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Controllo contabile legale dei conti

del 12/11/2012
CHE COS'È?

Controllo contabile legale dei conti: definizione

La revisione legale dei conti consiste in un processo articolato che attraverso varie attività di controllo contabile, di verifica del sistema di controllo interno e dei processi informativi e decisionali  porta ad accertare con ragionevole sicurezza se il bilancio sia redatto in conformità al quadro normativo di riferimento e senza errori significativi.

Tale giudizio sull’attendibilità del bilancio non rappresenta tuttavia una garanzia di futuro funzionamento e continuità dell’impresa.

IL D.Lgs. n. 39/2010, pubblicato nella GU del 23.03.2010, in vigore dal 07.04.2010, ha modificato la disciplina dell’attività di revisione raccogliendo in un unico testo normativo le disposizioni in materia di revisione contabile che prima erano sparse tra codice civile, D.Lgs. 27/01/1992 n.88 e norme speciali per le società quotate ed ha stabilito che la revisione legale debba essere svolta in base ai principi di revisione adottati dalla Commissione Europea.

In attesa che la Commissione Europea completi il processo di traduzione e adozione degli Isa, la revisione legale in Italia viene effettuata sulla base dei principi di revisione emanati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

E’ da precisare che la maggior parte dei principi di revisione utilizzati costituiscono una traduzione, con limitate modifiche, dei corrispondenti Isa pre-clarified al fine di adattarli ad alcune peculiarità dell’ordinamento giuridico italiano. Questi principi italiani hanno assunto anche la stessa numerazione dei principi Isa.

In ogni caso bisogna notare che, con la nuova normativa, viene definitivamente chiarito che l’inosservanza dei principi di revisione determina ora in modo automatico la responsabilità del revisore.


COME SI FA

Il processo di revisione legale individua tre momenti fondamentali:

1. La pianificazione della revisione

2. L’esecuzione delle verifiche

3. L’espressione del giudizio

1. La pianificazione della revisione inizia con l’accettazione di un nuovo cliente o la continuazione di un incarico già conferito e si sostanzia nella predisposizione di un documento-lista di analisi dei rischi, nell’emissione dell’attestazione di indipendenza e nella sottoscrizione della lettera di incarico.

Segue quindi la pianificazione della revisione vera e propria che consiste nel definire un quadro generale del piano di revisione attraverso la formalizzazione scritta delle procedure di revisione da attuare e nella stesura di prospetti illustrativi del calcolo della significatività.

I due momenti che si ritengono fondamentali della fase di pianificazione del lavoro sono da un lato, l’identificazione e valutazione dei rischi di errori significativi e, dall’altro, la determinazione della soglia di significatività. La significatività rappresenta il valore monetario che costituisce la soglia al di sopra della quale un eventuale errore sarebbe in grado di influenzare le decisioni dei terzi; la significatività e il rischio di revisione sono tra loro inversamente proporzionali: ad un rischio di revisione basso corrisponde un livello di significatività elevato.

La significatività dovrà essere determinata sia per il bilancio nel suo complesso, sia con riferimento alle singole voci di bilancio (significatività operativa o materialità).

2. L’esecuzione delle verifiche consiste nell’attuare le varie procedure di revisione in funzione dei rischi pre-individuati e si sostanzia nella compilazione delle carte di lavoro.

Le carte di lavoro rappresentano la documentazione del lavoro svolto ed in particolare documentano le verifiche in dettaglio eseguite, le procedure di campionamento adottate, le verifiche compiute attraverso l’osservazione (inventario di magazzino ad esempio),  le discussioni con la direzione aziendale e gli organi di governance, le conclusioni del lavoro (memorandum conclusivo) e la risoluzione di eventuali  errori riscontrati.

Le carte di lavoro sono di proprietà del revisore che ha l’obbligo di conservazione per un periodo di 10 anni dalla data di emissione della relazione di revisione.

3. L’espressione del giudizio è la fase finale del processo di revisione e si sostanzia nella emissione della relazione di revisione attraverso la quale si comunicano ai destinatari del bilancio le conclusioni del revisore. Il giudizio formulato potrà essere senza rilievi, con rilievi oppure il revisore potrà anche trovarsi nella impossibilità per varie motivazioni ad esprimere il giudizio sul bilancio.


CHI

La revisione legale è riservata ai soggetti iscritti in un apposito Registro (articolo 2 del decreto).Tali soggetti possono essere persone fisiche oppure società. La novità del D.Lgs. 39/2010 consiste anche nell’introduzione di un nuovo unico Registro dei revisori.

Secondo la direttiva comunitaria e il relativo decreto attuativo, i revisori dovranno rispettare i principi di deontologia professionale e di indipendenza, nonché i principi di revisione indipendentemente dal soggetto incaricato dell’audit e dal tipo di società sottoposta a revisione.

L’incarico ha la durata di tre esercizi con scadenza alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio dell’incarico.

Per quanto concerne i soggetti destinatari dell’attività di revisione legale si evidenzia che:

-nelle S.r.l. dove è previsto l’obbligo del collegio sindacale, l’attività di revisione legale è attribuita allo stesso collegio, salvo che l’atto costitutivo non disponga diversamente e permetta ai soci di scegliere un revisore esterno (o una società di revisione) per lo svolgimento di tale attività.

-nelle S.p.a. invece, la revisione legale dei conti deve essere esercitata da un revisore legale o da una società di revisione.

Tuttavia, lo statuto delle S.p.a., nei casi in cui tali società non siano tenute alla redazione del bilancio consolidato oppure non rientrino nella definizione di ente di interesse pubblico, può prevedere che la revisione legale sia esercitata dal collegio sindacale.


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