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Espropriazione forzata presso terzi

del 19/07/2016
CHE COS'È?

Espropriazione forzata presso terzi: definizione

L'espropriazione forzata presso terzi è una delle possibilità a disposizione dei creditori che intendono soddisfare le proprie pretese aggredendo i beni del debitore. Si tratta, come si può intuire, di un pignoramento che riguarda i beni del debitore che rientrano nella disponibilità del terzo. L'istituto è disciplinato dall'art. 543 del C.P.C., che prevede due ipotesi diverse: quella in cui il debitore vanti dei crediti rispetto al terzo e quella in cui il terzo possieda dei beni che appartengono al debitore.


COME SI FA

Quali sono i requisiti da rispettare per l'atto di espropriazione forzata?

L'atto di espropriazione forzata che viene notificato al debitore e al terzo deve comprendere un'ingiunzione a non commettere atti dispositivi sui crediti e sui beni che devono essere pignorati, secondo quanto stabilito dall'art. 492 del C.P.C. Non solo: nello stesso atto devono essere indicate le somme e le cose dovute, almeno in linea generica, unitamente all'intimazione al terzo di non disporre di quelle somme e di quelle cose, a meno che ciò non venga ordinato dal giudice. Sempre nell'atto di espropriazione forzata deve essere indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata del creditore; occorre, poi, fornire la dichiarazione di residenza nel Comune in cui si trova il tribunale competente in merito. L'ultimo requisito che deve essere rispettato riguarda la citazione del debitore chiamato a comparire davanti al giudice competente, tenendo conto del termine dilatorio di pignoramento. Il terzo deve essere invitato a rendere conto al creditore entro dieci giorni.


CHI

L'ufficiale giudiziario.


FAQ

1. Quali sono i termini per l'iscrizione a ruolo del pignoramento?

Al creditore deve essere consegnato l'originale dell'atto di citazione il prima possibile, subito dopo l'esecuzione dell'ultima notificazione. Dopodiché il creditore è tenuto a depositare la nota di iscrizione a ruolo presso la cancelleria del tribunale competente, con copie del precetto, del titolo esecutivo e dell'atto di citazione, non più tardi del trentesimo giorno seguente la consegna. Nel caso in cui non venissero rispettati tali termini, il pignoramento perde di efficacia.

2. Quali sono gli obblighi del terzo pignorato?

L'art. 547 del C.P.C. stabilisce che il terzo è tenuto a rendere una dichiarazione al creditore precedente tramite posta elettronica certificata o raccomandata con ricevuta di ritorno, eventualmente con la mediazione del difensore munito di procura speciale o del procuratore speciale: in questa dichiarazione devono essere indicate le somme e le cose di cui è debitore. Inoltre, è necessario specificare la data della consegna e del pagamento, così come le cessioni già accettate e i sequestri effettuati in precedenza. Nel caso in cui dovessero sorgere delle contestazioni sulla dichiarazione, il giudice provvede con ordinanza, su istanza di parte, dopo avere eseguito gli accertamenti del caso: lo stesso avviene se non è possibile identificare con precisione i beni del debitore o il credito in seguito a una mancata dichiarazione del terzo.

3. Esistono dei crediti che non possono essere sottoposti a espropriazione forzata?

Sì, ci sono dei crediti del debitore nei confronti del terzo che non possono essere espropriati: rientrano in questa categoria, in particolare, i crediti alimentari, a meno che non si tratti di cause di alimenti, e i crediti che sono dovuti da istituti di beneficenza, da enti di assistenza o da casse di assicurazione per un funerale, per una malattia o per una maternità. Inoltre, sono impignorabili anche i crediti che riguardano i sussidi di sostentamento per soggetti che rientrano negli elenchi dei poveri. 
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