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Imposte anticipate e differite


Argomento:

Bilancio

Aggiornato al 12/07/2011

CHE COS'È
Il codice civile si prefigge la rappresentazione della situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società con chiarezza ed in modo veritiero e corretto.
A differenza degli obiettivi perseguiti dalle norme del codice civile in materia di redazione del Bilancio d’esercizio, il fisco ha come obiettivo il gettito fiscale.
Le diverse finalità perseguite conducono a risultati differenti.
Le differenze possono essere definitive o temporanee: in quest’ultimo caso si generano imposte anticipate o differite.

Imposte anticipate

Si tratta di imposte pagate nell’esercizio, generate da differenze temporanee che anticipano la tassazione. Sotto il profilo civilistico sono imposte di competenza di futuri esercizi. Derivano da costi civilisticamente ammessi ma fiscalmente deducibili, in tutto o in parte, in successivi esercizi.
Tra i componenti negativi e positivi di reddito che generano imposte anticipate abbiamo:

  1. interessi passivi indeducibili per effetto del superamento del limite del 30% del ROL (Reddito Operativo Lordo);
  2. quota di spese di rappresentanza parzialmente deducibile;
  3. costi fiscalmente deducibili per cassa (compensi amministratori);
  4. rimanenze, opere, forniture e servizi di durata infrannuale, partecipazioni e titoli, con valore fiscale superiore a quello iscritto in bilancio.

Imposte differite

Si tratta di imposte che saranno pagate in futuri esercizi e sono generate da differenze temporanee che rinviano la tassazione; civilisticamente sono imposte di competenza dell’esercizio. 
Tra i componenti negativi e positivi di reddito che generano imposte differite abbiamo:

  1. ammortamenti ordinari superiori all’ammortamento civile; 
  2. ammortamento integrale di beni di imposto superiore a € 516,46 (articolo 102 Tuir - Testo Unico Imposte sul Reddito);
  3. rilevazione per cassa di costi non di competenza (contributi ad associazioni di categoria);
  4. differimento della tassazione delle plusvalenze relative a beni posseduti da più di tre anni;
  5. rivalutazione di partecipazioni.
Dott. Giovanni Sanfilippo
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo
Studio Sanfilippo Giovanni
COME SI FA
L’iscrizione in bilancio delle imposte anticipate e differite costituisce diretta conseguenza dell’applicazione del principio di competenze che sovrintende alla formazione del bilancio. La rilevazione delle imposte anticipate e differite, quindi, consente di riallineare l’utile di conto economico al reddito tassabile ai fini fiscali mediante una rettifica delle imposte liquidate nell’esercizio.
Le interferenze fiscali possono essere generate da costi e ricavi (o quote di essi), che:

  • non generano imposte anticipate o differite se si tratta di differenze positive o negative permanenti;
  • generano imposte anticipate o differite se si tratta di differenze positive o negative temporanee.

Tra i componenti positivi e negativi che non generano imposte anticipate o differite abbiamo:

  1. plusvalenze e rimborsi relativi ad autovetture ai sensi dell’articolo 164 Tuir (Testo Unico Imposte sul Reddito);
  2. proventi soggetti a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva;
  3. spese di rappresentanza indeducibili;
  4. sanzioni;
  5. costi non inerenti e spese varie indeducibili.

Per il calcolo della tassazione anticipata e differita è previsto che le stesse siano conteggiate ogni anno sulla base delle aliquote in vigore al momento in cui le differenze temporanee si riverseranno, apportando adeguati aggiustamenti in caso di variazioni di aliquota rispetto agli esercizi precedenti, purché la norma di legge che varia l’aliquota sia stata già emanata alla data di redazione del Bilancio.
Occorre inoltre verificare ogni anno se permangono le condizioni per l’iscrizione delle imposte anticipate ovvero se sussiste la ragionevole certezza del loro recupero tramite redditi positivi negli esercizi futuri.
Un approfondimento a parte meritano le perdite fiscali.
La perdita fiscale per un periodo d'imposta può essere normalmente portata a diminuzione del reddito imponibile di esercizi futuri. Il beneficio fiscale potenziale connesso a perdite riportabili non è iscritto a bilancio fino all'esercizio di realizzazione dello stesso, salvo che sussistano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • esiste una ragionevole certezza di ottenere in futuro imponibili fiscali che potranno assorbire le perdite riportabili, entro il periodo nel quale le stesse sono deducibili secondo la normativa tributaria;
  • le perdite in oggetto derivano da circostanze ben identificate, ed è ragionevolmente certo che tali circostanze non si ripeteranno. Se sussistono le condizioni indicate, il risparmio fiscale connesso a perdite riportabili sarà quindi iscritto nello stato patrimoniale tra le attività per imposte anticipate (Voce C.II. 4-ter), avendo come contropartita a conto economico un accredito della voce 22 - Imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate.
Un'imposta anticipata derivante da perdite riportabili ai fini fiscali, non contabilizzata in passato in quanto non sussistevano i requisiti per il suo riconoscimento, è iscritta nell'esercizio in cui tali requisiti emergono.
Qualora nel passivo di stato patrimoniale siano presenti imposte differite, relative a differenze temporanee tassabili in esercizi successivi, che si riverseranno nel periodo in cui le perdite riportabili saranno utilizzabili ai fini fiscali, il beneficio futuro connesso a tali predite sarà portato a deduzione dalla passività per imposte differite fino a concorrenza di tali differenze temporanee.
CHI
Il professionista a cui è opportuno rivolgersi è il commercialista.

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