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Diritto Tributario Europeo: tassazione operazioni straordinarie

del 17/11/2011
CHE COS'È?

Diritto Tributario Europeo tassazione operazioni straordinarie: definizione

Per operazioni straordinarie si intendono le fusioni, le scissioni, le scissioni parziali, i conferimenti d'attivo e gli scambi d'azioni tra società.
Sono dette straordinarie perché sono atti che le organizzazioni societarie realizzano solo in determinate situazioni e che, comunque, non rientrano nelle ordinarie attività delle imprese.
Non è prevista alcuna forma di tassazione delle operazioni straordinarie quando queste avvengono tra due o più società che appartengono a Stati membri diversi dell’Unione Europea, così come stabilito dalla direttiva n. 434 del 23 luglio 1990 modificata dalla direttiva n. 19 del 17 febbraio 2005.

Avv. Salvatore Ruberti
Ordine degli Avvocati di Lecce
Andreano Studio Legale S.t.P.


COME SI FA

Il legislatore comunitario ha provveduto a fornire un’analitica descrizione degli atti societari ai quali si applica la disciplina di cui sopra: l’articolo 2 contiene una dettagliata spiegazione di cosa debba intendersi per fusioni, scissioni, conferimenti d’attivo e scambi d’azioni.
La direttiva n. 19/2005 ha introdotto la fattispecie della “scissione parziale” definita come l’operazione mediante la quale una società trasferisce, senza essere sciolta, mantenendo almeno un ramo di attività, uno o più rami di attività a una o più società preesistenti o nuove, mediante l’assegnazione ai propri soci, secondo un criterio proporzionale, di titoli rappresentativi del capitale sociale delle società beneficiarie del conferimento ed eventualmente di un saldo in contanti che non superi il 10% del valore nominale o, in mancanza del valore nominale, della parità contabile di tali titoli.
Le altre novità introdotte dalla direttiva n. 19/2005 riguardano i trasferimenti della sede sociale di una società europea (SE) o di una società cooperativa europea (SCE) da uno Stato membro all'altro, e ad altri tipi di società, in particolare alle SE, alle SCE e alle entità considerate trasparenti sotto il profilo fiscale; la possibilità per gli Stati membri di non applicare le disposizioni della direttiva quando essi tassano un azionista diretto o indiretto di talune società soggette ad imposta; le modalità di applicazione del regime fiscale alle operazioni di trasformazione di filiali in consociate
Altra importante novità riguarda la modifica del concetto di scambio di azioni che adesso è definito come l’operazione mediante la quale una società acquisisce nel capitale sociale di un’altra società una partecipazione il cui effetto sia quello di conferire la maggioranza dei diritti di voto di questa società o, se dispone già di tale maggioranza, acquisisce un’ulteriore partecipazione, in cambio dell’assegnazione ai soci di quest’ultima, in contropartita dei loro titoli, di titoli rappresentativi del capitale sociale della prima società ed eventualmente di un saldo in contanti che non superi il 10 % del valore nominale o, in mancanza del valore nominale, della parità contabile dei titoli assegnati in cambio.
Come sopra anticipato, le operazioni straordinarie tra società di Stati membri non subiranno alcun tipo di tassazione; ciò significa che nessuna imposizione sarà applicata alle plusvalenze risultanti dalla differenza tra il valore reale degli elementi d'attivo e di passivo conferiti ed il loro valore fiscale.
La scelta operata dal legislatore comunitario ha delle precise finalità riconducibili a ragioni di tutela del commercio e della leale concorrenza all’interno dell’Unione Europea.
In quest’ottica concorrenziale, si vuole favorire ed agevolare le operazioni tra società di Stati membri diversi: come emerge dai Consideranda della direttiva n. 434/1990, infatti, l’esigenza di una tassazione neutra nei confronti delle operazioni straordinarie risponde all’esigenza di creare, nell’ambito del mercato comunitario, le stesse condizioni di un mercato interno.
Per garantire il buon funzionamento del mercato comune, il legislatore comunitario ha “neutralizzato” le imposizioni sulle operazioni straordinarie tra società di Stati membri diversi; in questo modo, si cerca di incentivare le sinergie tra le società residenti all’interno dell’Unione europea.
La direttiva n. 434/1990 ha subito nel tempo diverse variazioni che ne hanno esteso l’applicazione e riformato le definizioni principali; per questo motivo si è ritenuto opportuno, in sede comunitaria, codificare tutte le modifiche con la direttiva n. 133 del 19 ottobre 2009 che ha di fatto abrogato la direttiva n. 434/1990.


CHI

La consulenza di avvocati esperti sia di diritto comunitario che di diritto tributario comunitario è essenziale per cogliere le grandi opportunità che la direttiva in esame offre alle società degli Stati membri le quali, però, devono poter contare su di un’adeguata e costante consulenza legale.


FAQ

L’applicazione della direttiva è obbligatoria?

E’ opportuno ricordare che l’obbligo di applicazione della direttiva può venir meno: in forza di una clausola anti abuso contenuta nell’articolo 11, gli Stati possono disapplicare i benefici fiscali previsti dalla direttiva qualora le Amministrazioni Fiscali individuino, quale unico scopo della transazione, un tentativo di eludere o evadere le obbligazioni fiscali.
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