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Acustica in edilizia


Argomento: Acustica

Aggiornato al 31/03/2011

CHE COS'È

Quando si parla di requisiti acustici passivi negli edifici si fa riferimento al decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 5 dicembre 1997, scritto in applicazione della legge quadro sul rumore numero 447 del 1995.
L’applicazione di tale normativa, pur essendo datata 1997, non è stata completamente recepita dalle amministrazioni comunali, infatti solo alcuni Comuni a seguito di una richiesta di autorizzazione a costruire o ristrutturare richiedono un documento sul rispetto dei requisiti acustici.
I requisiti acustici passivi rappresentano una delle caratteristiche specifiche degli elementi costruttivi di un edificio, che qualificano le sorgenti sonoro/acustiche esterne ed interne dell'edificio stesso.
Tali requisiti sono:

  • (T) Tempo di riverberazione;
  • (Rw) Potere fonoisolante apparente (relativo alla parete di separazione tra due ambienti);
  • (D2mnTw) Isolamento acustico standardizzato di facciata - dell'intera facciata di uno stabile;
  • (Lnw) Isolamento al calpestio - Isolamento della parete di separazione quando è un pavimento;
  • (Las max - La eq) Isolamento dal rumore prodotto dagli impianti tecnologici a servizio discontinuo (ascensori, bagni, scarichi idraulici, eccetera) ed a servizio continuo (riscaldamento, condizionatori, eccetera).

Tutti questi parametri vengono ricavati utilizzando specifiche norme UNI.
E’ stata pubblicata il 22 luglio 2010 l’attesa norma UNI 11367 “Acustica in edilizia - Classificazione acustica delle unità immobiliari - Procedura di valutazione e verifica in opera”.
Il meticoloso lavoro tecnico del gruppo UNI ha diviso gli edifici in 4 classi di prestazione di isolamento acustico per prestazioni ottime, buone, basilari e modeste in base alle capacità dei pacchetti di isolamento e del rumore degli impianti (classe I, II, III, IV) e ha definito limiti specifici per alberghi e ospedali in un'appendice apposita.

Luca Volontieri
Associazione Nazionale Isolamento Termico ed acustico
Vielle Acustica


COME SI FA

Come abbiamo visto la pratica sull’acustica in edilizia prende due strade, progettazione e collaudo.

Progettazione: consiste nel valutare preliminarmente i materiali che verranno utilizzati nelle varie stratigrafie di pareti o pavimentazioni; in pratica si verificano i poteri fonoassorbenti dei prodotti per verificare se sono compatibili tra loro ed eventualmente scegliere quelli più idonei. Tutto questo viene realizzato mediante calcoli manuali e, se possibile, tramite software specifici allo scopo di seguire e consigliare al costruttore materiali migliori sotto l’aspetto qualità/prezzo.
In tutta questa fase si seguino passo passo il DPCM 05/12/2007 e la specifica norma UNI 12354.

Collaudo: una volta ultimata la costruzione si necessita di valutare/collaudare “acusticamente” le abitazioni in conformità al DPCM 5/12/97.
In questa fase vengono utilizzate delle attrezzature specifiche (Fonometro integratore, sorgente dodecaedrica e cassa monodirezionale, macchina da calpestio) al fine di “creare” del rumore in un determinato locale ed effettuare una successiva fase di rilevazione al di qua della parete/soletta da collaudare.
La normativa tecnica di riferimento che indica le procedure di misura è la UNI EN ISO 140/serie mentre gli indici di valutazione sono calcolati secondo quanto previsto dalla norma UNI EN ISO 717-1/2.
Al termine delle operazioni di misura e di analisi dei dati in post-processing si presenta al costruttore una relazione attestante la conformità delle partizioni esaminate.

 

CHI

Per tutte le attività riguardanti l’acustica ambientale o edilizia si fa riferimento ad un “tecnico abilitato”, l’abilitazione viene data dalla Regione di appartenenza dove una volta approvata l’esperienza e la capacità del tecnico lo riconosce nella figura professionale di Tecnico Competente in Acustica Ambientale ai sensi della legge 447/95.

FAQ

Chi è responsabile in caso di un appartamento che non rispetta i requisiti acustici?

La responsabilità del non rispetto di tale norme può cadere a cascata tra il progettista, l’impresa edile, la direzione lavori e il tecnico competente, numerose sentenze di vario grado hanno stabilito che il non rispetto dei requisiti acustici passivi può causare un deprezzamento superiore al 20% del valore dell’immobile e i danni pagati sono stati pari a tali somme.

Cosa succede se in fase di collaudo non si rispettano i requisiti acustici?

Per prima cosa bisogna capire se il progetto acustico è stato rispettato dall’impresa edile ed eventualmente analizzare cosa ha portato un “non rispetto dei limiti”.
Dopodiché bisognerà intervenire sulla struttura al fine di migliorare l’efficienza acustica mediante l’applicazione di nuovi materiali fonoassorbenti, con ulteriori costi aggiuntivi non previsti. Per questi motivi si consiglia una partecipazione attiva al tecnico acustico durante la fase di posatura, al fine di evitare questi spiacevoli inconvenienti.


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