali ha, quale presupposto, lo status di figlio nato fuori dal matrimonio.
Ma non basta. Infatti, l’articolo 573 codice civile rubricato "Successione dei figli naturali" enuncia espressamente il principio per cui, affinché vi siano effetti successori in capo ai figli naturali, è necessario che la filiazione venga volontariamente riconosciuta dai genitori o giudizialmente dichiarata tale. Da qui ne deriva la logica conseguenza per cui i genitori e i figli naturali, laddove non vi sia stato riconoscimento formale, sono tra loro davanti alla legge soggetti estranei e, pertanto, venendo meno la conditio sine qua non prevista dal disposto in esame, i figli naturali non rientrano tra i soggetti successibili.



COME SI FA
Con particolare riferimento ai figli naturali riconosciuti, si vuole precisare che i diritti connessi a tale status retroagiscono al momento della nascita, poiché l’atto di riconoscimento ha natura di accertamento e la sentenza ha natura dichiarativa. Da qui il diritto di partecipare alla successione del genitore, anche se apertasi prima del riconoscimento stesso (Cassazione civile, II, 7 aprile 1990, n. 2923).
Nella categoria dei figli non riconoscibili rientrano i figli incestuosi, concepiti da genitori in mala fede, ossia consapevoli del rapporto di parentela che li univa. Ebbene, ai sensi dell’articolo 580 codice civile i figli non riconoscibili partecipano alla successione nei limiti, però, di un assegno vitalizio.
Si tratta, in sostanza di una vocazione a titolo particolare la cui fonte è la legge.
La dottrina è concorde nel ritenere che il fondamento del diritto all’assegno che nasce con la successione e produce effetto dal giorno della sua apertura risieda esclusivamente nel rapporto di sangue "quale fatto naturale in sé". Inoltre, è importante precisare l’impossibilità di cumulare l’assegno con eventuali donazioni o disposizioni a favore del figlio naturale non riconoscibile.

CHI
Rientrano inequivocabilmente nella categoria i figli nati fuori del matrimonio a cui, già con la riforma del diritto di famiglia (legge 151/1975), è stata garantita ogni tutela giuridica e sociale, sempre nel rispetto della compatibilità con i diritti dei membri della famiglia legittima.
Del resto il principio di uguaglianza nel rapporto di filiazione (articolo 30 Costituzione) ha determinato la parificazione della posizione dei figli legittimi con quella dei figli naturali: da qui l’assunzione da parte dei genitori degli stessi doveri nei confronti di entrambe le categorie.

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