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Fallimento: dichiarazione

del 23/03/2012
CHE COS'È?

Fallimento dichiarazione: definizione

La sentenza mediante la quale si apre la procedura fallimentare è emessa dal Tribunale del luogo dove l'imprenditore ha la sua sede principale.
Con la sentenza di fallimento vengono nominati il Giudice delegato e il curatore, viene ordinato al fallito il deposito, entro tre giorni, dei bilanci e delle scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonché dell'elenco dei creditori.
Altresì, la sentenza stabilisce il luogo, il giorno e l'ora dell’adunanza in cui si procederà all'esame dello stato passivo, entro il termine perentorio di non oltre centoventi giorni dal deposito della sentenza, ovvero centottanta giorni in caso di particolare complessità della procedura.
Da ultimo, la sentenza assegna ai creditori e ai terzi che vantano diritti reali o personali su cose in possesso del fallito, il termine perentorio di trenta giorni prima dell'adunanza dei creditori per la presentazione in cancelleria delle domande di insinuazione.
La sentenza di fallimento produce i suoi effetti dalla data della pubblicazione ai sensi dell'articolo 133, comma 1, codice di procedura civile.
Gli effetti nei riguardi dei terzi si producono dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese.

 


COME SI FA

Il procedimento per la dichiarazione di fallimento si svolge dinanzi al Tribunale in composizione collegiale con le modalità dei procedimenti in camera di consiglio.
Il Tribunale convoca, con decreto apposto in calce al ricorso, il debitore e i creditori istanti per il fallimento; nel procedimento interviene il pubblico ministero che ha assunto l'iniziativa per la dichiarazione di fallimento.
Il decreto di convocazione è sottoscritto dal presidente del Tribunale o dal Giudice relatore se vi è delega alla trattazione del procedimento. Tra la data della notificazione, a cura di parte, del decreto di convocazione e del ricorso e quella dell'udienza deve intercorrere un termine non inferiore a quindici giorni.
Il decreto contiene l'indicazione che il procedimento è volto all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento e fissa un termine non inferiore a sette giorni prima dell'udienza per la presentazione di memorie e il deposito di documenti e relazioni tecniche.
Il Tribunale, ad istanza di parte, può emettere i provvedimenti cautelari o conservativi a tutela del patrimonio o dell’impresa oggetto del provvedimento, che hanno efficacia limitata alla durata del procedimento e vengono confermati o revocati dalla sentenza che dichiara il fallimento, ovvero revocati con il decreto che rigetta l'istanza.


CHI

Non possono essere dichiarati falliti gli imprenditori che dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti:

  1. aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore a euro 300.000;
  2. aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a euro 200.000;
  3. avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore a euro 500.000.


FAQ

Esiste una soglia debitoria per la dichiarazione di fallimento?

Non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se l'ammontare dei debiti scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell'istruttoria prefallimentare è complessivamente inferiore a euro 30.000.
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