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Concordato preventivo: adempimenti del liquidatore

del 05/04/2012
CHE COS'È?

Concordato preventivo adempimenti del liquidatore: definizione

Come noto, il piano sottostante ogni proposta di concordato preventivo ai sensi degli articoli 160 e seguenti del regio decreto 16 marzo 1942 n. 267 (“legge fallimentare” o “LF”) può avere il contenuto più vario, incluso un contenuto liquidatorio, ossia prevedere che la soddisfazione dei creditori avvenga con il ricavato della cessione (liquidazione) integrale dei beni dell’impresa.
In tal caso, con il decreto di omologazione del concordato, il Tribunale deve nominare uno o più liquidatori giudiziali ai quali attribuire il compito di liquidare i beni del debitore (articolo 182, comma 1, legge fallimentare).
Il numero dei liquidatori giudiziali dipende dalla complessità della procedura.
Quanto alla loro designazione non c’è invece univocità di opinioni in giurisprudenza. La Cassazione ha, dal canto suo, recentemente chiarito che la designazione del liquidatore giudiziale “può anche costituire oggetto della proposta del debitore volta a fissare le modalità di esecuzione del piano” (Cassazione 15 luglio 2011, 15699 in Diritto & Giustizia 2011, 22 settembre). In senso contrario, ossia a favore di una designazione esclusivamente ad opera del Tribunale, si sono invece espressi il Tribunale di Roma (decreto 23 luglio 2010 che ritiene la nomina da parte del debitore in insanabile contrasto con gli interessi dei creditori) e il Tribunale di Milano (decreto 27 ottobre 2011 che attribuisce al solo Tribunale la nomina dei liquidatori, salvo il diritto del debitore di “chiedere che la scelta ricada su professionisti da lui stesso indicati - magari…con previsione di rinuncia al compenso, inserita al fine di dimostrare la preferibilità e vantaggiosità economica di tale nomina”).
A seguito di alcune incertezze sorte a valle della riforma del 2005 circa la normativa applicabile al liquidatore, il legislatore è intervenuto nel 2007 per chiarire (articolo 182, comma 1, legge falimentare) che a tale ufficio si applicano gli articoli 28 (requisiti per la nomina del curatore), 29 (accettazione del curatore), 37 (revoca del curatore), 38 (responsabilità del curatore), 39 (compenso del curatore) e 116 (rendiconto del curatore) della legge fallimentare.
La competenza del liquidatore giudiziale si estende a tutti gli atti necessari o comunque connessi alla procedura di liquidazione dei beni del debitore come delineata nel piano proposto dal debitore stesso e precisato nel decreto di omologa del concordato in cui, secondo l’articolo 182, comma 1, legge fallimentare, il Tribunale deve determinare “le altre modalità della liquidazione”. Entro tale perimetro il liquidatore giudiziale gode di ampia autonomia tanto che per esempio il Tribunale non può “attribuire al Giudice delegato la facoltà di nomina dei professionisti la cui opera sia richiesta nella fase di gestione, appartenendo tale prerogativa e responsabilità al medesimo commissario liquidatore” (Cassazione 15 luglio 2011, 15699).

COME SI FA
Le attività di liquidazione debbono essere eseguite secondo procedure competitive finalizzate, attraverso un’adeguata pubblicità, a provocare la partecipazione del maggior numero possibile di interessati. Il liquidatore giudiziale può scegliere tra:
  • (a) l’esperimento di vendite giudiziali con incanto o senza incanto, dietro specifica istanza al Giudice delegato;
  • (b) l’indizione di una gara, previa comunicazione al pubblico degli elementi e delle modalità della vendita;
  • (c) la vendita a trattativa privata.
Gli atti del liquidatore giudiziale sono soggetti alla sorveglianza del commissario giudiziale e al controllo del comitato dei creditori. In particolare, secondo l’articolo 182, comma 4, legge fallimentare, le vendite di aziende e rami di azienda, beni immobili e altri beni iscritti in pubblici registri, nonché le cessioni di attività e passività inerenti all’azienda e di beni o rapporti giuridici individuabili in blocco devono essere autorizzate dal comitato dei creditori, pena la nullità dell’atto compiuto dal liquidatore giudiziale per violazione di una norma imperativa.
Al liquidatore giudiziale spetta la legittimazione a stare in giudizio (in alcuni casi a fianco del debitore) per le controversie aventi a oggetto i diritti sui beni ceduti ovvero le azioni relative al realizzo dell’attivo o alla ripartizione delle somme in favore dei creditori ovvero ancora le azioni volte all’accertamento della natura concorsuale o meno di un credito.
Le somme riscosse dal liquidatore giudiziale devono essere tempestivamente depositate presso l’istituto di credito indicato (in genere) nel decreto di omologa del concordato; eventuali utilizzi devono essere autorizzati dal Giudice delegato.
Conclusa la liquidazione dell’attivo e prima del riparto finale il liquidatore deve presentare al Giudice delegato il conto della gestione (articolo 116 legge fallimentare) che viene depositato in cancelleria e comunicato ai creditori e al debitore per le eventuali contestazioni o osservazioni.
La liquidazione si chiude con il riparto finale e la liquidazione del compenso del liquidatore ad opera del Tribunale (sulla base delle tariffe indicate nel decreto ministeriale 28 luglio 1992 n. 570 che disciplina i compensi attribuibili al curatore fallimentare).
Le somme destinate a crediti contestati, condizionali o irreperibili devono essere depositate presso l’istituto di credito indicato dal Giudice delegato su libretti di risparmio intestati a ciascun creditore.

CHI
Possono essere nominati liquidatori giudiziali gli stessi soggetti che possono assumere la carica di curatori, ossia:
  1. avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e ragionieri commercialisti;
  2. studi professionali associati o società tra professionisti, sempre che i loro soci abbiano le qualifiche professionali di cui al punto 1;
  3. coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in società per azioni, dando prova di adeguate capacità imprenditoriali e sempreché non siano stati dichiarati falliti.

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Carmen

03/08/2012 08:46:01

Bames-Sem ha accettato il concordato preventivo.
Sarà quindi prorogata la cassa integrazione di un anno per i 330 dipendenti.
Cosa succederà in seguito? I titolari sono debitori nei miei confronti di alcune mie buste paga... chi mi pagherà i miei stipendi? E, quanto varrà questo concordato? Fino alla risoluzione del debito?
Grazie per la Vs risposta.
Carmen Biella

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