Il Professionista su misura per te
o richiedi una
Chiedi una Consulenza o Preventivo Gratuito

Responsabilità medica: assicurazione

del 16/06/2011
CHE COS'È?

Responsabilità medica assicurazione: definizione

Qualunque esercente arti o professioni e, quindi, anche coloro che operano nel settore della sanità dovrebbero avere un’idonea copertura assicurativa.
Tale normale regola di prudenza dovrebbe altresì trasformarsi in obbligo giuridico e ciò, sia per la tutela personale del soggetto a cui favore la polizza verrebbe stipulata, sia dei terzi che dall’attività del professionista dovessero subire danni.
La mancanza di una polizza assicurativa comporta, dal lato dell’esercente la professione sanitaria, il rischio di perdere parte o tutto del proprio patrimonio accumulato con i risparmi del proprio lavoro per far fronte alle legittime pretese di un soggetto che fosse stato da lui danneggiato e, dal lato di quest’ultimo, di non ricevere integrale soddisfazione alla proprie pretese risarcitorie per incapienza del patrimonio del soggetto tenuto al risarcimento.
Il medico ovvero il professionista sanitario in genere deve poi porre attenzione al fatto che la polizza assicurativa eventualmente stipulata dalla struttura sanitaria nella quale egli opera tutela quest’ultima e non lui, se non in via indiretta.
Il medico non si ritenga quindi già coperto da ogni rischio per il sol fatto che l’ente ospedaliero presso il quale lavora abbia stipulato una polizza a copertura di quelli che genericamente vengono definiti “errori medici” riferibili ai professionisti che prestano al loro opera all’interno della struttura.
A tacer d’altro, osserviamo che tali polizze operano a favore dei terzi (pazienti) che subissero un danno accertato nell’ambito delle cure somministrate loro dalla struttura sanitaria per il tramite dei suoi operatori.
Una volta risarcito il danno, nei rapporti interni tra struttura sanitaria (meglio ancora tra assicurazione della struttura sanitaria) ed operatore sanitario, il medico, l’infermiere ovvero altro operatore possono poi essere chiamati a rimborsare quanto risarcito al paziente per il caso l’evento dannoso risulti essersi prodotto per una qualche inadempienza a loro imputabile in via esclusiva ovvero anche in concorso con altri.
Infatti, l’articolo 1916 del codice civile prevede espressamente il diritto della compagnia assicuratrice di rivalersi “verso i terzi responsabili” di quanto pagato in forza della polizza. 
Vi è, peraltro, la possibilità che dietro pagamento di un premio maggiore la società assicuratrice rinunci al diritto di rivalsa di cui all’articolo 1916 codice civile. 
E’ evidente il vantaggio che ciò comporta per il sanitario.
Anche in quest’ultimo caso, comunque, il sanitario non può esimersi dalla stipula di una propria personale polizza assicurativa non foss’altro per la considerazione che egli non è mai parte di quella contratta dalla struttura sanitaria e, quindi, non può trattarne le condizioni e neppure sapere se essa copra o meno tutti i rischi del proprio operato.
Non dimentichiamo, infine, che la struttura sanitaria è soggetto giuridico diverso dal medico e che nelle cause per responsabilità medica molto spesso è avversaria processuale del sanitario.
Quanto alla polizza assicurativa personale del medico è importante verificare se nel premio sia o meno compresa l’assistenza legale e, in caso affermativo, entro quali limiti.
E’, infatti, capitato di constatare che alcuni contratti assicurativi prevedano l’assistenza legale a favore dell’assicurato ma nell’interesse dell’assicurazione e fino a quando questa mantenga tale interesse. Ciò comporta che il medico-assicurato potrebbe trovarsi privo di assistenza legale (salvo proseguirla a spese proprie) nel momento in cui l’assicurazione si trovasse nelle condizioni di non avere più interesse alla difesa del medico.
Non dimentichiamo, infine, che anche nella migliore ipotesi per il medico l’assistenza legale è comunque pagata dalla compagnia assicuratrice che, evidentemente, opera secondo la pur legittima logica dei costi-benefici, quindi non è possibile pretendere che l’assicuratore consenta la difesa ad oltranza del medico che – per ipotesi - abbia interesse alla prosecuzione della lite in tutti i gradi di giudizio nella speranza di vittoria finale, quando si prospetta la possibilità di una transazione la quale, evidentemente, presuppone un’ammissione di responsabilità ancorché non dichiarata.
Ulteriore attenzione va, poi, posta alla modalità di nomina del legale. Alcune polizze prevedono che esso venga indicato dalla compagnia assicuratrice tra i propri fiduciari ed altre lasciano libertà di scelta all’assicurato.
Senza voler togliere nulla al valore dei legali convenzionati con le assicurazioni (che in molti casi sono più preparati di altri che trattano la materia solo occasionalmente) resta il fatto che il rapporto tra cliente e avvocato (come quello tra medico e paziente) è fiduciario, ragione per la quale è preferibile potersi scegliere il proprio difensore, con il quale si ha magari una certa confidenza, che non essere affidati ad uno sconosciuto, pur di valore.
Le varie associazioni professionali stipulano, poi, dei contratti quadro con le compagnie assicuratrici per offrire ai propri associati polizze standard a condizioni contrattuali o anche solo economiche più vantaggiose.
Tale prassi è condivisibile ed il sanitario ben può beneficiarne a condizione che non si esima dal controllare le condizioni di polizza ed eviti di abdicare all’analisi precedentemente svolta dagli esponenti della propria associazione professionale. Assolutamente sconsigliabile scegliere una polizza in funzione del solo costo.

