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Relazione di revisione

del 04/10/2011
CHE COS'È?

Relazione di revisione: definizione

La relazione di revisione è il documento con il quale il revisore legale – o la società di revisione – incaricato del controllo contabile di una società, esprime il giudizio sul bilancio.
L’espressione del giudizio del revisore deve essere espresso in ordine all’attendibilità dei valori iscritti a bilancio e non anche alla veridicità e correttezza, che rimane compito e dovere tipico dell’organo di governo dell’impresa (amministratore unico o consiglio di amministrazione).
Il giudizio sul bilancio rilasciato dal revisore legale – o dalla società di revisione – può essere favorevole, può contenere rilievi dovuti a errata applicazione dei principi contabili, rilievi dovuti a situazioni di incertezza, contenere richiami di informativa, non escludendosi anche il giudizio negativo o l’impossibilità di esprimere un giudizio.

Rag. Walter Flavio Camillo
Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e Brianza
Studio Camillo

COME SI FA
La relazione si compone di un paragrafo introduttivo che identifica i conti sottoposti al vaglio dell’organo di controllo indicando quali sono stati i principi adottati ed esprimendo un giudizio sul bilancio che può avere dei rilievi in merito ai fatti di gestione e anche indicare una difformità e non coerenza tra la relazione sulla gestione redatta dagli amministratori ed i fatti rilevati di bilancio.
L’attuale normativa, che si applica alle società non quotate a decorrere dal 7 aprile 2010, non ha introdotto sostanziali novità rispetto alla previgente disciplina. Con l’intervenuta abrogazione dell’articolo 2409-ter del codice civile è venuto meno l’obbligo di tenuta dell’“apposito libro” (o registro della revisione contabile), tuttavia, è stata segnalata l’introduzione, nei confronti del soggetto incaricato della revisione (compreso, il collegio sindacale), dell’obbligo di conservare i documenti e le carte di lavoro per dieci anni dalla data della relazione di revisione (articolo 14, comma 6, decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39).
Questo riferimento temporale assume, peraltro, specifica rilevanza in tema di responsabilità del revisore poiché il termine quinquennale per l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti del revisore decorre ora dalla data della relazione di revisione sul bilancio d’esercizio (o consolidato) emessa al termine dell’attività di revisione cui si riferisce l’incarico, e non più dalla data di cessazione dell’incarico stesso (articolo 15, comma 3, decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39).

CHI
Il giudizio sul bilancio viene rilasciato dal revisore legale – o dalla società di revisione – con una relazione redatta preventivamente all’approvazione del bilancio di esercizio, o del bilancio consolidato, e messa a disposizione dei soci prima dell’assemblea di approvazione del bilancio medesimo.
Il revisore legale – o la società di revisione – è responsabile della verità delle attestazioni e conserva copia dei documenti e delle carte di lavoro utilizzate per esprimere il proprio giudizio sul bilancio di esercizio, e/o sul bilancio consolidato.
Il revisore legale – o la società di revisione – è tenuto, inoltre, a segnalare se nell’ambito e nello svolgimento dell’incarico siano sorti eventuali impedimenti nell’esecuzione dell’attività.

FAQ

Le norme contenute nel decreto legislativo n. 39/2010 in materia di revisione contabile riguardano anche il collegio sindacale?

ll decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 ha rinominato la sezione IV bis n. 4, capo V del libro quinto del codice civile sostituendo la precedente rubrica “del controllo contabile” con l’attuale formulazione “della revisione legale dei conti”, conseguentemente i revisori contabili sono ora denominati “revisori legali”.Le disposizioni trovano applicazione anche nei confronti del collegio sindacale ove questo sia incaricato della revisione legale dei conti (già denominata revisione contabile).

Il collegio sindacale incaricato anche della revisione legale è obbligato a riportare nei verbali delle verifiche periodiche, trascritti nel libro delle adunanze, le risultanze delle attività di controllo contabile?

Per effetto dell’abrogazione dl registro della revisione contabile, prima specificatamene previsto dall’articolo 2409-ter del codice civile, anche il collegio sindacale è tenuto a basare la propria attività sui documenti e sulle carte di lavoro. Tuttavia a norma ha abrogato un obbligo, non ha introdotto un divieto. Nulla impedisce al collegio sindacale di dare menzione nei propri verbali dell’attività di revisione legale effettuata, anzi: è consigliabile tenere traccia delle verifiche effettuate.

Nel caso di collegio sindacale incaricato anche del controllo contabile, la relazione di revisione della revisione deve essere redatta separatamente dalla relazione prevista dall’articolo 2429 del codice civile?

Non è necessario che il collegio sindacale incaricato anche del controllo legale predisponga due diversi documenti.La relazione ai soci può essere unica ma suddivisa in due distinti paragrafi: la prima parte sarà denominata “relazione del Collegio Sindacale sull’attività di revisione legale ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo n. 39/2010” e conterrà il giudizio sul bilancio basato sull’attività di revisione; la seconda parte sarà denominata “giudizio del Collegio Sindacale sull’attività svolta, resa ai sensi dell’articolo 2429, secondo comma, codice civile” riferendo all’assemblea sui risultati e sull’opera svolta in ottemperanza degli obblighi di vigilanza previsti dal primo comma dell’articolo 2403 del codice civile.
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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

mario

09/10/2013 12:04:39

Il CdA in fase di approvazione del bilancio da sottoporre all'assemblea chiede al revisore esterno (caso di rev.volontaria) la sua relazione definitiva prima dell'approvazione definitiva idem per la relazione del collegio sindacale. Ma il rev.esterno dichiara che la sua relazione definitiva sarà rilasciata dopo l'approvazione del bilancio da parte del CdA. Di conseguenza il Cda rischia di approvare il bilancio senza conoscere eventuali rilevi del rev.esterno che potrebbero, se condivisi, far cambiare il documento. In sostanza il rev.esterno quando è obbligato a rilasciare la rel.definitiva? In pratica il Cda potrebbe discutere un bilancio senza il parere "ufficiale" del rev.esterno.....è possibile ?

