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Verifiche impianti di terra

del 29/08/2016
CHE COS'È?

Verifiche impianti di terra: definizione

Le verifiche degli impianti di terra sono una parte fondamentale nell'ambito della manutenzione di un sistema elettrico: esse devono essere eseguite in modo corretto per prevenire ogni genere di rischio e, soprattutto, per proteggere oggetti e persone contro la fulminazione e l'elettrocuzione. Gli impianti di terra non sono altro che sistemi costituiti da parti conduttrici: oltre ai dispersori, ci sono i conduttori di terra, i conduttori equipotenziali e i conduttori di protezione. Dopo che un nuovo impianto è stato realizzato, chi si è occupato della sua installazione è tenuto a rilasciare una dichiarazione di conformità secondo il DM 37/08, contenente la descrizione dell'impianto stesso insieme con i vari riferimenti normativi. Questa dichiarazione garantisce l'omologazione, e l'impianto può essere messo in esercizio: dopodiché deve essere inviata la dichiarazione relativa all'USL per ottenere l'attestato che certifica l'adempimento agli obblighi.


COME SI FA

Qual è il riferimento normativo a proposito delle verifiche degli impianti di terra?

Il riferimento normativo è rappresentato dal comma 2 e dal comma 3 dell'articolo 2 del DPR 462 del 2001, tramite il quale viene imposto al datore di lavoro di trasmettere all'ARPA e all'ISPESL la dichiarazione di conformità entro i 30 giorni successivi alla data di messa in esercizio dell'impianto elettrico. Sempre al datore di lavoro spetta il compito di verificare il rispetto dei requisiti di sicurezza degli impianti, i quali devono essere mantenuti sempre efficienti quando sono in esercizio. Le verifiche periodiche - secondo quanto stabilito dalla legge - devono essere effettuate almeno una volta ogni cinque anni se si ha a che fare con impianti elettrici di messa a terra in contesti in cui non vi siano rischi particolari e almeno una volta ogni due anni se si ha a che fare con impianti situati in cantieri mobili e temporanei, in luoghi in cui sussiste un pericolo di esplosione o in locali adibiti a uso medico, oltre che in tutti quegli ambienti che si caratterizzano per un notevole rischio in caso di incendio.


CHI

Il datore di lavoro.


FAQ

1. A chi si può rivolgere il datore di lavoro per procedere alle verifiche del caso?

Per effettuare le verifiche il datore di lavoro può fare riferimento, oltre che all'ARPA e all'ASL, a organismi esterni segnalati dal Ministero delle Attività Produttive, secondo i parametri indicati dalle procedure per l'individuazione degli organismi di ispezione di tipo A ai sensi degli articoli 4, 6 e 7 del DPR n. 462 del 22 ottobre del 2001. Ogni verbale riguardante le verifiche periodiche effettuate deve essere conservato dal datore di lavoro, in modo tale che possa essere mostrato - se necessario - agli organi di vigilanza su loro richiesta. 

2. Quali sono gli obblighi per le imprese installatrici?

L'impresa che si è occupata dell'installazione di un impianto di terra è tenuta a rilasciare una specifica dichiarazione di conformità, sulla base di quanto imposto dal DM n. 37 del 22 gennaio del 2008 all'articolo 7, una volta che le verifiche previste dalle norme sono state portate a termine. Per tutte le imprese installatrici c'è anche l'obbligo di eseguire gli impianti a regola d'arte, come indicato dal primo comma dell'articolo 6 del DM appena menzionato, impiegando solo materiali costruiti a regola d'arte.

3. Che cosa deve fare il verificatore?

Il verificatore è tenuto a rilasciare il verbale relativo alla verifica periodica, per effettuare la quale avrà adottato tutte le norme anti-infortunistiche del caso.
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