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Accertamento anticipato


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Aggiornato al 22/02/2012

CHE COS'È
Lo statuto del contribuente stabilisce all'articolo 12 che il contribuente ha diritto di comunicare osservazioni, considerazioni, eccezioni e richieste all'Ufficio accertatore entro 60 giorni dalla notifica del Processo Verbale di Constatazione redatto al termine della verifica fiscale alla quale è stato sottoposto il contribuente.
L'Agenzia delle Entrate, esaurito il periodo di 60 giorni sopra indicato, procede alla notifica dell'avviso di accertamento.
Nel caso in cui non venga rispettato tale periodo di tempo e l'Ufficio proceda alla redazione e successiva notifica dell'avviso, si verifica il cosidetto "accertamento fiscale anticipato", che sostanzialmente non è altro che il mancato rispetto delle tempistiche previste dallo statuto del contribuente, sopra richiamate.
Ciò ha avuto un forte riflesso in sede di contenzioso, in quanto a fronte del comprovato mancato rispetto dei 60 giorni concessi al contribuente, le Commissione Tributarie hanno avuto atteggiamenti discordanti.
Difatti, in riferimento alle conseguenti pronunce di illegittimità, la giurisprudenza tributaria si è espressa in modo contraddittorio.
Questa contraddittoria formulazione di sentenze a tal proposito ha contribuito a generare un'autentica disputa, che ha infine coinvolto i più alti gradi giurisdizionali.
Alcune Commissioni Tributarie sono state favorevoli al contribuente, legittimando la dichiarazione di nullità dell'avviso emesso prima dei 60 giorni, considerando il mancato rispetto del termine come elemento essenziale dell'atto di accertamento.
Sentenze di altre Commissioni invece sono state per la legittimità dell'accertamento anticipato.
Con i contributi resi dalla Suprema Corte di Cassazione con ordinanza numero 19875 del 18.07.2008 e con ordinanza numero 244 del 24.07.2009 della Corte Costituzionale, si è fatta definitiva luce in materia, stabilendo:
  • nel primo caso che la notifica dell'accertamento prima del termine stabilito dei 60 giorni non ne determina ipso iure la nullità, stante la natura vincolata dell'atto rispetto al Processo Verbale di Contestazione sul quale si fonda, in mancanza di una specifica previsione normativa in tal senso, perché resta comunque garantito al contribuente il diritto alla difesa in forma di autotutela e mediante ricorso alla commissione tributaria;
  • nel secondo e più autorevole, invece, si è avuto un vero ribaltamento a favore della tesi del contribuente, dal momento che la Corte Costituzionale riconosceva come legittima la dichiarazione di nullità dell'atto di accertamento emesso in anticipo rispetto al termine perentorio dei 60 giorni, qualora esso non sia stato emesso in modo anticipato per ragioni di particolare e motivata urgenza.
COME SI FA
La Corte Costituzionale ha voluto evidenziare quanto sia importante l'aspetto collaborativo tra contribuente e Ufficio accertatore, al punto da rendere nullo un comportamento atto a sovvertire la regola stabilita dall'articolo 12 del sopra richiamato statuto del contribuente ponendo risalto alla regola del contraddittorio tra contribuente e amministrazione finanziaria, che è strumentale al principio costituzionale del diritto di difesa del contribuente, il quale mira a garantire l'uguaglianza tra le parti, e il diritto di esplicazione delle proprie ragioni alla controparte.
Alla luce di quanto sopra affermato, l'Ufficio ha due obblighi:
  • attendere il decorso del termine dei 60 giorni dalla data di notifica al contribuente del Processo Verbale di Contestazione prima di emettere l'effettivo atto impositivo (cosiddetto avviso di accertamento);
  • esaminare le eventuali comunicazioni di chiarimento o controdeduzioni del contribuente per la redazione del successivo atto impositivo
Ricordiamo che questa operazione di controdeduzione e richiesta di chiarimenti risulta spesso di fondamentale importanza per la difesa del contribuente, in quanto un comportamento supino e acquiescente del soggetto accertato durante la fase della verifica e nel periodo dei 60 giorni suddetti, può condizionare il Giudice negativamente sulla reputazione del contribuente, infondendo un'immagine di presumibile responsabilità e rassegnazione.
Il dissenso del contribuente circa l'operato dei verificatori, laddove ve ne siano comprovate ragioni, espresso immediatamente senza indugio, attribuisce visibilità e credito alla posizione del contribuente, che riceve per lo meno un maggiore spazio per sostenere le sue ragioni.
Altro aspetto importante: promuovere una memoria illustrativa dell'attività di accertamento obbliga i funzionari a rispondere dalla loro condotta.
Questa attività difensiva può essere svolta necessariamente nei 60 giorni tra la notifica del Processo Verbale di Contestazione e quella dell'atto impositivo, come una forma di contraddittorio precontenzioso.
Inoltre il contribuente, nel suddetto arco di tempo, può aderire al Processo Verbale di Contestazione entro 30 giorni dalla sua notifica, presentando richiesta all'Ufficio competente dell'Agenzia delle Entrate e per conoscenza al Comando della Guardia di Finanza che abbia effettuato la verifica e pagando imposte ridotte ad 1/8.
Per concludere: l'intervento della Corte Costituzionale impone agli uffici una condotta stringente sui metodi di accertamento, lasciando al contribuente adeguato margine temporale per organizzare un'opportuna attività difensiva, nell'ottica di un atteggiamento collaborativo e cooperativo, ma soprattutto nel rispetto del principio costituzionale del diritto alla difesa.
L'eventuale "accertamento anticipato" riveste dunque funzione residuale e di straordinarietà e deve essere emesso esclusivamente con indicazione di ragioni di particolare e motivata urgenza nella motivazione dell'avviso stesso, non potendo rivestire il carattere di ordinarietà.
Ora, tra i casi di particolare e motivata urgenza possiamo enunciare:
  • verbali contenenti annualità in scadenza;
  • richiesta di misure cautelari e accertamenti in costanza della consumazione di reati tributari;
  • circostanze per le quali sussistano pericoli di perdita del credito erariale;
  • casi di particolare pericolosità fiscale.

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