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Dichiarazione di intento

del 01/07/2016
CHE COS'È?

Dichiarazione di intento: definizione

La dichiarazione d’intento, detta anche lettera di intenti, è la manifestazione espressa da parte di un“esportatore abituale”, attraverso un apposito modello ministeriale, di effettuare acquisti sul mercato nazionale, intracomunitario o extracomunitario di beni e servizi senza applicazione dell’IVA.

I soggetti che possono usufruire di questo regime di acquisto, oltre a dover possedere i requisiti che qualificano lo status di esportatore abituale, sono tenuti ad osservare alcune formalità, la cui disciplina è stata recentemente modificata dall’art.20, comma 1 del Decreto Legislativo n.175 del 21 novembre 2014 (decreto semplificazioni), pubblicato sulla G.U. 28/11/2014 n.277 ed in vigore dal 13 dicembre, seguito da un provvedimento direttoriale (prot.159674/2014) con cui l’Agenzia delle Entrate ha approvato il nuovo modello per la lettera di intenti, le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica. 


COME SI FA

Lettera di intenti: come si fa

La dichiarazione di intento può essere emessa per singola operazione, fino ad un massimale di valore, o per acquisti fatti dalla data di richiesta fino ad una data che non può essere successiva al 31/12 di ciascun anno.

Le dichiarazioni di intento, numerate progressivamente, devono essere annotate sia dal dichiarante che dal ricevente entro 15 giorni dall’emissione o dal ricevimento in un apposito registro (registro delle dichiarazioni d’intento) ovvero in sostituzione dello stesso sul registro delle fatture emesse o quello dei corrispettivi.

I dati annotati nella lettera di intenti devono, inoltre, essere comunicati telematicamente all’Agenzia delle Entrate.

Anteriormente alla suindicata modifica legislativa, la comunicazione doveva essere effettuata dal fornitore entro il termine di effettuazione della prima liquidazione IVA mensile o trimestrale nella quale erano confluite le operazioni realizzate senza applicazione dell’imposta.

Per effetto dell’entrata in vigore del decreto semplificazioni, la procedura per l’invio e la consegna delle lettere d’intento è stata profondamente modificata, secondo il seguente schema:

  • l’esportatore abituale deve trasmettere telematicamente i dati contenuti nella dichiarazione d’intento all’Agenzia delle Entrate, ricevendo da quest’ultima un’apposita ricevuta telematica;
  • l’esportatore abituale deve consegnare al proprio fornitore o alla dogana (in caso di importazione) la dichiarazione d’intento e la ricevuta telematica dell’Agenzia delle Entrate;
  • il fornitore deve verificare l’avvenuta trasmissione all’Agenzia delle Entrate prima di effettuare la relativa operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art.8, comma 1 lett. c) del DPR 633/72. Il riscontro potrà essere effettuato per tutti gli operatori sul sito www.agenziaentrate.gov.it, dove è stata inserita un’apposita funzione che prevede l’inserimento del codice fiscale del cedente/prestatore, del cessionario/committente ed il numero di protocollo della ricevuta telematica. Per i soggetti abilitati ai servizi Entratel o Fisconline, a breve, sarà possibile effettuare la verifica dell’avvenuta presentazione della dichiarazione d’intento da parte del cessionario/committente e della relativa ricevuta telematica nel proprio cassetto fiscale.
  • il fornitore deve riepilogare i dati di tutte le dichiarazioni d’intento ricevute in dichiarazione annuale IVA.

Per il rispetto dei principi dello Statuto dei diritti del contribuente, è previsto che per le lettere d’intenti rilasciate già alla fine del 2014 e nei primi giorni del 2015, ma con validità per le operazioni dal 1 gennaio all’11 febbraio, gli esportatori abituali potranno effettuare l’invio o la consegna secondo le modalità vigenti prima del decreto semplificazioni (pur potendo già optare per il nuovo sistema di presentazione). Per la lettera di intenti, invece, che esplica i suoi effetti anche dopo l’11 febbraio 2015 (già consegnata o inviata), come ad esempio le dichiarazioni d’intento rilasciate con valenza annuale, vige quanto previsto dalla nuova disciplina, cioè la trasmissione telematica da parte del cessionario/committente e l’obbligo di riscontro dell’avvenuta presentazione da parte del cedente/prestatore prima di effettuare la relativa operazione.


CHI

I soggetti che possono acquistare senza IVA in base all’art. 8, comma 1, lett c), DPR 633/72, sono gli esportatori abituali, ovvero i contribuenti che nell’anno solare precedente o nei dodici mesi precedenti hanno effettuato esportazioni o altre operazioni assimilate (rilevando le operazioni registrate) per un ammontare superiore al 10% del volume d’affari conseguito nello stesso periodo.

Tali soggetti, previo il rispetto degli adempimenti formali suindicati, potranno effettuare acquisti senza IVA nel limite del plafond disponibile, costituito dalla sommatoria dei corrispettivi relativi alle operazioni internazionali non imponibili registrate ai fini iva o nell’anno solare precedente (plafond annuale o fisso) o nei dodici mesi precedenti a quello in cui si vogliono effettuare gli acquisti (plafond mensile o mobile).


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