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Esecuzione del concordato preventivo

del 30/03/2012
CHE COS'È?

Esecuzione del concordato preventivo: definizione

Una volta che l’imprenditore commerciale in stato di crisi ha proposto una domanda di concordato preventivo, che tale domanda è stata ritenuta ammissibile dal Tribunale adito, che la stessa ha riportato il voto favorevole dei creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto e che è stata quindi disposta l’omologazione del concordato stesso, il debitore provvede ad eseguire il concordato, secondo le modalità stabilite nella sentenza o nel piano approvato, sotto la sorveglianza del commissario giudiziale che riferisce prontamente al Giudice ogni eventuale circostanza potenzialmente lesiva degli interessi dei creditori.
L’articolo 181 della legge fallimentare, così come modificato dalla legge n. 80 del 14.05.2005, non pone più a carico del Tribunale l’onere di stabilire con la sentenza di omologazione anche le “modalità per il versamento delle somme dovute alle singole scadenze di esecuzione del concordato”, mentre tale onere è stato mantenuto nel caso in cui il concordato consiste nella cessione di beni: per la verità il legislatore non ha voluto creare una disparità di trattamento fra le due diverse ipotesi ma, nel caso di proposte fondate su mezzi di soddisfazione dei creditori diversi dalla cessione di beni, ha voluto dare maggiore rilievo alla volontà delle parti, lasciando quindi che la fase dell’esecuzione si potesse svolgere interamente sul piano privatistico, anche se sempre sotto la sorveglianza del commissario giudiziale.
Il mancato rispetto da parte del debitore delle modalità di esecuzione stabilite nella sentenza di omologazione ovvero nel piano approvato dai creditori comporta la risoluzione del concordato stesso e la sua conseguente dichiarazione di fallimento.

COME SI FA
Nell’ambito delle molteplici ipotesi di concordato preventivo bisogna distinguere fra quelle che consistono nella cessione di beni e quelle che, invece, prevedono mezzi di soddisfazione dei creditori diversi: nel primo caso le modalità attuative dell’esecuzione del concordato sono stabilite dal Tribunale, che nella stessa sentenza di omologazione provvede a nominare uno o più liquidatori, un comitato di tre o cinque creditori per assistere alla liquidazione nonché a determinare le altre modalità della liquidazione; nell’altra ipotesi, invece, il legislatore ha voluto lasciare ampio spazio alla volontà contrattuale delle parti, per cui le modalità attuative sono quelle indicate nel piano a suo tempo sottoposto all’esame dei creditori, che deve essere contraddistinto dai requisiti della fattibilità e della veridicità dei dati in esso contenuti: potendosi prevedere, quindi, la soddisfazione dei crediti in tutte le forme possibili, è necessario tuttavia che detto piano garantisca ai creditori privilegiati il pagamento integrale del loro credito ovvero della parte di credito non rinunciato, per evitare che venga dichiarato risolto il concordato stesso per inadempimento.

CHI
Il soggetto preposto all’esecuzione del concordato preventivo è di norma il debitore mentre il controllo sul suo operato è affidato al commissario giudiziale: il legislatore con la riforma del 2005 ha lasciato libero il Tribunale di nominare quest’ultimo senza alcun vincolo di appartenenza ad ordini professionali specifici e senza nessun obbligo di motivare la scelta.
Non si tratta di una carica personale per cui è consentita la nomina di più incaricati: nel caso in cui la complessità è quantitativa si provvederà alla nomina di più esperti contabili, mentre quando la complessità è qualitativa si provvederà a nominare anche un esperto in diritto; quando l’esigenza è duplice si provvederà a nominare un collegio, in modo che la presenza di diverse competenze consenta una migliore e più efficiente funzionalità all’organo.

FAQ

La mancata esecuzione del concordato preventivo comporta sempre la dichiarazione di fallimento del debitore?

Si, il legislatore ha espressamente previsto tale dichiarazione quando il concordato viene annullato o risolto.

Il debitore può avvalersi di professionisti per eseguire il concordato?

Il legislatore ha lasciato ampia libertà al debitore di avvalersi dei collaboratori che preferisce: la responsabilità del loro operato resta però interamente a carico del debitore che, pertanto, non potrà evitare la dichiarazione di fallimento eccependo l’eventuale errore e/o inadempimento dei collaboratori eventualmente nominati.

Cosa succede se a seguito dell’esecuzione del piano approvato non sono rispettate le percentuali garantite alle diverse classi di creditori?

Il mancato pagamento del credito nella percentuale prevista è causa di risoluzione del concordato per inadempimento, salvo se l’inadempimento è di scarsa rilevanza.

Chi può richiedere la risoluzione del concordato?

Ciascun creditore non integralmente soddisfatto può richiedere la risoluzione del concordato per inadempimento.
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