risposta del Professionista

09/10/2013 16:50:04

Egregio Signor Martone,
considero preliminarmente che esistono se due organi (il collegio sindacale + il revisore) e considerato che la revisione è volontaria, anche la nomina del collegio sindacale risulta tale.
Stando alla lettera della norma ciò che Lei descrive è possibile infatti: gli artt. dal 2423 al 2427-bis C.C. normano il contenuto del bilancio, l'art. 2428 C.C. norma il contenuto della relazione sulla gestione (che "completa" il bilancio) mentre la fase procedurale inizia con l'art. 2429 C.C. che recita: "Il bilancio deve essere comunicato dagli amministratori al collegio sindacale e al soggetto incaricato della revisione legale dei conti, con la relazione, almeno trenta giorni prima di quello fissato per l'assemblea che deve discuterlo".
Pertanto l'iter è chiaro: 1) redazione del bilancio, 2) redazione della relazione, 3) consegna agli organi di controllo; solo dopo l'avvenuto ricevimento del bilancio (e, quindi, anche della delibera del C.d.A.) il collegio sindacale ed il revisore legale sono obbligati alla redazione delle relazioni di rispettiva competenza da depositare presso la sede della società nei quindici giorni antecedenti l'assemblea.

Tuttavia - anche per le criticità economiche che stiamo tutti attraversando - ritengo che la collaborazione e lo spirito di squadra debbano prevalere, pur nel rispetto dei diritti dei rispettivi ruoli.
Il collegio sindacale ed il revisore, ai sensi dell'art. 2409-septies C.C., "si scambiano tempestivamente le informazioni rilevanti per l'espletamento dei rispettivi compiti" - devono averlo fatto, almeno una volta nel corso dell'esercizio.
Il revisore legale non ha che 4 possibilità in relazione al bilancio: 1) giudizio positivo; 2) giudizio positivo con rilievi; 3) giudizio negativo e 4) non espressione del giudizio non essendo stato posto nelle condizioni di operare.
Orbene, ritengo (le Best Practice impongono) che il revisore legale ne abbia fatto cenno al collegio sindacale e - in caso abbia prospettato un giudizio negativo - abbia illustrato ai sindaci le motivazioni che stanno alla base di tale posizione.
Di converso, in ipotesi di non espressione del giudizio, il revisore legale deve aver sollecitato il consiglio di amministrazione in corso d'esercizio facendo ben presente di non essere stato messo nelle condizioni di effettuare la revisione e chiedendo esplicitamente e perentoriamente di poter eseguire tutte le verifiche richieste dalla legge, con la previsione di ciò che potrebbe succedere diversamente senza la collaborazione dell'organo di governo: l'impossibilità di esprimere il proprio giudizio.
Se non l'avesse fatto (tutto può succedere...) sarebbe il revisore legale in difetto.

Le consiglio di convocare una riunione informale tra tutte le parti interessate (C.d.A, collegio sindacale e revisore) per chiarire in modo franco le rispettive posizioni con l'intento di trovare una soluzione coerente ancorché nel rispetto delle rispettive competenze.
Sono convinto che - al di là della norma e della prassi - il buonsenso possa (e debba) sempre prevalere.

Gabriele

07/04/2014 09:44:31

Cosa fare quando un Revisore dei conti( che è anche collegio sindacale) non vuole approvare la bozza di bilancio approvata regolarmente da CdA di una coop. a r.l.
Dobbiamo cambiare la bozza, anche se fuori termine?
Conseguenze?
Oppure dobbiamo andare in Assemblea con la prima bozza del CdA e parere negativo dei Revisori?

risposta del Professionista

17/04/2014 15:43:58

Il Consiglio di amministrazione "delibera" il bilancio che viene poi "approvato" dall'assemblea dei Soci.
Una volta deliberato (dal C.d.A.) il bilancio deve essere rimesso all'organo di vigilanza (in questo caso al Collegio sindacale) per le relazioni di spettanza dello stesso.
L'organo di vigilanza emette il proprio parere che può essere:
- favorevole;
- favorevole con richiami di informativa;
- contrario.
Da quello che si desume dalla Sua domanda, sembra che il Collegio Sindacale sia contrario.
Naturalmente bisognerebbe verificare le ragioni poste a base dell'espressione del parere da parte del Collegio.
Evidentemente, se queste ragioni (come si può immaginare) sono dettagliate, sarebbe meglio rivedere la bozza di bilancio prima di andare in assemblea, poiché non rimuovere tutte o alcune censure operate dal Collegio sindacale significherebbe esporsi alla non approvazione del bilancio da parte dell'assemblea dei Soci.
Con il rischio, quindi, di dover comunque ricominciare da capo.
Le consiglio vivamente di collaborare con il Collegio sindacale per rimuovere con immediatezza le problematiche che lo stesso collegio ha rilevato.
Cordialità.

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