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Piccoli imprenditori: fallibilità

del 13/06/2011
CHE COS'È?

Piccoli imprenditori fallibilità: definizione

A norma dell’articolo 1 della Legge Fallimentare (Regio decreto 16 marzo 1942, n. 267) sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo i piccoli imprenditori esercenti un’attività commerciale in forma individuale o collettiva che alternativamente: 
  1. hanno effettuato investimenti per un importo superiore ai 300.000,00 Euro; 
  2. hanno realizzato, in qualunque modo, ricavi lordi medi nell'ultimo triennio o dall'inizio dell’attività se di durata inferiore, per un importo complessivo di 200.000,00 Euro.
Dott. Giovanni Sanfilippo
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Palermo
Studio Sanfilippo Giovanni

COME SI FA
L’introduzione di questa accezione quantitativa di piccolo imprenditore ha fatto sorgere in capo a questi ultimi dubbi interpretativi che riguardano: 

Significato di investimento di capitale nell'impresa: ai nostri fini, il valore del capitale investito coincide con il totale dello stato patrimoniale risultante dai dati contabili al lordo dei fondi di ammortamento e svalutazione. Al fine di rappresentare in maniera veritiera la situazione patrimoniale dell’azienda e per necessità di certezza e celerità della istruttoria prefallimentare il totale dell’Attivo, come individuato nel punto precedente, è maggiorato del costo storico sostenuto per i beni strumentali concessi in leasing, comodato, noleggio e locazione.

Significato di ricavi lordi medi: l’inciso del legislatore “in qualunque modo risulti”, potrebbe far ritenere che in sede fallimentare si debbano guardare i ricavi effettivi, evincibili non solo dai dati esposti nelle risultanze contabili civili (bilancio) e fiscali (dichiarazioni/registri), ma anche dai dati effettivi “più o meno ufficiali” ed in qualunque modo dimostrabili. 

Identificazione del periodo temporale di riferimento: il legislatore si è limitato ad indicare il riferimento temporale solo per la valorizzazione dei ricavi e non ha individuato l’epoca a cui la valutazione del capitale investito debba essere riferita. Dal momento che il secondo parametro per la qualificazione di piccolo imprenditore prende come riferimento i ricavi medi degli ultimi tre anni, pare ragionevole ritenere che l’indagine per il calcolo del capitale investito possa essere riferita agli ultimi tre anni in virtù di un corretto principio di omogeneità ed analogia. 

Individuazione dei documenti utili per valorizzare i parametri suddetti in base alla tipologia dei soggetti fallibili (società di capitali, società di persone, ditte individuali): si rammenta che in sede di istruttoria prefallimentare il Giudice Delegato provvede senza indugio e nel rispetto del contraddittorio all'ammissione ed all’espletamento dei mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti d’ufficio, ex articolo 15 legge Fallimentare, pertanto, i valori si desumono: 
  • Società di capitali non quotate
    • bilanci CEE (composti da Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa); 
    • ultima situazione economica patrimoniale finanziaria aggiornata (bilancio di verifica); 
    • registro cespiti ammortizzabili13 (Decreto Presidente della Repubblica 600/73 articolo 14 e seguenti). In alternativa alla tenuta del registro le annotazioni obbligatorie possono essere effettuate sui libri inventari ex articolo 2 Decreto Presidente della Repubblica 695/96 e sul libro giornale ex articolo 12 Decreto Presidente della Repubblica 435 2001); 
    • libro inventari14 (articoli 2214 -2217 codice civile); 
    • fascicolo Dichiarazione Fiscale Unico (USC), compresa la dichiarazione Iva.
     
  • Società di persone e ditte individuali in regime di contabilità ordinaria
    • bilanci che non sono in forma CEE (composti da Stato patrimoniale e Conto Economico e non sono depositati presso il registro imprese); 
    • ultima situazione economica patrimoniale finanziaria aggiornata; 
    • registro cespiti ammortizzabili; 
    • libro inventari; 
    • fascicolo Dichiarazioni Fiscali - Unico Società di Persone (USP) oppure Unico Persone Fisiche (UPF) compresa la dichiarazione Iva.
     
  • Società di persone e le ditte individuali in regime di contabilità semplificata
    • dato che non è obbligatoria la redazione di alcun bilancio di esercizio, non è obbligatoria la tenuta del libro inventari e del libro giornalmastro si dovrà ricorrere ad esaminare documenti extra contabili quali elenco crediti/debiti; prospetto aggiornato della situazione patrimoniale; visure da catasto/conservatoria immobiliare e registro P.R.A.; 
    • registri tenuti ai fini IVA, in particolare registro acquisti; 
    • registro cespiti ammortizzabili; 
    • fascicolo Dichiarazioni Fiscali - Unico Società di Persone (USP) ovvero dichiarazione Unico Persone Fisiche (UPF) compresa la dichiarazione Iva.

CHI
L’articolo 2083 del codice civile definisce piccolo imprenditore “colui che svolge un’attività commerciale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei propri familiari”.
Il legislatore nel novellare l’articolo 1 della Legge Fallimentare introduce per individuare il piccolo imprenditore fallibile un criterio quantitativo che contrasta con i criteri civilistici di tipo qualitativo. Assimilando gli esercenti un’attività commerciale in forma individuale con chi la esercita in forma collettiva. 
Si ricorda, infine, che l’articolo 15 della Legge Fallimentare di fatto introduce un ulteriore limite di indebitamento minimo pari ad Euro 30.000,00 al di sotto del quale il soggetto non può essere dichiarato fallito.

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

Michele

19/03/2013 07:28:54

Buongiorno,
vorrei sapere se una persona che svolge attività dipendente (militare), oppure un libero professionista (avvocato), possa essere ritenuto assoggettabile a fallimento.
Grazie

risposta del Professionista

19/03/2013 12:59:42

In entrambi i casi si è soggetti alle norme sul fallimento. Le stesse riguardano gli imprenditori commerciali che abbiano specifici parametri dimensionali riferiti agli investimenti effettuati ed ai ricavi prodotti.

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