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Concordato preventivo: opposizione alla omologazione

del 23/10/2015
CHE COS'È?

Concordato preventivo opposizione alla omologazione: definizione

La legge fallimentare prevede, all'articolo 180, che per l'approvazione di un concordato fallimentare il giudice delegato fissi l'udienza di comparizione davanti a lui con un'ordinanza pubblicata per affissione, entro trenta giorni dall'affissione stessa. L'opposizione all'omologazione del concordato può essere effettuata non solo dai creditori dissenzienti, ma da qualsiasi altro soggetto interessato: per farlo, è necessario che l'opposizione venga notificata al commissario giudiziale e al debitore; inoltre, è indispensabile costituirsi non più tardi di cinque giorni prima della data dell'udienza. Nello stesso termine, in cancelleria deve essere depositato il parere motivato del commissario giudiziale; anche l'atto di opposizione deve includerne i motivi. Il debitore ha diritto di presentarsi all'udienza, anche se non costituito, nel caso in cui voglia farsi ascoltare dal giudice, il quale procede - in seguito - sulla base dell'articolo 183 del codice di procedura civile stabilendo, entro i dieci giorni successivi, l'udienza davanti al collegio. 


COME SI FA

La terza fase della procedura di concordato preventivo prevede che esso venga omologato da parte di un tribunale. Quest'ultimo non esegue una verifica sostanziale a proposito del concordato, ma semplicemente una verifica formale. Ciò avviene, però, solo nel caso in cui non vengano avanzate delle opposizioni. In presenza di una opposizione, infatti, il tribunale è tenuto a seguire la richiesta di chi si oppone e a verificare che i presupposti del concordato siano regolari. Potrebbe verificarsi, tuttavia, che l'esistenza di un credito o il suo ammontare vengano contestati, al punto che le maggioranze raggiunte vengano messe in dubbio: in tale circostanza il tribunale è chiamato a verificare anche i crediti stessi. La verifica non è di tipo formale, in questo caso, ma è comunque funzionale all'accertamento della formale regolarità del concordato. Ciò vuol dire che essa non ha efficacia di giudicato, visto che si tratta di una decisione incidenter tantum che va a collocarsi in un contesto più ampio, quello del giudizio di omologazione.


CHI

Un avvocato fallimentarista.


FAQ

1. Come avviene la procedura di omologazione se le condizioni del concordato non vengono modificate?

In seguito all'approvazione del concordato da parte dei creditori, il giudice delegato riferisce il fatto al tribunale; quindi, viene fissata un'udienza in camera di consiglio, dove dovranno comparire il commissario giudiziale e le parti in causa. Risulta indispensabile che il provvedimento sia pubblicato e notificato al commissario giudiziale e ai creditori dissenzienti, se esistenti, a cura del debitore. Almeno dieci giorni prima della data in cui si svolgerà l'udienza devono costituirsi il debitore, il commissario giudiziale e tutti gli altri soggetti interessati, inclusi i creditori dissenzienti, e il commissario giudiziale è tenuto anche a depositare il proprio parere motivato. Nel corso dell'udienza davanti al tribunale, in presenza di opposizione il tribunale assume tutti i mezzi istruttori disposti di ufficio o che sono stati richiesti dalle parti, eventualmente delegando uno dei membri del collegio, per poi fornirne comunicazione al commissario giudiziale e al debitore, con decreto motivato. Il commissario giudiziale, a sua volta, ne dà notizia ai creditori, ed entro 30 giorni è possibile presentare alla corte di appello un reclamo contro la sentenza di fallimento del debitore che è stata pronunciata. 

2. Possono verificarsi delle contestazioni?

Nel momento in cui viene avanzata un'opposizione all'omologazione del concordato preventivo, questo non può essere omologato prima che l'opposizione venga presa in esame. Può succedere, in ogni caso, che un creditore di una classe dissenziente arrivi a contestare la proposta, e la relativa convenienza per lui. In tale circostanza, il tribunale è chiamato ad accertare se le alternative praticabili riescano a soddisfare il creditore in misura maggiore. Se così non fosse, il tribunale dà il la all'omologazione a dispetto dell'opposizione presentata. Le contestazioni possono verificarsi sia quando i creditori sono stati divisi in classi, sia quando i creditori non sono stati divisi in classi. 
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