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Fallimento: revocazione del credito

del 29/03/2012
CHE COS'È?

Fallimento revocazione del credito: definizione

Al fine di garantire i diritti dei creditori del fallito, il legislatore ha previsto che il curatore fallimentare può proporre azioni dirette al recupero dei beni usciti dal patrimonio del debitore in base ad atti inopponibili ai creditori stessi per inosservanza delle formalità all'uopo prescritte o in base ad atti inefficaci perché pregiudizievoli ai loro diritti: in particolare, fra l’altro, è stata prevista la possibilità di poter richiedere la revoca dei pagamenti di debiti pecuniari scaduti ed esigibili non effettuati con mezzi normali di pagamento, se compiuti nell’anno anteriore alla dichiarazione di fallimento.
La giurisprudenza prevalente definisce mezzi normali di pagamento il denaro, i bonifici bancari, gli assegni circolari e bancari, le cambiali e i vaglia cambiari: ogni altra forma di pagamento, quindi, è ritenuta anomala e quindi potenzialmente soggetta all’azione revocatoria.
Tra le ipotesi più comuni di pagamenti con mezzi anomali sono da ricomprendere la datio in solutum, ovvero l’estinzione dell’obbligazione attraverso una prestazione sostitutiva di natura diversa da quella convenuta, la restituzione parziale al venditore dei beni oggetto del contratto di compravendita imputata a pagamento delle pregresse e residue obbligazioni, la cessione di credito con funzione solutoria, il mandato in rem propriam all’incasso di crediti, la compensazione convenzionale, la delegazione passiva di pagamento, la cessione di polizze di pegno, la cessione di beni ai creditori, il mutuo contratto per estinguere preesistenti passività, i pagamenti effettuati dal terzo, sia con denaro del fallito che con denaro proprio ove venga successivamente esercitatoil diritto di rivalsa, i versamenti in conto corrente con effetto solutorio, le anticipazioni di crediti non ancora scaduti, eccetera.
Sono revocabili, inoltre, i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili compiuti nei sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento se il curatore prova che l’altra parte conosceva lo stato d’insolvenza del debitore.

COME SI FA
Il curatore, una volta che ha verificato l’esistenza delle condizioni espressamente richieste dalla legge per esperire l’azione revocatoria, e cioè che si è in presenza di un pagamento anomalo ovvero di un pagamento disposto in favore di chi aveva conoscenza dello stato di insolvenza del debitore e che lo stesso è stato effettuato nel periodo sospetto e cioè rispettivamente nell’anno ovvero nei sei mesi antecedenti alla dichiarazione di fallimento, invita chi ha beneficiato del pagamento anomalo a restituire le somme incassate.
Qualora tale richiesta dovesse restare senza alcun riscontro, il curatore, dopo aver ottenuto dal Giudice delegato l’autorizzazione a promuovere azione revocatoria nei confronti di chi ha ricevuto i pagamenti revocabili, può promuovere formale azione revocatoria con atto di citazione innanzi al Tribunale competente.

CHI
L’azione revocatoria fallimentare, contrariamente a quella ordinaria, può essere proposta solo dal curatore fallimentare previa autorizzazione del Giudice delegato: in nessun caso tale azione può essere intentata direttamente dai creditori del fallito e/o da qualunque altro soggetto portatore di un qualunque altro diritto verso il fallito stesso.
Il Tribunale adito, se ritiene esistenti i presupposti espressamente previsti dall’articolo 67 della legge fallimentare, dichiara, con sentenza, inefficace il pagamento contestato nei confronti del fallimento e conseguentemente condanna il convenuto alla restituzione dell’importo incassato in favore della curatela, disponendo anche in ordine all’eventuale condanna o compensazione delle spese di giudizio.

FAQ

Se viene revocata la cessione di beni ad un creditore ed i beni non sono restituibili in natura cosa succede?

Chi ha ricevuto i beni sarà tenuto al pagamento dell’equivalente in denaro determinato in base al valore del bene al momento della stipula del negozio revocato.

E’ revocabile la cessione di credito posta in essere a fronte di una contestuale anticipazione bancaria utilizzata per ripianare uno scoperto di conto corrente?

Sì, perché il ripianamento dello scoperto di conto corrente è stato realizzato mediante un pagamento anomalo.

Da quando decorre il periodo sospetto?

Per la decorrenza del periodo sospetto bisogna far riferimento al momento in cui il creditore ha ottenuto l’effettivo soddisfacimento.

Sono revocabili i pagamenti effettuati in favore dell’Erario?

No sei i pagamenti si riferiscono ad imposte già scadute, altrimenti sono revocabili come tutti gli altri crediti.

Il pagamento disposto in favore di professionisti per l’accesso ad una procedura concorsuale di amministrazione concordata o concordato preventivo possono essere revocati qualora sopravvenga la dichiarazione di fallimento?

No, in quanto il legislatore con le note modifiche introdotte con la legge n. 80/2005, ha espressamente escluso la revocabilità di tali pagamenti.

I termini stabiliti dalla legge fallimentare per stabilire il periodo sospetto sono perentori?

Sì, le operazioni effettuate oltre i termini indicati dall’articolo 67 della legge fallimentare non sono più revocabili.
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