Avv. Maurizio Sala
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Avvocato Maurizio Sala

CHI
Broker assicurativo - per la scelta della miglior polizza a tutela dei rischi inerenti la propria attività professionale. Il Broker dopo avere intervistato l’assicurando può reperire sul mercato soluzioni assicurative alle quali il singolo non può accedere ovvero ottenere inserimento di clausole a modifica delle condizioni generali di polizza che individualmente è impossibile ottenere.
Avvocato -per la disamina della posizione individuale del medico, meglio se preventiva, al fine di consigliarlo sul miglior comportamento da tenere sia verso la struttura sanitaria nella quale opera, sia verso il paziente od i colleghi; per ogni dubbio sul contenuto o l’interpretazione di una clausola contrattuale assicurativa; per l’assistenza stragiudiziale e processuale.
Da chi non andare ovvero farsi consigliare – il collega, l’amico, il commercialista. Nessuno di costoro – salvo non abbia comprovate competenze specifiche – è idoneo ad offrire consulenza in un settore estremamente delicato e complesso come quello assicurativo. Molto spesso la buona fede ed il desiderio di offrire aiuto inducono a scelte emotive e non razionali.

FAQ

L’ospedale/clinica presso la quale presto la mia attività professionale ha una polizza sanitaria a copertura anche dell’attività dei propri dipendenti/consulenti e professionisti esterni in genere. Posso stare tranquillo?

E’ opportuno farsi consegnare copia della polizza assicurativa e farla esaminare ad un professionista (broker ovvero avvocato) per verificare il tipo di copertura offerto.  Ogni anno è poi opportuno farsi consegnare copia della quietanza con la quale è stato pagato il premio assicurativo essendo evidente che in caso di omesso pagamento non si ha diritto ad alcuna copertura assicurativa.

Può bastare la polizza assicurativa stipulata dalla struttura sanitaria a garantire il sanitario che lavora nella stessa contro i rischi di richieste risarcitorie?

Non sempre. La polizza della struttura sanitaria è stipulata da un soggetto terzo rispetto al medico ed al sanitario che opera per la stessa. La tutela di questi ultimi è quindi sempre subordinata a quella del soggetto contraente.

Le condizioni nelle quali lavoro all’interno di una struttura sanitaria ovvero in via autonoma presso il mio ambulatorio mi lasciano dei dubbi sui rischi che posso correre cosa posso fare?

Rivolgersi ad un avvocato al quale esporre la situazione concreta ed avere un parere sul miglior modo di agire.

Quale massimale dovrebbe avere una polizza assicurativa?

Non esiste una regola. Dipende dal tipo di attività che si svolge, dal rischio di danno a terzi/pazienti che si può correre nell’esercizio della professione e dalla sussistenza o meno di “speciale difficoltà” insita nella propria opera professionale.

Quando ricevo una richiesta di risarcimento da parte di un paziente cosa devo fare?

Informare la struttura sanitaria all’interno della quale si è operato;  Informare la propria compagni assicuratrice;  Interpellare un avvocato;  Seguire la pratica e periodicamente chiedere aggiornamenti ai soggetti ai quali ci si è rivolti.
vota  

Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c

RESPONSABILITÀ MEDICA: VOCI CORRELATE

Responsabilità medica

di Avv. Maurizio Sala del 16/06/2011

L’attività medica ovvero sanitaria, come ogni attività dell’uomo, comporta delle responsabilità per ..

Errori del medico

di Avv. Maurizio Sala del 16/06/2011

L’errore medico consiste in un’azione svolta, ovvero in un’omissione, compiuta da un sanitario, ovve..

Responsabilità medica: risarcimento danni

di Avv. Maurizio Sala del 16/06/2011

Accertato che un medico ovvero una struttura sanitaria ovvero entrambi, in concorso tra di loro, han..

Responsabilità medica: prescrizione

di Avv. Stefania Spinelli del 10/06/2011

Quando si parla di prescrizione ci si riferisce, per lo più, alla prescrizione estintiva, la quale c..

Responsabilità penale del medico

di Avv. Barbara Sartirana del 07/06/2011

Nel diritto penale si può definire responsabilità medica quella particolare colpa del medico, sanita..