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Bilancio: ratei e risconti attivi

del 20/04/2017
CHE COS'È?

Bilancio ratei e risconti attivi: definizione

I ratei attivi e passivi e i relativi risconti sono scritture di assestamento da effettuare alla fine dell’esercizio contabile per giungere alla formazione di un bilancio nel rispetto del principio della competenza economica, secondo il quale i costi e i ricavi dell’esercizio devono essere contabilizzati nel momento della loro maturazione e non nel momento dei relativi incassi o esborsi monetari.

L’art. 2423-bis del codice civile esplica il principio della competenza economica, uno dei fondamentali nella redazione del bilancio. La normativa fiscale (TUIR) ha recepito tale articolo perché il risultato d’esercizio rappresenta il punto di partenza per la determinazione del reddito d’impresa da sottoporre a tassazione. L’art. 2424 del codice civile prevede che nello Stato Patrimoniale siano indicati i ratei attivi e passivi e i risconti attivi e passivi e, a tale fine, l’art. 2424-bis quinto comma ne dà una precisa definizione.

Ratei e risconti: spiegazione

I ratei e i risconti sono trattati anche nel documento 18 dell'Organismo Italiano di Contabilità (OIC), dunque ineriscono a quote di costi o di proventi comuni a due o più esercizi.

In particolare, i ratei attivi e passivi rientrano tra le operazioni di integrazione. Hanno lo scopo di rilevare costi e ricavi di competenza dell’esercizio che si sta chiudendo ma la cui manifestazione finanziaria avverrà nell’esercizio successivo. Le operazioni di integrazione servono ad aggiungere componenti positive o negative di reddito che fino a quel momento non risultano registrati perché non ancora incassati o pagati.

I risconti attivi e passivi, invece, fanno parte delle operazioni di rettifica: servono a togliere quote di costi o ricavi che sono già stati registrati a seguito dell’incasso o del pagamento ma che sono di competenza degli esercizi futuri. Per effetto del Dlgs. 139/15, l'informativa su impegni, garanzie e passività potenziali dovrà essere fornita in Nota integrativa. 


Dott.ssa Simona Bottazzini
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano
Studio Grazia Ticozzelli & Partners

COME SI FA

La rilevazione del rateo e del risconto comporta necessariamente una fase di valutazione. Il loro importo è determinato attraverso la ripartizione del provento o del costo allo scopo di stabilire la quota di competenza dell’esercizio in corso e quella da rinviare agli esercizi successivi.

Tale ripartizione viene effettuata tramite il conteggio effettivo dei giorni che intercorrono tra l’inizio degli effetti economici e la fine dell’esercizio, e dall’inizio dell’esercizio successivo fino alla data di termine degli effetti economici del provento o costo che si sta analizzando.  

Di seguito, a titolo esemplificativo, si elencano alcune situazioni che tipicamente danno origine a ratei attivi e passivi e a risconti attivi e passivi. 

Risconto e rateo attivo, esempio

In questo caso abbiamo un costo già rilevato nell’esercizio in esame ma parzialmente o totalmente di competenza dell’esercizio successivo. Si pensi, ad esempio, a premi di assicurazione, canoni di locazione o canoni di manutenzione periodica che normalmente vengono pagati anticipatamente. Dobbiamo quindi procedere allo storno della quota di costo di competenza dell’esercizio futuro mediante la seguente registrazione:

Dare: Risconti attivi.
Avere: Spese di assicurazione (o canone di locazione).

Nel caso di spese per assicurazione, la determinazione dell’importo da rilevare come risconto avviene nel seguente modo: supponiamo di aver pagato in data 31/10/2010 un premio assicurativo di euro 1.000 relativo al periodo 31/10/2010 – 30/04/2011, la quota da registrare come risconto corrisponde ai 120/182 cioè euro 659,28 relativa al periodo 1/1/2011 – 30/04/2011.

Risconto e rateo passivo, esempio

In questo caso abbiamo un ricavo già contabilizzato ma di competenza dell’anno successivo, come accade con i canoni di locazione attivi. Dobbiamo rinviare all’esercizio successivo la relativa quota del ricavo attraverso la seguente registrazione:

Dare: Ricavi per canoni di locazione.
Avere: Risconti passivi.

Se abbiamo incassato in data 1/12/2010 a titolo di canone di locazione per il periodo 1/12/2010 – 28/02/2011 euro 10.000, l’importo da registrare come risconto passivo ammonta a euro 6.555,55 pari ai 59/90 del periodo 1/1/2011 – 28/02/2011.

Con il rateo attivo siamo in presenza di quote di ricavi di competenza dell’esercizio però esigibili in esercizi futuri. Si pensi al caso in cui una società abbia in essere un finanziamento con liquidazione degli interessi posticipata. Bisognerà integrare i ricavi registrando la quota degli interessi maturata fino al termine dell’esercizio in corso anche se incassati nel esercizio successivo mediante la seguente registrazione:

Dare: Ratei attivi.
Avere: Interessi attivi su finanziamenti.

Supponendo che gli interessi da ricevere per il periodo 30/09/2010 – 31/03/2011 ammontino a euro 5.000, l’importo del rateo da registrare al 31/12/2010 ammonta a euro 2.527,42 pari ai 92/182 dell’importo totale.

Il rateo passivo si riferisce a componenti negative di competenza dell’esercizio che saranno pagati in quello successivo, ad esempio per interessi passivi per mutui con pagamento della rata periodica posticipato. In tal caso si dovrà rilevare la quota di interessi a carico dell’esercizio in corso con la seguente registrazione:

Dare: Interessi passivi su mutuo.
Avere: Ratei passivi.

In caso di rata con pagamento posticipato per il periodo 1/11/2010 – 31/01/2011 con interessi passivi ammontanti a euro 800, l’importo da registrare come rateo passivo ammonta a euro 530,39 pari ai 61/92 dell’importo totale.


CHI
La determinazione e la registrazione dei ratei e risconti attivi e passivi è compito di chi gestisce la contabilità di un’impresa; possono essere fatte in sede di registrazione contabile o alla fine dell’esercizio da chi si occupa della redazione del bilancio.

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