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Emissioni in atmosfera

del 21/11/2016
CHE COS'È?

Emissioni in atmosfera: definizione

La maggior parte delle attività produttive e delle attività di servizio presuppone delle emissioni in atmosfera, che si traducono in un inquinamento dell’aria. Il riferimento normativo in materia è rappresentato dalla parte V del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile del 2006 (con le relative integrazioni e modificazioni), che contiene le più importanti norme di tutela rispetto all’inquinamento atmosferico. Tale decreto stabilisce che è necessaria un’autorizzazione da parte dell’autorità competente per tutte le attività che producono emissioni in atmosfera: l’autorizzazione non è altro che un atto formale proveniente da un’amministrazione con la quale il 

COME SI FA

Tutte le attività producono emissioni in atmosfera nella stessa misura?

No, anzi: le attività possono essere distinte in fasce di emissione. La fascia che include le attività con le emissioni più basse comprende i meccanici, i parrucchieri, i ristoranti e tutte quelle attività da cui provengono emissioni scarsamente rilevanti. La fascia che include le attività con emissioni un po’ più alte comprende i falegnami, le carrozzerie e tutte quelle attività da cui provengono emissioni a ridotto inquinamento. La fascia che include le attività con emissioni ancora un po’ più alte prevede che venga richiesta un’autorizzazione in procedura ordinaria (in pratica, l’amministrazione dopo la richiesta di permesso da parte dell’utente risponde con un’autorizzazione formale). Infine, la fascia che include le attività con le emissioni più elevate comprende le grandi industrie manifatturiere (è il caso, per esempio, della centrale di Civitavecchia o dell’Ilva di Taranto), che devono richiedere, come titolo autorizzativo, l’AIA, vale a dire l’Autorizzazione Integrata Ambientale.


CHI

Tutte le attività produttive e alcune attività di servizio.


FAQ

1. Che cos’è l’Autorizzazione Integrata Ambientale?

L’AIA è un’autorizzazione di cui hanno bisogno le aziende che producono le emissioni in atmosfera più consistenti per rispettare i principi imposti a partire dal 1996 dall’Unione Europea in materia di IPPC, Integrated Pollution Prevention and Control. Il quadro normativo per l’Autorizzazione Integrata Ambientale è lo stesso per tutta l’Europa; a esserne interessate sono le attività di gestione dei rifiuti, le attività dell’industria chimica, le attività dell’industria dei prodotti minerali, le attività di produzione e trasformazione dei metalli, gli allevamenti intensivi, le concerie, le attività energetiche, i macelli e le cartiere. L’AIA è l’autorizzazione integrata indispensabile perché queste attività possano essere in esercizio: è integrata dal momento che le valutazioni tecniche prendono in considerazione in maniera congiunta i vari danni ambientali che l’attività che deve essere autorizzata provoca. Lo scopo è quello di raggiungere una prestazione ambientale ottimale, ricorrendo alle MTD, cioè le migliori tecniche disponibili: si tratta delle tecniche di gestione, di controllo e impiantistiche che assicurano prestazioni ambientali ottimali. Un’analisi costi-benefici si può rivelare utile per i casi più complicati. L’autorità pubblica competente nell’AIA conferma la corretta identificazione delle migliori tecniche disponibili, tenendo conto delle analisi che il gestore dell’installazione che deve essere autorizzata ha proposto, stabilendo - poi – il crono programma che deve essere seguito ai fini della loro implementazione. Punti fermi da cui non si può prescindere sono la compatibilità con le norme di qualità ambientale e le prescrizioni in ambito di Valutazione di impatto ambientale. In sostanza, l’Autorizzazione Integrata Ambientale rappresenta la procedura necessaria per verificare che le pressioni ambientali dell’esercizio da autorizzare siano in linea con le condizioni fissate in precedenza.
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